Palermo-Paganese 2-1: gioco, spettacolo e sofferenza, Rauti e Saraniti firmano la prima vittoria al “Barbera”

Un Palermo dai due volti conquista un successo sofferto ma meritato contro la Paganese

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Commento

di Leandro Ficarra

Tre punti, due volti, una confortante consapevolezza.

Il Palermo di Roberto Boscaglia regola al “Barbera” l’ottima Paganese conquistando il secondo successo consecutivo. La compagine rosanero sfoggia un primo tempo autorevole e brillante sul piano del gioco, cala di intensità e soffre nella ripresa, subisce il ritorno dell’avversario ma tiene botta.  Serrando i ranghi e blindando il prezioso successo. Le ultime performance in campionato hanno avuto l’effetto di un rigenerante psicotonico per la formazione siciliana. Da Catanzaro, passando per l’epico derby contro il Catania, fino al convincente blitz esterno del “Romeo Menti”.

Il Palermo è uscito gradualmente, con la cultura del lavoro ed una lodevole forza d’animo, dal tunnel della crisi. Progressi graduali, ma costanti e tangibili. Sotto il profilo tattico, tecnico e mentale. Una squadra capace comunque di restare unita, aggrappandosi forte alle proprie certezze, seppur in preda ad una palese moria di prestazioni e risultati, sconvolta nei suoi equilibri dall’incubo Covid-19.

Dopo la prima vittoria ottenuta sul campo della Juve Stabia, contro la compagine guidata da Erra è arrivato anche il  tanto atteso bottino pieno al “Barbera”. Vittoria che accresce ulteriormente morale ed autostima del gruppo, conferisce una boccata d’ossigeno in graduatoria, lascia in dote un patrimonio di indicazioni interessanti, specie in prospettiva, relativamente alla qualità della prestazione fornita dalla squadra.  Step by Step, il Palermo sta plasmando la propria fisionomia, cristallizzando identità tattica, forgiando l’impianto di gioco, rodando connessione tra i reparti e sincronismi collettivi. Automatismi e tracce codificate emergono in modo piuttosto cristallino in entrambe le fasi di gioco.

Primi effettivi e sostanziali cenni di coralità ed armonia da parte del complesso targato Boscaglia. Tratti caratterizzanti figli del lavoro in profondità svolto dal tecnico sotto il profilo didattico e concettuale. I margini di miglioramento, sul piano della qualità delle giocate e della continuità nel corso dei novanta minuti, sono chiaramente ampi ed inesplorati. Tuttavia, il processo di assimilazione ed apprendimento del Boscaglia-pensiero si è innescato sortendo i primi visibili benefici. Il primo tempo sfoderato contro la Paganese è stato davvero di buon livello. Un Palermo frizzante, centrato, volitivo.

Una squadra padrona dei suoi schemi e dei propri mezzi, capace di sciorinare un calcio lineare, fluido e propositivo. Declamato sul manto erboso del “Barbera” a notevole intensità.  Baricentro alto, linee corte e strette, pressing organico, feroce ed efficace, proteso in avanti alla conquista della sfera.

Palazzi, secondo playmaker nel cuore della linea difensiva, che conferiva limpidezza e qualità al primo possesso, Almici e Corrado stantuffi poderosi in costante spinta sulle corsie, Martin che cadenzava con fosforo e senso geometrico la distribuzione della manovra in zona nevralgica, Broh a cucire sapientemente il gioco, dando sfogo verticale in transizione. Tridente offensivo dinamico ed eterogeneo per peculiarità dei singoli interpreti, Rauti abbinava fisico e talento, svariando su tutto il fronte, Floriano e Kanoute assurgevano a dardeggianti frecce all’arco di Boscaglia sui rispettivi binari di pertinenza. Saraniti faceva pentole e coperchi nel ruolo di terminale boa di riferimento, stanando i centrali avversari, giocando sapientemente di sponda per i compagni e facendo salire la squadra. L’attaccante palermitano riusciva a garantire peso e profondità, le catene laterali con Almici-Kanoute da una parte, Floriano-Corrado sul versante opposto, garantivano ampiezza, superiorità numerica e cross in quantità industriale.

Saraniti era il principale catalizzatore dei rifornimenti dall’esterno e scaldava le mani per primo al portiere ospite.

L’azione del primo gol firmato Rauti è l’emblema dell’indole delle squadre di Boscaglia nella fase di possesso.

L’uscita dei centrocampisti con un fraseggio ragionato, lo transizione in verticale per l’attaccante bravo a fare da sponda per il movimento dell’esterno offensivo, Kanoute, che taglia dentro, alza la testa ed attende l’arrivo di Rauti a rimorchio pronto a finalizzare. Bravo Saraniti, di concerto con i centrocampisti in sede di inserimento nel cuore dell’area, a schiacciare la linea difensiva ospite, liberando il gioiello scuola Torino alla conclusione.

Altro pezzo forte sfoggiato dal Palermo di Boscaglia è la ripartenza a campo aperto, riproposta in occasione del raddoppio: Rauti, come a Castellammare di Stabia, ha ingranato la quarta, palla al piede, scaricando sull’accorrente Almici, il cross calibrato dall’esterno ex Hellas Verona è straordinariamente preciso, la frustata di Saraniti in sospensione è una chiosa da attaccante di razza. Il primo tempo del Palermo ha regalato frangenti di grande intensità, in cui la squadra di Boscaglia è riuscita con geometrie, brillantezza atletica e buona qualità tecnica ad alimentare la sua proposta offensiva.

La Paganese è stata brava a rialzare la testa nella fase centrale della prima frazione, costruendo una ghiotta occasione da rete sull’asse Diop-Mattia-Guadagni e reclamando a gran voce la concessione di un calcio di rigore per una trattenuta proprio ai danni di quest’ultimo.

L’infortunio di Palazzi, rilevato da Peretti nel finale di primo tempo, ha complicato le cose.

La squadra campana ha cominciato la ripresa con ottimo piglio, accorciando le distanze con l’incornata di Schiavino ed approfittando di una fisiologica flessione, a livello sia di gamba sia di testa, dei padroni di casa. Anche Corrado ha dovuto arrendersi per infortunio e lasciare il campo a Crivello, la Paganese ha implementato progressivamente convinzione nei propri mezzi ed intensità della sua manovra. Erra ha infuso linfa vitale e freschezza con un triplo cambio dalla panchina, Boscaglia, che ha visto i suoi in evidente debito d’ossigeno, ha replicato con una mossa analoga. Martin, Floriano e Saraniti sono stati rilevati da Luperini, Silipo e Lucca. Dopo dieci minuti di assestamento in cui la squadra rosanero ha corso qualche rischio, fondamentale una diagonale chiusa da Crivello a togliere Pelagotti dai guai, il Palermo ha progressivamente ritrovato il bandolo della matassa. Tante le ripartenze ben congegnate dagli uomini di Boscaglia, sistematicamente vanificate da scarsa lucidità e precisione all’atto della rifinitura decisiva.

Il risultato è rimasto in bilico fino al termine del match ma, pur esercitando una generosa pressione nello scorcio finale di gara, la Paganese non ha più creato concreti pericoli alla formazione di Boscaglia. Il calo fisico nella seconda parte della sfida era un prevedibile dazio da pagare alle traversie figlie dell’emergenza Covid-19 che ha fortemente inficiato il lavoro settimanale e la condizione dei singoli. Il relativo intasamento del calendario, con annesse sollecitazioni legate agli impegni ravvicinati, ha acuito il livello di criticità in termini di gestione delle energie. Tuttavia, la squadra ha dato prova di compattezza, carattere e grande caparbietà, specie nei frangenti in cui è stata, giocoforza, costretta a stringere i denti. L’essere riusciti comunque a portare a casa la vittoria costituisce un ottimo segnale in vista del poker di partite casalinghe che attende gli uomini di Boscaglia. Il trend evolutivo palesato sotto ogni punto di vista nelle ultime uscite lascia ben sperare. Riuscire a capitalizzare al meglio questo mini torneo con sede al “Barbera” potrebbe davvero dare un senso diverso al campionato della compagine rosanero.

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