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Palermo, Verre stile Modric: talento, fosforo e plus tra le linee. Cambi di Corini…

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Grande qualità e fosforo in sede di costruzione della manovra, tempi di inserimento ed estro nella tessitura delle trame offensiva, Valerio Verre è un plus in questo Palermo, nonostante qualche infortunio e le varie sostituzioni varate da Corini.
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di Davide Raja

L'arrivo durante la scorsa finestra di calciomercato invernale di Valerio Verre dalla Sampdoria ha certamente costituito il fiore all'occhiello della sessione invernale della campagna trasferimenti per il Palermo FC. Tassello che ha portato in dote fosforo, esperienza e personalità, impreziosendo un reparto già ben assemblato ma bisognoso di alzare l'asticella della qualità, specie dopo l'infortunio di Leo Stulac. Rapidità di pensiero ed esecuzione, senso geometrico e tempi di inserimento sono le principali caratteristiche del talento classe 1994 scuola Roma. Forte di un background di rilievo e prestazioni di livello collezionate in massima serie, Verre ha presto conquistato un ruolo da leader tecnico e carismatico, ergendosi ad polo di riferimento nello scacchiere tattico della formazione di Eugenio Corini.

Dopo aver già militato, da giovane e lodevole comprimario quasi dieci anni  addietro, in un Palermo stellare per la cadetteria, con talenti del calibro di Franco Vazquez e Paulo Dybala ed aver conquistato una trionfale promozione in Serie A, Verre è tornato in maglia rosanero con l'obiettivo di ripetere l'impresa, stavolta da assoluto protagonista. Non gli è servito troppo tempo per fare nuovamente breccia nel cuore dei tifosi rosa: alla sua prima gara da titolare allo stadio "Renzo Barbera" ha deliziato il pubblico con una straordinaria rete messa a segno dalla propria metà campo contro la capolista Frosinone. Una perla balistica di rara bellezza che ha incantato tifosi e addetti ai lavori.

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Dopo un breve stop a causa di un fastidioso stato febbrile, che lo ha costretto a saltare le sfide contro SudTirol e Ternana, è tornato a pieno regime nelle due trasferte di Pisa e Cittadella, giocando a buon livello e servendo un assist vincente in entrambe le sfide. Altra buona prova e firma sul gol del sorpasso contro il Modena, fiutando con solerzia ed astuzia l'indecisione difensiva fatale dei "canarini".

Tuttavia, la sorte non ha sorriso ancora una volta a Verre. Nuovo stop forzato a fine marzo, i cui effetti sono stati mitigati dalla provvidenziale sosta del campionato, che lo ha costretto a non partecipare solamente all'impegno del "Tardini" contro il Parma.

Già dal match del "Tombolato contro il Cittadella", il tecnico Corini aveva iniziato a centellinare il minutaggio del classe '94, sostituendolo ad un quarto d'ora circa dal triplice fischio. Negli impegni successivi, il cambio è arrivato sistematicamente, progressivamente con qualche minuto d'anticipo, mentre contro il Benevento al Barbera addirittura all'intervallo. In conferenza stampa, utilizzando un'iperbole dialettica piuttosto esplicativa, Corini ha dichiarato di pensare ad un Verre modello Luka Modric. Un faro che illumini il campo con le proprie giocate d'alta scuola, trovando tracce di manovra e direttrici di passaggio capaci di ispirare i propri compagni e scalfire densità ed equilibri delle difese avversarie. Analizzando le prestazioni in maglia rosanero del jolly di centrocampo ex Sampdoria, emerge un canovaccio piuttosto costante. Prima frazione di gioco è sempre disputata ad alti livelli, caratterizzata da grande intensità nel pressing, lucidità e fluidità in sede di impostazione e nel fraseggio, estro e verticalità in rifinitura trequarti, buone letture e propensione all'inserimento negli interspazi offensivi. Il "faro" sembrerebbe però iniziare a smarrire progressivamente intensità e fulgore nel corso della ripresa, emanando una luce più fioca ed intermittente, fino all'ormai quasi sistematica sostituzione di Corini dopo circa un'ora di partita o poco più. A dire il vero, tangibili progressi sul piano della tenuta atletica e della continuità nell'arco del match Verre li ha mostrati sul rettangolo verde nelle ultime due uscite contro Como e Spal. Cambio a gara in corso in entrambe le occasioni, con Corini che ha motivato con criteri di matrice meramente tattica la sua decisione.

La scelta di puntare su un esterno che garantisce maggiore copertura e solidità in fase di non possesso sul binario destro, optando per Buttaro titolare nel 3-5-2 elastico ormai marchio di fabbrica di Corini, nasce anche dall'esigenze di liberare e sdoganare estro e talento di Verre sulla trequarti offensiva. Sgravato da compiti di raddoppio e scivolamento sull'esterno, può giocare più dentro al campo, svariare tra le linee, conferire verticalità ed imprevedibilità allo sviluppo delle trame offensive del Palermo, fornendo una variante significativa alla ricerca dell'ampiezza. Tempi di inserimento e doti balistiche di rilievo dalla media distanza, rendono l'impiego di Verre in quella zona di campo, da trequartista pensante ed al contempo incursore, un vero plus per l'indice di pericolosità della compagine di Corini.

Per cifra tecnica, duttilità tattica e personalità, Verre rappresenta certamente il calciatore di maggior caratura nella rosa a disposizione di Corini. Obiettivamente un lusso per una categoria come la Serie B, per valore assoluto, talento e standard prestazionali. Dal suo rendimento dipendono buona parte delle chances  del Palermo di centrare l''obiettivo playoff in questo rush finale della regular season.

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