Palermo-Catania, Dieli: “Sarà una partita triste. I vecchi derby e la rivalità con i tifosi etnei…”

Le dichiarazioni rilasciate dal noto attore, regista e tifoso del Palermo

“Sembra quasi che la pandemia sia una metafora perfetta della crisi del calcio siciliano”.

Lo ha detto Sandro Dieli, intervistato ai microfoni de ‘La Repubblica’. Attore, regista e tifoso rosanero, Dieli ha detto la sua in vista del derby Palermo-Catania, in programma lunedì sera allo Stadio “Renzo Barbera”.

“Com’è triste il derby in Serie C, con la Sicilia chiusa. Sarà una partita triste, con gli spalti vuoti, le voci dei giocatori che echeggiano per il campo, come nelle partitelle quando eri ragazzino. E fuori c’è la pandemia, che per la Sicilia del calcio è anche la metafora della decadenza e del destino altalenante delle due società. Sette anni fa Palermo e Catania erano in A, qualche anno prima c’era pure il Messina. Adesso, dopo anni di gestioni scellerate, entrambe si stanno rialzando. Il Palermo con una società sera, che sta ricostruendo un progetto a cui serve tempo”, sono state le sue parole.

RICORDI – “Ricordo grandi partite, molto sentite da entrambe le parti, sin da quando ero ragazzino. Vittorie del Palermo con 40mila persone allo stadio ai tempi della Serie a, ma anche sonore sconfitte, come quel 4-0 al Barbera, con il gran gol da centrocampo dell’ex rosanero Mascara. Ne ho viste tante di partite allo stadio, con i cori, gli sfottò e tutta la tensione di un derby. C’è anche un altro episodio vero e goliardico delle sfide con il Catania. Ricordo una partita di alcuni anni fa. Ero allo stadio, le squadre non giocavano in Serie A. A un certo punto, al decimo minuto, sono entrati i tifosi del Catania tra i fischi, esattamente sopra di noi. Qualcuno di loro, dopo gli sfottò, ha cominciato a sputare verso il basso e dalla nostra parte arrivavano grida e insulti. Spesso allo stadio sembrava che dovesse succedere qualcosa, ma poi tutto finiva in una sana rivalità, che è l’anima del calcio. E così deve rimanere, senza che una partita si trasformi nel pandemonio che causò la morte dell’ispettore Raciti. Quello non è calcio e non appartiene alla rivalità tra Palermo e Catania”.

IL DERBY – “I derby si giocano per vincere, non si fanno calcoli e nessuno mollerà. Il Palermo certamente non è partito con il piede giusto, perché la squadra è nuova, è un cantiere aperto sul quale poi si è messo di mezzo anche il Covid. Ma credo che la stagione della squadra inizierà da quanto di buono si è visto in un tempo a Catanzaro. E di certo vincere un derby farebbe salire il morale della squadra e anche dei tifosi, soprattutto quelli che iniziano a rumoreggiare. Ho molti amici catanesi e quando c’è il derby, all’inizio, non parliamo e quasi ci guardiamo male. Poi finisce tutto con un abbraccio”, ha concluso Dieli.

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