Le parole del tecnico del Palermo in conferenza stampa.
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Filippo Inzaghi è intervenuto in conferenza stampa in vista della partita, in programma domani, contro la Juve Stabia:
Questo è il settimo anno che lei allena in Serie B. Il Palermo attuale è la squadra più forte che lei abbia mai allenato?
Non lo so, perché penso che la qualità della squadra che ho quest'anno sia molto alta. Però vorrei far capire a tutti, in primis ai miei giocatori, che se non avremo l'elmetto in testa non andremo da nessuna parte. La Serie B non la vince la squadra più forte.
Forti come noi, purtroppo, ci sono anche altre squadre. Lo abbiamo già detto e lo vediamo dal mercato che hanno fatto le retrocesse e dalle squadre che hanno costruito. Noi ci sentiamo forti, ma se avremo l'umiltà di combattere ogni partita, di avere l'elmetto in testa, di giocare e di buttare il cuore oltre l'ostacolo, allora penso che questa possa diventare una delle squadre più forti che ho allenato.
Me lo auguro, io lavoro per questo.
In vista della partita di domani, quali sono gli aspetti negativi che ha analizzato in settimana e che non vorrebbe rivedere contro la Juve Stabia?
Intanto sono sicuro che domani sarà più difficile che con il Lecce, senza ombra di dubbio. Quando affronti una squadra di Serie A con uno stadio del genere hai poco da perdere e tutto da guadagnare.
Domani sappiamo già cosa ci è costata la Juve Stabia lo scorso campionato, sappiamo dove è arrivata l'anno scorso e sappiamo che, se non affronteremo la partita nel modo giusto, rischieremo.
Penso però che ormai questa squadra abbia raggiunto, e mi auguro che lo abbia fatto, una maturità tale da capire che domani, per vincere, servirà come sempre il miglior Palermo e che nessuno, da oggi fino alla fine del campionato, ci regalerà qualcosa.
La Juve Stabia è cambiata molto rispetto all'anno scorso? Potrebbe essere una delle sorprese del campionato? E, considerando la squadra forte che ha tra le mani, è consapevole che in alcuni momenti della stagione potrebbe finire sotto la lente della critica?
Penso che la Juve Stabia ormai sia diventata una certezza di questo campionato. Detto questo, noi dobbiamo pensare a noi stessi, cercare di fare una grande partita e divertire il nostro pubblico. Anche domani ci saranno più di 30.000 persone, per cui sappiamo benissimo quello a cui andremo incontro.
La pressione, sinceramente, io sono sempre stato abituato ad averla e proprio mi nutro di pressione. Mi fa piacere averla. Quando non ce l'hai non mi esalto, io mi esalto nella pressione e nelle difficoltà. Mi auguro di averne il meno possibile, però quando uno va al campo dalla mattina alla sera e ci mette tutto se stesso, non può avere rimpianti e non può avere pressioni.
Facciamo il più bel lavoro del mondo, ci pagano pure. Pagherei io per fare quello che faccio. Per cui la parola "pressione" non è una parola che mi si addice. Mi auguro che anche la mia squadra abbia imparato.
L'anno scorso, quando sono arrivato, dicevano che c'era pressione a giocare nel nostro stadio. Noi ne abbiamo vinte, penso, 14 o 15 su 17 o 18, per cui mi sembra che la squadra abbia cominciato a pensare come penso io.
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