Pergolizzi-Mediagol: “Posso non essere mediatico o simpatico, ma non sono arrogante. Amo il Palermo, la rosa attuale…”

L’intervista esclusiva concessa da Rosario Pergolizzi, ex tecnico del Palermo, alla redazione di Mediagol.it

palermo

Un divorzio doloroso sul piano professionale al culmine di un’annata in cui ha condotto brillantemente la nave in porto.

Il club rosanero ha ritenuto opportuno vagliare profili di matrice e peculiarità diverse per guidare la squadra nell’attuale campionato di Serie C.

Rosario Pergolizzi ha assolto al suo compito con professionalità e dedizione. Solidità, equilibrio, pragmatismo. Ricetta talvolta non speziata ma sostanziosa, che magari non ha soddisfatto tutti i palati fini, ma ha saziato la fame di vittorie dei tifosi rosanero relativamente alla stagione calcistica 2019-2020. L’ex tecnico del Palermo ha riportato la squadra tra i professionisti al primo tentativo, poi ha incassato il benservito della società con sobrietà e stile, nonostante fosse comprensibile un certo rammarico. Un epilogo che non ha minimamente inficiato il suo amore per la compagine rosanero, per la maglia, i colori sociali, il club per cui ha tifato fin da bambino. Un sentimento che emerge nitido anche nel corso dell’interessante intervista esclusiva concessa alla redazione di Mediagol.it.

Intervista realizzata da Leandro Ficarra e Giulia Anello

“Rinforzi ancora necessari per il Palermo? Tutti si aspettavano l’attaccante dai 20 gol, io voglio andare controcorrente e dire che questa squadra è a mio avviso stata costruita nella maniera giusta, con il giusto mix tra giovani interessanti e calciatori più esperti. Sono convinto che Saraniti farà il suo anche se in queste prime due partite non ha brillato, bisogna mettere in preventivo che la condizione fisica dei calciatori non può fisiologicamente essere al momento ottimale. Ci sono dei giocatori che la raggiungono subito per la struttura brevilinea, vedi Silipo, Floriano o Valente, e giocatori che hanno bisogno chiaramente di più tempo. Non è detto che il bomber esperto possa fare la differenza, credo che gli attaccanti del Palermo faranno bene, essendoci in rosa anche dei ricambi adeguati per ogni ruolo. Avere una rosa così ampia è una cosa importante per un allenatore perché puoi fare delle scelte ponderate, il Palermo è una squadra in cui puoi disporre di un ampia gamma di opzioni. Un allenatore cerca sempre di utilizzare delle strategie per attirare l’attenzione su di sé piuttosto che sulla squadra, ho vinto il campionato Primavera con il Palermo e sono andato via in silenzio come è accaduto nella scorsa stagione. Sono andato via dopo aver centrato l’obiettivo prefissato, vincendo con autorevolezza il campionato di Serie D. Un pizzico di rabbia e un certo rammarico credo siano comprensibili, ma la consapevolezza che le strade mie e del club rosanero erano prossime a dividersi non ha scalfito un minimo il mio attaccamento ed il mio amore per questi colori. Sono felice ed onorato di aver guidato il Palermo e di aver avuto la gioia di vincere, in entrambe le occasioni, in qualità di tecnico della squadra della mia città. Io non gufo, anzi sono un grande tifoso del Palermo da sempre e lo sarò comunque per sempre. A volte sono passati messaggi sbagliati, magari non sono un profilo molto mediatico ed un grande comunicatore, ma certamente non sono una persona presuntuosa o arrogante come qualcuno ha potuto pensare. Poi è normale che un allenatore possa risultare simpatico o meno. Io ho messo tutto me stesso, credo addirittura di aver messo il Palermo al primo posto se penso al mio infortunio ed alle tante partite in panchina vissute con le stampelle. Sono comunque felice se mi guardo indietro per quanto siamo riusciti a fare tutti insieme, il sottoscritto, la dirigenza, i calciatori, la società e la gente di Palermo, i nostri tifosi”.

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