Pergolizzi: “I miei salti con le stampelle? Mi sono fatto un regalo. Priorità al Palermo, io sono da contorno”

Pergolizzi: “I miei salti con le stampelle? Mi sono fatto un regalo. Priorità al Palermo, io sono da contorno”

Il tecnico del Palermo ha parlato al termine della sfida contro il Licata: i rosanero vincono 2 a 1 grazie ai gol di Felici e Santana

Il Palermo continua a vincere.

Tra le mura dello stadio Renzo Barbera è andata in scena la sfida tra i rosanero e il Licata, valida per l’ottava giornata di Serie D. Gli ospiti erano passati in vantaggio grazie al gol di Maltese, ma i padroni di casa hanno ribaltato il risultato con le reti di Mattia Felici e Mario Alberto Santana.

Al termine del match il tecnico del Palermo, Rosario Pergolizzi, è intervenuto in zona mista per commentare la prestazione dei suoi uomini: “Pergolizzi: “A fine partita ho saltato nonostante le stampelle? Non me ne frega niente, avevo una voglia… dovevo scaricare. È un regalo che mi sono fatto, qualche volta bisogna anche godersi il momento. Devo essere sincero, mi vedete così ma soffro. Medicinali, infiltrazioni… è un po’ fastidioso. La priorità sono i ragazzi e la società, io sono da contorno. Sono contento di allenare il Palermo, nella mia città, con la mia gente. Sono pronto a prendere tutto, anche le cose negative. Io mi godo il momento, poi quello che verrà lo dirà il tempo. I miei ragazzi sono la parte più importante. Martinelli? Sta bene. Ha avuto un problema in rifinitura, ha preferito fermarsi. Noi oggi negli ultimi 10 minuti avevamo 6 o 7 under in campo, va merito ai ragazzi. Vorrei farli giocare tutti ma non posso. Sono convinto però che tutti troveranno il loro spazio. Ambro è entrato bene, idem Sforzini. Il loro portiere ha fatto bene, non siamo riusciti a segnare di più. Ho dovuto mettere un difensore in più perché eravamo stanchi. Cosa ho pensato al salvataggio di Doda? Non lo posso dire. Volevo mangiare qualcosa a qualcuno (ride, ndr). Dobbiamo essere perfetti sempre, la concentrazione è fondamentale. Se uno sbaglia, l’altro deve rimediare. Il nostro modo di pensare deve essere marco e copro. Io metto sempre in evidenza le cose negative, ma ce ne sono tante di positive. Una difesa che gioca a calcio, che costruisce. Abbiamo difensori che sono registi. Certe volte però ci guardiamo troppo allo specchio e dobbiamo ogni tanto levarlo questo specchio. Io non sgrido. Ho la nomina di essere un cattivo, ma non sono cattivo…“.

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