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Palermo, rebus centrocampo: cercasi fosforo ed incisività, Baldini studia il reparto

Palermo, rebus centrocampo: cercasi fosforo ed incisività, Baldini studia il reparto

Un centrocampo sulla carta ben assortito e di livello per la categoria, che non ha fornito il contributo sperato in termini di fosforo, qualità e apporto alla fase offensiva. Toccherà a Silvio Baldini ottimizzare le risorse nel reparto

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A cura di Luca Silvestri

Dall'assente contributo realizzativo, alle variazioni applicate ad un reparto con equilibri mai totalmente definiti in mezzo al campo. Se il Palermo ha la terza  migliore difesa della Serie C al giro di boa del Girone C, certamente parte del merito va anche attribuito al centrocampo disegnato nel corso di questi mesi da Giacomo Filippi. Un roster mediano pensato in sede di calciomercato con il preciso obiettivo di aumentare, dal punto di vista fisico e tattico, la gamma di scelte a disposizione dell'ormai ex tecnico rosanero.

L'acquisto di Jacopo Dall'Oglio -  giunto in Viale del Fante a parametro zero dopo aver rescisso il suo contratto con il Catania - doveva, tra gli altri, garantire un salto di qualità al reparto, che questi primi mesi in rosanero non hanno tuttavia evidenziato. Qualche difficoltà di ambientamento e una posizione in campo mai ben definita, non hanno permesso all'ex incursore del Brescia di poter sfruttare al meglio le sue capacità tecniche nell'ultimo quarto di campo.

Nonostante non sia mai stato in carriera un giocatore da doppia cifra stagionale, sia a Catania che con la maglia delle rondinelle - proprio sotto la guida di Boscaglia Filippi - aveva dimostrato di poter essere pericoloso in zona gol, servendo anche diversi assist per i compagni. Soltanto due, in rosanero, i passaggi vincenti effettuati da parte del classe '92, apparso visibilmente in ombra rispetto alle sue precedenti annate.

Dall'Oglio, nella testa e nelle idee tattiche di Filippi, sarebbe dovuto essere ciò che, nell'ultimo frangente della scorsa stagione, è stato Gregorio Luperini. L'ex centrocampista del Trapani aveva dimostrato particolari attitudini nell'inserimento offensivo, colpendo le difese avversarie in molteplici occasioni. Gol siglati di testa o con zampate decisive, hanno permesso nella scorsa annata a Luperini di diventare un centrocampista universale, capace di abbinare quantità in mezzo al campo a qualità davanti alla porta.

Il numero 17 non è però stato capace, fino a questo momento, di dare seguito a quanto fatto vedere nel campionato precedente, nel quale era diventato  suo modo un fattore offensivo nel centrocampo rosanero. Un calo prestazionale piuttosto evidente lo ha fatto scivolare progressivamente in fondo alle gerarchie del tecnico, che ha sempre preferito farlo subentrare a gara in corso piuttosto che adottarlo nello schieramento titolare. Una mossa che, anche solo per il minutaggio, ha chiaramente favorito Dall'Oglio, ma nonostante questo, nessuno dei due è stato capace di dare alla compagine siciliana il contributo realizzativo che ci si auspicava alla vigilia.

Il passaggio in corsa da una linea mediana a  2, ad un centrocampo più solido, composto da 3 uomini e due esterni alti, ha probabilmente favorito il rendimento crescente di Moses Odjer Francesco De Rose.

Dopo un inizio in ombra per via delle gerarchie di Filippi, il centrocampista classe '96 ha pian piano guadagnato minuti all'interno delle rotazioni dell'ex tecnico, diventando progressivamente un esempio tattico per quantità e sacrificio nelle zone focali del rettangolo verde.

Diga a protezione della difesa in fase di non possesso e motore capace di recuperare palloni e smistarli in maniera fluida, giovando spesso alle transizioni della squadra. Odjer ha cercato di prendersi la linea mediana rosanero, dando un importante contributo nell'equilibrio tra le due fasi e, specialmente, all'intero reparto.

Da capire tempi e modalità con i quali il nuovo tecnico Silvio Baldini potrà inserire una pedina così dinamica e difensivamente importante all'interno di uno scacchiere tattico tutto nuovo. Da comprendere anche se il 4-2-3-1 o il 4-3-3 potranno essere i sistemi di gioco adatti per l'ex Catania ma anche per l'attuale capitano, Francesco De Rose.

Il numero 20 rosanero, sin dal suo approdo nel capoluogo siciliano, si è sempre distinto per dedizione, sacrificio e caparbietà in campo. Questi gli elementi che, oltre ad assicurare all'ex Reggina una spiccata continuità nello schieramento ideale di Giacomo Filippi, hanno fatto sì che De Rose prendesse, in virtù del suo carisma trascinante, anche le redini dello spogliatoio rosanero. La fascia di capitano consegnata durante il ritiro pre-season di San Gregorio Magno ha fotografato in maniera nitida, sin dall'inizio della stagione, l'importanza, soprattutto nelle dinamiche interne alla rosa, del centrocampista classe '87.

Nelle debacle contro Turris Latina, è sempre stato De Rose a presentarsi davanti ai microfoni della stampa, mostrando spalle larghe ed attributi, grande attaccamento alla maglia rosanero, rispetto per la fascia affidatagli durante la scorsa estate. Nonostante questi aspetti, il rendimento di De Rose è andato calando con il passare dei minuti giocati durante la stagione. Il metronomo designato dall'ormai ex tecnico dei siciliani, non è riuscito a dare il contributo sperato in termini di fosforo e qualità all'impostazione della manovra, finendo spesso divorato dalla fase di pressione avversaria. L'ex Reggina non ha comunque  mai fatto mancare il suo apporto in quanto a carisma e vis agonistica in mezzo al campo, ma il reparto necessita probabilmente dell'innesto di un playmaker puro per compiere un sensibile salto di qualità.

De Rose, sotto la nuova gestione di Silvio Baldini, tornerà quasi certamente ad essere leader di un centrocampo a due, o comunque dovrebbe costituire un tassello imprescindibile del settore centrale del mosaico che il tecnico toscano dovrebbe disegnare già dalle prossime settimane. Un leader del quale il Palermo non può attualmente fare a meno, nonostante qualche prestazione al di sotto dei suoi standard e l'utilizzo un sistema di gioco che potrebbe mutarne mansioni e funzioni nel reparto all'interno del rettangolo verde.