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Palermo, il calcio di Baldini: la favola Carrarese e i segreti del 4-2-3-1

Palermo, il calcio di Baldini: la favola Carrarese e i segreti del 4-2-3-1

Il Palermo riparte da Silvio Baldini, profilo carismatico e cultore di un calcio corale e propositivo. La Serie B sfiorata con la Carrarese...

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Il nuovo tecnico del Palermo,Silvio Baldini, arriva nel momento più delicato della stagione Subentrato a Giacomo Filippi, l'allenatore toscano ha l'arduo compito di motivare e rivitalizzare un gruppo parzialmente lacerato da tensioni e risultati al di sotto delle aspettative conseguiti nelle ultime settimane. Ricostituire  un'identità tangibile sul piano collettivo, instillare una forma mentis audace ed un impianto di gioco marcatamente propositivo.  Obiettivo propedeutico a risalire la china in classifica, oggi il Palermo è quinto in graduatoria nel girone C di Lega Pro, a meno 11 punti dal Bari capolista.

Rivisitando la prestigiosa carriera di Silvio Baldini, un capitolo speciale va riservato alla recente esperienza sulla panchina della Carrarese. Avventura suggestiva e totalizzante, sotto il profilo umano e professionale. Animato da una passione viscerale per il suo lavoro, Silvio Baldini ama immergersi nel suo ruolo con assoluta dedizione quotidiana. Il classe 1958 cura maniacalmente l'aspetto relazionale e psicologico, al pari di quello tecnico-tattico, interagendo personalmente con ogni componente della rosa. Il fine è quello di cementare un gruppo sinergico ed affiatato ben oltre i confini del rettangolo verde. Una squadra che condivida e si identifichi in principi, valori ed ideali univoci, trasponendo sul manto erboso una simbiosi perfetta, sintesi di coesione, gagliardia e coraggio. A Carrara, Il profilo di Silvio Baldini rappresenta un riferimento iconico, rispettato ed acclamato, in quanto principale artefice di un ciclo calcistico magnifico sotto ogni punto di vista. Un lavoro profondo e performante, culminato nella splendida cavalcata della stagione 2019-2020, in cui la squadra ha trascinato un'intera città sulle ali del sogno, poi solo sfiorato, di centrare la  promozione in Serie B. Il modulo tattico solitamente adottato, probabile marchio di fabbrica iniziale anche nella sua seconda esperienza nel capoluogo siciliano, è un 4-2-3-1 imperniato su principi molto chiari in sede di sviluppo della manovra. Concetti di base, chiaramente soggetti a rivisitazioni ed evoluzioni variabili, nitidamente percepibili nell'interpretazione mentale e strategica dei match disputati da quella Carrarese che vide sfumare sul filo di lana, proprio contro il Bari, la possibilità di giocarsi le sue chances per il salto di categoria. 

Alla sorgente dell'azione in fase di possesso, se sussistevano i giusti presupposti (squadra avversaria già schierata o giropalla libero per i difensori), il portiere della squadra di Baldini si attivava per costruire gioco dal basso. In presenza di  una forte pressione sulla propria trequarti, o con la squadra avversaria disarticolata e scoperta, si apprezzava l'immediata ricerca nella transizione degli esterni d’attacco. Il principio dominante nel primo possesso prevede dunque un’uscita palla fluida e rapida, con sbocco tendenzialmente esterno dalla zona di costruzione.

Una volta effettuata l’uscita palla dalla zona di impostazione, la Carrarese di Baldini prediligevasviluppare gioco sulle corsie laterali, sia per principio, sia per sfruttare le abilità dei singoli nell'uno contro uno. I movimenti coordinati dei tre trequartisti e della punta centrale ricalcano il concetto di aggressione degli spazi liberi alle spalle della linea difensiva. L’obiettivo in questa situazione di gioco è quello di cambiare il fronte d’attacco per arrivare a concludere l’azione sulla fascia opposta rispetto a dove la manovra si è alimentata.

Come detto, l’obiettivo principale della Carrarese del neo tecnico rosanero era arrivare in zona di rifinitura sulle corsie esterne perché è in quella posizione che agivano i calciatori più talentuosi e pericolosi come Valente e Calderini. Dinamiche e tracce nella tessitura delle trame offensive erano finalizzate a mettere nelle migliori condizioni di far gol Saveriano Infantino, terminale offensivo di quella squadra. L'attaccante della Carrarese divenne capocannoniere del girone A di Serie C, proprio sotto la guida di Baldini, segnando ben 16 gol. A suffragio della bontà della proposta offensiva della squadra toscana i 47 gol segnati in quella stagione che consacrarono l'attacco della Carrarese il più prolifico del torneo.

In fase di non possesso il principio adottato prevedeva che gli esterni d’attacco non ripiegassero necessariamente sulla linea dei mediani, per garantire una copertura dell’ampiezza campo, ma che rimanessero invece alti quasi in linea con la prima punta. Una  predisposizione utile se si vuole avere unatteggiamento forte in pressione alta sulla prima costruzione avversaria.

Al fine di fronteggiare un attacco diretto o un ripartenza sul rilancio avversario, vi erano 6 giocatori predisposti per la fase difensiva (4 difensori + 2 mediani che schermano la retroguardia). L’obiettivo quindi nella fase di non possesso era palesemente quello di “accorciare il campo” per lasciare comunque spazio libero da aggredire alla batteria dei 3 trequartisti e la punta centrale, una volta recuperata la sfera.  Atteggiamento chiaramente di forte matrice offensiva, che esponeva la linea difensiva a numerosi attacchi. Tempi, sincronismi e intercambiabilità devono rasentare la perfezione, non sempre le contromisure e meccanismi in fase di non possesso risultavano essere efficaci, complicando talvolta la vita ai componenti del reparto difensivo come Agyei  o Luca Tedeschi, oltre che al grande portiere di quell'annata: Francesco Forte.

Un lavoro comunque eccellente quello svolto a Carrara del tecnico toscano, capace di condurre  la sua squadra al secondo posto in classifica con 63 punti,  alle spalle della corazzata Monza del duo Berlusconi-Galliani, allora guidato da Christian Brocchi in panchina, che vinse di largo anticipo il girone A, totalizzando ben 86 punti. Ottenuto il secondo posto, i gialloblù affrontarono i playoff con massima determinazione, eliminando la Juventus Under 23 ai quarti di finale, pareggiando 2-2. Per poi arrendersi in semifinale al cospetto del Bari favorito, uscendo sconfitti 2-1 subendo la rete fatale nei minuti finali dei tempi supplementari.

Proprio quel Bari che ha preso il largo nel girone C di Serie C, mettendo in fila tutte le inseguitrici, Palermo compreso.  La compagine di Mignani  ha implementato sensibilmente il margine di vantaggio sulla formazione rosanero nelle ultime giornate, portandolo a ben undici punti. Gap oggettivamente complesso da colmare sul piano numerico anche se restano ancora diciotto partite da giocare.

Nulla è comunque impossibile, se ci credi davvero, come ha ribadito Silvio Baldini nella conferenza stampa che ha sancito il suo ritorno alla guida del Palermo dopo ben diciotto anni.