Il finanziere di Zurigo, a lungo candidato a ricoprire il ruolo di presidente del Palermo, ripercorre le fasi della trattativa condotta con Zamparini per conto di un gruppo di investitori interessati a rilevare le quote del club rosanero. Gli incontri e le divergenze di vedute di Ponte con Financiial Innovations e l'attuale proprietà inglese...
<strong>No agli inglesi</strong>
" Dopo qualche mese da quella prima riunione, incontrai nuovamente Facile e Belli i quali, una volta individuata la società inglese come soggetto idoneo a completare l'iter d'acquisizione del club, mi presentarono il management britannico nel tentativo di convincermi a compartecipare all'operazione. Conobbi in quella situazione, tra settembre e ottobre, Clive Richardson, David Platt, poi sostituito da Holdsworth, ed ebbi modo di conversare telefonicamente con White e Treacy. Ma le mie perplessità in merito alla bontà del loro progetto rimasero tali e rifiutai qualsiasi forma di coinvolgimento convinto che quel piano non avesse i presupposti per andare felicemente a buon fine. Inoltre ogni qualvolta ho chiesto di avere oggettivo riscontro in merito all'evidenza dei loro capitali non ho mai ricevuto risposte convincenti".
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