Palermo, corsa a quattro: Ferrero punta sui dipendenti, Mirri attende Di Piazza. Arabi e cinesi alla finestra. La situazione

Palermo, corsa a quattro: Ferrero punta sui dipendenti, Mirri attende Di Piazza. Arabi e cinesi alla finestra. La situazione

Il punto sulla corsa all’assegnazione del titolo sportivo: quasi tutti ancora in gioco, ogni candidato gioca le sue carte…

Le quotazioni in vista della scelta di Orlando non subiscono particolari scossoni, ma qualche variazione c’è“.

Apre così l’edizione odierna de Il Giornale di Sicilia, parlando della corsa al ‘nuovo Palermo‘. I candidati all’assegnazione del titolo sportivo sono parecchi ma il nome del nuovo proprietario potrebbe venir fuori da una delle quattro proposte che sembrano esser più concrete. Alcuni si sono tirati indietro a seguito della richiesta della Figc di un milione di euro per l’iscrizione in Serie D, altri sono rimasti in corsa.

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Il fondo anglo-emiratino ha già tutto pronto, il progetto è completo ed a breve potrebbe essere sottoposto al vaglio del comune. L’idea è parecchio ambiziosa, con l’obiettivo di riportare il club rosanero nell’élite del calcio italiano. Subito 10 milioni, in base al business plan, successivamente gli altri programmi legati alla costruzione di una cittadella dello sport e il rinnovo degli altri impianti.

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Progetto pronto anche quello di Massimo Ferrero: “Intenzionato a salvare una trentina di dipendenti della vecchia società, destinati a perdere il lavoro con la mancata iscrizione del Palermo (e con un’istanza di fallimento in atto)“, si legge sul quotidiano sopracitato. Il numero uno della Sampdoria potrebbe intestare le quote della nuova società alla figlia, ma in questo modo non cambierebbe nulla dal punto di vista della “multiproprietà“, visto che le norme parlano di “parenti o affini entro il quarto grado”. Al momento, per tale motivo, Ferrero resta esattamente un gradino sotto rispetto agli altri pretendenti, ma starebbe giocando la carta dipendenti, attraverso la mediazione dell’ex ds rosanero Giorgio Perinetti.

In cantiere c’è sempre la possibile unione tra Mirri e Di Piazza, con i due che nei giorni scorsi hanno anche avuto un incontro per comprendere la fattibilità della loro fusione. L’immobiliarista italo-americano e l’imprenditore palermitano non hanno ancora raggiunto un’intesa definitiva e non è da escludere che proseguiranno in maniera separata. Mirri ha già costituito la società immettendo circa 3,8 milioni (il 25% dei 15 milioni di capitale sottoscritto, ndr).

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Sullo sfondo anche l’interesse dei cinesi di China Communications Construction Company, che già negli anni passati si erano avvicinati al Palermo, e il patron del Leeds Andrea Radrizzani, ma al momento entrambe le candidature non risultano essere tra quelle “forti“: “È definitivamente fuori dai giochi, invece, la holding statunitense interessatasi nelle scorse settimane, mentre la cordata palermitana rimane ferma nell’attesa di un partner solido che al momento non è ancora arrivato“, conclude il quotidiano.

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