Palermo, con Marino si rivede un siciliano in panchina: sarà il quinto in rosanero dalla rinascita del club

Palermo, con Marino si rivede un siciliano in panchina: sarà il quinto in rosanero dalla rinascita del club

Da Caramanno a Tedesco, passando per Pergolizzi e Arcoleo: Pasquale Marino è il quinto siciliano a sedere sulla panchina del Palermo Calcio dalla sua rifondazione

La firma sul contratto attesa per oggi renderà Pasquale Marino il quinto allenatore siciliano del Palermo dalla rifondazione, il primo nato al di fuori dei confini del capoluogo

(Palermo, Lucchesi su Pasquale Marino: “Incontro positivo, ora parlerò con la proprietà”)

Con queste parole l’edizione odierna de Il Giornale di Sicilia introduce l’argomento relativo agli allenatori siciliani che sono riusciti a sedere sulla panchina del club rosanero a partire dalla propria rinascita. Dal 2016, infatti, la panchina del Palermo Calcio non vedeva alla sua guida, seppur ai tempi in maniera formale, un tecnico originario della Trinacria:

…l’onore toccò a Giovanni Tedesco, che accettò la carica pur consapevole di non essere lui il primo allenatore dello staff. Il «picciotto» di Pallavicino venne chiamato per poter permettere a Guillermo Barros Schelotto di lavorare durante la settimana, pur non avendo l’abilitazione da parte della Uefa. L’argentino, infatti, venne tesserato come accompagnatore e nel corso delle partite non poteva alzarsi dalla panchina. Uno dei motivi (oltre ad uno screzio con Zamparini) che lo portò a lasciare Palermo, con Tedesco rimasto prima come allenatore ad interim (insieme a Bosi) e poi come assistente (prima di Iachini, poi di Novellino)“.

(Palermo, la grande sfida di Pasquale Marino: la scheda del profeta del calcio spettacolo made in Sicily…)

Decisamente non una parentesi fortunata quella di Giovanni Tedesco (attuale allenatore dello Gżira United) sulla panchina del club di Viale del Fante, ma ancora peggio andò al suo predecessore tra i tecnici siciliani alla guida dei rosanero:

Rosario Pergolizzi, in coppia con Renzo Gobbo, durò solamente tre partite prima dell’ennesimo ritorno di Guidolin. L’allenatore della Primavera rosanero venne chiamato in prima squadra per sostituire proprio il tecnico friulano, esonerato a seguito di un tracollo in classifica di una squadra che fino a poche settimane prima era in piena corsa per un posto in Champions League. L’avvicendamento con Pergolizzi non portò i frutti sperati (tre punti in tre partite e sconfitta in casa dell’Ascoli retrocesso) e i rosa si dovettero accontentare del piazzamento per la partecipazione alla Uefa“.

(Palermo, parla Lucchesi: “Marino? Incontrato diversi allenatori, deciderò con la proprietà. Di lui mi ha colpito…”)

Eccezion fatta per queste due brevi parentesi, l’ultimo allenatore siciliano ad aver guidato in prima persona il Palermo Calcio è stato Ignazio Arcoleo, che mise fine alla sua lunga storia con la formazione rosanero al termine della stagione 1997/98, anch’essa decisamente poco fortunata:

…subentrato a Rumignani, Arcoleo non riuscì a tirar fuori il Palermo dalla zona play-out, arrivando a giocarsi a fine stagione lo spareggio con la Battipagliese. Il campo decretò la retrocessione in C2, il fallimento dell’Ischia permise il ripescaggio. Arcoleo è inoltre l’ultimo siciliano ad aver allenato il Palermo dall’inizio della stagione: l’anno prima, nel 1996/97, esonerato a otto turni dal termine con una retrocessione in C1 ormai incombente. Il primo a disputare una stagione intera sulla panchina rosanero, infine, fu Caramanno nel campionato di Serie C2 1987/88“.

(Palermo, il nuovo corso riparte da Pasquale Marino: l’incontro con Lucchesi e l’intesa con il tecnico. Contratto e dettagli…)

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