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L'ADDIO

Palermo, Luperini al Perugia: dal contratto a Baldini e Castori. Verità e retroscena

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Le strade di Gregorio Luperini ed il Palermo si separano: il classe 1994 al Perugia

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Relativamente breve ma straordinariamente intensa. La parabola rosanero di Gregorio Luperini si è dipanata tra varie criticità ed altrettante gratificazioni. Giunto in Sicilia all'alba della breve e tormentata parentesi Boscaglia, il classe 1994 ha inizialmente faticato a trovare ritmo e condizione, complice anche la positività al Covid-19 riscontrata dopo poche settimane dal suo approdo in rosanero. Prima stagione complessa, caratterizzata dal cambio di guida tecnica con la promozione di Filippi al timone della prima squadra. Luperini cresce alla distanza e mette a segno sei reti, tra regular season e playoff, rendendosi protagonista di un buon finale di stagione al pari della squadra.

L'arrivo di Baldini sulla panchina del Palermo, lo scorso dicembre, costituisce la vera svolta per il calciatore toscano. Il nuovo tecnico gli cuce addosso un ruolo nuovo di zecca, in barba allo scetticismo generale, riciclandolo finto trequartista nel cuore del 4-2-3-1. Luperini diventa il vero ago della bilancia tattico nella compagine rosanero. Elemento chiave nello sviluppo delle due fasi di gioco.

Guastatore con spiccati tempi di inserimento offensivi, pivot prezioso ed efficace nelle sponde aeree, interprete perfetto, per fisicità, tempi ed atletismo, nell'esecuzione del pressing alto sulla trequarti avversaria. Sette gol e quattro assist, un'infinità di palloni recuperati in zona calda, contributo sostanzioso alla cucitura delle trame offensive ed in sede di ripiegamento. Autore, in prossimità del novantesimo, della rete che ha scacciato definitivamente gli incubi nel ritorno del primo step playoff contro la Triestina al "Barbera". Un destro chirurgico che è stato al contempo sospiro di sollievo ed anticamera di un sogno, che ha rischiato di infrangersi sul nascere nell'unica serata di scarsa vena degli uomini di Baldini, poi capaci di sbaragliare con pieno merito la concorrenza e schiudersi le porte del paradiso la sera del 12 giugno scorso.

Maturazione tangibile sotto il profilo tattico e della personalità. Crescita esponenziale in termini di continuità e qualità di rendimento.

Leader e protagonista sul rettangolo verde della favola della bandaBaldini. Una stagione eccellente sul piano tecnico e prestazionale che desta le attenzioni di numerosi club di Serie B pronti ad investire sul cartellino del ragazzo, garantendogli centralità nel progetto tecnico ed un lauto contratto triennale. Originariamente, la volontà del ragazzo era quella di proseguire l'avventura in maglia rosanero e giocarsi le sue chances nel Palermo targato City Football Group. Tuttavia, l'aspirazione di vedere legittimata la qualità dell'ottimo campionato disputato con un prolungamento del suo contratto in scadenza nel 2023 si scontra con la posizione di management e proprietà del club di viale del Fante. In quel preciso momento storico soddisfare la richiesta di calciatore ed entourage non rappresenta una priorità. Qualche perplessità di matrice anagrafica, forse il sentore, la prospettiva in embrione, di un nuovo percorso tecnico diverso per concezione ed attitudine degli interpreti. Divergenza di vedute che costituirà, al pari di altri radicali elementi di distonia, un pomo della discordia significativo tra Baldini e la società rosanero che porterà l'ex tecnico a rassegnare le dimissioni insieme all'ex ds Renzo Castagnini. L'addio del binomio tecnico-dirigenziale toscano rappresenta probabilmente il vero e sostanziale capolinea dell'esperienza professionale di Luperini nel capoluogo siciliano. 

Nonostante la stima palesata al ragazzo da Corini, la strada verso il divorzio era ormai irrimediabilmente tracciata. Ultimi giorni difficili per Luperini, trascorsi con la tegola della mononucleosi e la trepidazione per conoscere il suo futuro. Nessuna proposta in extremis sa parte del Palermo, che legittimamente ha virato su altre scelte, rivoluzionando il roster in zona nevralgica con la definizione di innesti di assoluto spessore per la categoria.

Stulac e Segre andranno ad impreziosire un reparto che ha già in Damiani e Broh due valide certezze. Saric il gioiello su cui punta fortemente Leandro Rinaudo per elevare ulteriormente cifra tecnica e di personalità in mediana.

Il Perugia che la spunta su Ascoli e Frosinone. L'inserimento concreto della Reggina, con il pressing di Pippo Inzaghi che ha manifestato, con insistenza ed a più riprese, il desiderio di fare di Luperini un perno focale dell'ambiziosa compagine calabrese. È la presenza del suo mentore calcistico a Trapani, Fabrizio Castori, sulla panchina degli umbri a fare la differenza. Una corte serrata ed allettanti garanzie tecniche e contrattuali.

Luperini rompe gli indugi e sceglie il Perugia. L'ultimo allenamento in Sicilia ieri al "Tenente Onorato" di Boccadifalco.

Il saluto commosso a staff e compagni. Il blitz allo stadio per firmare il lauto triennale che lo legherà al club umbro. Gli ultimi scambi, di sguardi ed affetto, con i tifosi presenti nel piazzale antistante al "Barbera". Un "Dispiace anche a me.." che tradisce un po' di amarezza, mista alla consapevolezza di dover cogliere al volo un'opportunità, sul piano tecnico, professionale ed economico, irrinunciabile. In virtù di contingenze e momento storico della sua carriera.

Il Palermo e Luperini si salutano senza rancore. Auspici, esigenze, strade diverse. La fine di un percorso, il preludio di una nuova storia. Di vita e di calcio. Resta il patrimonio inestimabile di gioie, palpiti ed emozioni. L'eco di un'impresa, dai contorni umani e sociali, oltre che meramente sportivi. L'esaltante cavalcata del Palermo di Baldini ha coinvolto ed entusiasmato un'intera città, ridestando la simbiosi tra pubblico e squadra.

C'è anche la firma, calcata e tangibile, del riccioluto ragazzo di Pisa in questa meravigliosa ed indimenticabile favola calcistica a tinte rosanero.