Peretti: “Sto inseguendo un sogno, gol gioia immensa. Futuro? Rispondo così”

Peretti: “Sto inseguendo un sogno, gol gioia immensa. Futuro? Rispondo così”

Manuel Peretti, giovane difensore del Palermo, si racconta tra presente, passato e futuro

Manuel Peretti si racconta, tra passato, presente e futuro.

Il difensore del Palermo è stato il giocatore che ha regalato i tre punti ai rosanero in occasione del match contro la Cittanovese, mettendo a segno la rete del 2-3. Primo gol con la maglia dei siciliani, che veste da quest’estate, e tanta soddisfazione.

In un’intervista rilasciata ai microfoni del ‘Corriere dello Sport’, il classe 2000 ha parlato del momento che sta vivendo alla corte di Rosario Pergolizzi: “Da bambino non chiedevo altro che diventare calciatore. E oggi lo stesso. Non sono ancora calciatore ma un ragazzo che sta inseguendo un sogno e che pensa di farcela. Quando ho visto il pallone in rete contro la Cittanovese, non ci credevo: “Sono stato io?”. I compagni non esultavano, ho avuto paura del fuorigioco. Poi, non ho capito più nulla per la gioia. Il bello viene ora. E siamo solo all’inizio con la prospettiva dello scontro diretto. Pergolizzi? Con lui parlo poco. Pensa che possa avere una bella carriera. Se gli chiedo spiegazioni sul mio ruolo, che in fondo conosco poco, da ex difensore mi svela ogni segreto. Sto crescendo grazie agli over. Santana è il più prodigo di consigli. A Cittanova, si è messo dietro la porta e non finiva mai; l’altro è Sforzini. Tutti mi danno una mano e mi sgridano. Meglio, i rimproveri fanno crescere”.

E a proposito del futuro, che potrebbe ricondurlo all’Hellas Verona:Vincere in una città così importante può scatenare l’interesse di qualsiasi società. Mi piacerebbe restare e salire fino in A. Sono in prestito, però, e dovesse richiamarmi il Verona, mi ritroverei in paradiso con la squadra della mia città e del mio cuore. Mi aspettavo di rientrare nei piani della società, forse mi hanno mandato in prestito per farmi le ossa. Ho il precontratto col Verona ma, se entro giugno non dovessero confermarmi, mi ritroverò svincolato. Avevo nove anni quando mi presero. E dire che avevo fatto più provini al Chievo. Sono stato anche aggregato alla prima squadra. Piacevo a Grosso e ho rischiato una convocazione contro il Lecce. Nella finale playoff contro il Cittadella aspettavo la convocazione da Aglietti che poi ci ripensò. Me ne andai in curva a cantare: “Non vi lasceremo soli”, era il minimo. A Palermo mi hanno offerto quasi il doppio dei soldi che mi dava il Verona”.

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