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Silvio Baldini

Palermo, Baldini 2.0 per sognare la B: le scintille e quella frase su Zamparini…

Palermo, Baldini 2.0 per sognare la B: le scintille e quella frase su Zamparini…

Silvio Baldini è virtualmente il nuovo allenatore del Palermo dopo la decisione del club rosanero di esonerare Giacomo Filippi

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A cura di Nicolò Cilluffo

Correva il lontano 25 gennaio 2004 quando il Palermo, allora targato Maurizio Zamparini, perdeva per zero a due contro la Salernitana di Stefano Pioli. Al "Renzo Barbera" una doppietta di Erjon Bogdani mandava al tappeto la squadra allenata da Silvio Baldini. Sconfitta che costò cara all'allenatore classe 1958 che non gradì alcune dichiarazioni del patron rosanero alle quali risposte con toni accesi in sede di conferenza stampa. "Un presidente fa meglio a dire ad un allenatore 'Guarda io non ti voglio, ti metto da parte e prendo un altro'. Stare a dire tutte queste cazzate, perché son cazzate, non ti serve a creare fiducia e a mantenere uno spirito positivo. Serve solamente a farti arrabbiare. (...) Le persone quando usano il buon senso ottengono dei risultati. Quando non vogliono usarlo, si fa la guerra", aveva dichiarato Silvio Baldini a margine della debacle rimediata contro la Salernitana in cui militavano calciatori dal calibro di Rinaudo e Bombardini.

Dopo 11 vittorie, 9 pareggi e 4 sconfitte sulla panchina siciliana, al coach originario di Massa subentrò il 27 gennaio 2004 Francesco Guidolin, destinato ad accaparrarsi una fetta sostanziosa dei cuori dei sostenitori rosanero e a tenerla sempre con sé. Era il Palermo di Berti, Zauli, Di Donato, Corini, Jeda e Toni, per citarne alcuni. La formazione guidata dall'ex tecnico di Udinese e Parma concluse il campionato di Serie B prima in classifica, lasciandosi alle spalle squadre blasonate come Cagliari, Atalanta, Fiorentina, Torino, Napoli, Genoa e Verona. Guidolin riuscii a centrare una storica promozione nella massima categoria italiana che ai rosanero mancava dalla lontana stagione agonistica 1972-1973. Oltre trent'anni dopo Palermo e il Palermo poterono riassaporare ogni singola sfaccettatura della Serie A, concludendo l'annata al sesto posto in classifica e qualificandosi per l'allora così denominata Coppa Uefa.

Dall'esonero di Zamparini al post Filippi, appunto. Silvio Baldini si appresta a sedere sulla panchina siciliana per la seconda volta in carriera e a distanza di quasi diciotto anni da quella fatidica sconfitta contro la Salernitana. Un ritorno al passato, con voglia di rilancio e bramando di chiudere il cerchio lì dove è certamente rimasto dell'amaro in bocca per il proprio personale epilogo nella stagione 2003-2004.

Tatticamente Baldini non ha molti punti in comune con Filippi. Nella sua ultima avventura a Carrara ha prediletto il 4-2-3-1 come modulo di riferimento e in qualche occasione ha anche utilizzato la difesa a tre. La linea dei tre pseudo trequartisti proposta dal coach originario di Massa potrebbe mettere in risalto le caratteristiche di Andrea Silipo e Roberto Floriano che hanno faticato a trovare spazio nell'ultimo scorcio di campionato a causa dell'attacco a due coniato da Filippi. In particolare il classe 2001 scuola Roma rappresenta un jolly estremamente talentuoso, potenzialmente in grado di risolvere le partite con una singola ma pregevole giocata.

Restano tanti i rebus da sciogliere, dai contratti in scadenza a giugno all’esubero Somma, dal caso Doda fino al rendimento sotto le aspettative di Almici e Luperini. La sconfitta rimediata a Latina dal Palermo ha evidenziato diverse delle criticità presenti in seno all'organico rosanero, segnando l'epilogo dell'avventura professionale di Giacomo Filippi in terra sicula. Va comunque sottolineato che, da quando ha preso in mano le redini della franchigia palermitana, nessun allenatore ha fatto più punti di lui nel Girone C di Serie C: Braglia dell’Avellino ne ha raccolti 53 come lui, Calabro prima di essere esonerato dal Catanzaro era a 49 e Baldini del Catania ne ha ottenuti 42 sul campo.

Dal sogno play-off coronato nella scorsa annata e culminato nell'eliminazione per mano degli irpini di Braglia, al ciclo di vittorie che aveva indiziato il Palermo come la principale antagonista del Bari di Mignani per la corsa alla vetta. La recente serie di prestazioni non sufficienti e costellate da topiche lampanti, sul piano caratteriale, tecnico e tattico, è costata caro a Giacomo Filippi che, dopo aver raccolto soltanto quattro punti nelle ultime cinque partite di campionato, è scivolato al quinto posto in classifica perdendo visibilmente contatto dalla capolista.

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