Palermo-Roma 0-1: i soliti timori, per ora decide El Shaarawy. Il commento al 45′

La compagine rosanero è rientrata negli spogliatoi in svantaggio di una rete siglata dal calciatore italo-egiziano.

Un Palermo grintoso fin dall’inizio ma poco concreto, sotto gli occhi del neo presidente Paul Baccaglini, è rientrato negli spogliatoio sul punteggio di 0-1 a favore della Roma.

I rosanero si sono presentati bene alla sfida contro i giallorossi, ma la superiorità della compagine guidata da Luciano Spalletti ha prevalso sull’inesperienza e soprattutto sulle lacune difensive dei padroni di casa. Al 4′ c’è stato un sussulto degli uomini di Diego Lopez che avevano anche trovato la rete con Nestorovski, ma l’attaccante macedone era in netta posizione di fuorigioco al momento della conclusione a rete. Eccezion fatta per questa occasione gli attacchi rosanero sono risultati essere quasi sempre troppo sterili e una difesa esperta come quella romanista non è mai andata in confusione. Al 22′ arriva la solita per la Roma che ha trovato la via del gol con Stephan El Shaarawy che ha sfruttato alla perfezione un lancio di Grenier e a due passi da Fulignati, che avrebbe dovuto anticipare l’uscita, ha insaccato in rete facilmente.

 

 

 

4′ netto fuorugio co di testo che aveva insaccato

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  1. Manlio Ciralli - 4 anni fa

    Ho fatto un incubo, talmente brutto che lo voglio condividere qui. Per cacciarlo piu’ lontano possibile, sperando che io non l’abbia confuso, in realta’, con un sogno premonitore. Ve lo racconto: l’Integritas Capital era una bufala clamorosa. Anzi no. Una raffinatissima operazione di ricostruzione dell’immagine. E non di Paul Baccaglini che – a parte essere un discreto aggregatore/comunicatore peraltro molto simpatico – viveva come quasi tutti noi (tra spesa, bollette, mutuo, assicurazione, etc etc etc). E Paul Baccaglini e’ – biografia alla mano – uno che campa (e ha campato) di spettacolo (radio e TV) , di ruoli insomma, di interpretazioni, come al teatro, come nei film, come in TV, appunto.
    Nel mio incubo lui, l’attore Paul, veniva richiesto e pagato da un impresario canta-storie, produttore di fiction, nel caso, il Signor Maurizio Zamparini. Qualche decina di migliaia di euro il cachet. Poco conto per chi ne sperpera centinaia cacciando tecinici a ripetizione da decenni.

    L’incubo quindi diventava farsa. Una farsa capace di durare con un po’ di allunghi e ritardi, gia’ studiati (la data del 30 aprile diventava puro fanta-closing, per utilizzare un inglesismo che i piu’ hanno imparato da quando finti cinesi sono stati accostati al Milan) sino a oltre il termine della stagione che verosimilmente vedeva il Palermo in serie B. Con una citta’ depressa ma speranzosa nel nuovo fondo e in una pronta risalita guidata da risorse fresche, entusiamo dilagante e un mercato sontuoso…
    In realta’ succedeva altro..
    Ma e’ solo un incubo. Il mio. Personale.

    Succedeva che col Palermo in B e le tensioni della piazza allentate (con l’estate che tra sole, caldo e mare stemperava tutto e tutti) e dopo gli svariati ritardi procedurali che venivano via via annunciati da aprile sino a meta’ Giugno, Zamparini si trovava ad indire una necessaria conferenza stampa nel corso della quale – irritato e arrembante – comunicava che le garanzie necessarie a rilevare il 100% delle quote del Palermo erano venute meno; che il Sig. Baccaglini non era riuscito ad aggregare fondi e capitali tiratisi all’ultimo indietro e che quindi era saltato tutto. Che Lui (Zamparini) era costretto a riprendere le redini della societa’ e del mercato. Quello estivo. Sul quale non potevano che influire le ultime vicissitudini societarie…
    Mercato di ripiego quindi. E non per colpa dell’impresario. Il Sig. Maurizio da Aiello del Friuli, ingannato per mesi da fantomatici investitori anglo-americani che avevano limitato la pianificazione (ma anche annientato per mesi una protesta irritata sempre piu’ crescente).

    Alla fine del mio incubo, Palermo in B, mercato modesto, paracadute da 25 milioni nelle tasche di emmezeta e immagine del salvatore della patria parzialmente ricostituita e riconosciuta al Presidente piu’ vincente della storia rosanero. Perche’ per il palermitano alla fine contava sempre il male minore (anche se costruito a tavolino e narrato attraverso una sceneggiatura articolata quasi di fattura Hollywoodiana).

    L’incubo terminava con svariati post sui social network che alla fine, come un mantra, una epidemia di pensiero, riportavano a galla un vecchio proverbio siciliano MEGGHIU U’ TINTU CANUSCIUTU CA U BONU A’ CANUSCIRI (È MEGLIO UN CATTIVO CONOSCIUTO PIUTTOSTO CHE UN BUONO SCONOSCIUTO).

    Per la serie, tutti si abbassava la testa, si accettava la B…con buona pace di tutti! E Con emmezeta a capo del conto economico.

    Speriamo rimanga un incubo.

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