Palermo ai playoff, Pergolizzi: “Una mina vagante. Marong? Con me non giocava per un motivo. Filippi, quei cambi…”

Le dichiarazioni rilasciate dall’ex allenatore del Palermo

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“Due partite in una. Per 70′ il Palermo ha giocato molto bene, poi i cambi hanno intaccato l’equilibrio”.

Parola di Rosario Pergolizzi. Diversi sono stati i temi trattati dall’ex allenatore del Palermo, intervistato ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport”: dalle recenti prestazioni offerte dagli uomini di Giacomo Filippi e dai 17 punti persi da situazione di vantaggio, all’esordio di Bubacarr Marong. Ma non solo… “Troppe 5 sostituzioni, cambia mezza formazione, per questo vanno fatte al momento, non sono d’accordo sul togliere dal campo sempre un giocatore ammonito. Si ricorre alle sostituzioni per invertire una situazione o per infortuni. A Bari il Palermo era perfetto, credo qualche lettura sia stata sbagliata”, sono state le sue parole.

DA BOSCAGLIA A FILIPPI – “È una squadra che ha sempre mantenuto lo stesso atteggiamento dal primo all’ultimo minuto. Da un lato può essere positivo per dare un’identità ben precisa, giocando sempre in modo offensivo, dall’atro, dico, però, che le partite vanno interpretate e credo che molte gare il Palermo le avrebbe potute vincere se avesse difeso il risultato con maggiore copertura. Da Boscaglia a Filippi cosa è cambiato? Non ho mai creduto nel 4-2-3-1 di Boscaglia perché il Palermo non ha i giocatori adatti per questo modulo e per coprire tutto il campo. Filippi è stato bravo a cambiare con 3-4-2-1, mettendo quegli elementi che hanno più qualità nei ruoli giusti. Pero, ho l’impressione che certi aspetti siano rimasti”.

DA LUCCA A MARONG – “Lucca ha sempre dimostrato predisposizione e personalità, a volte questa personalità la usava in modo sbagliato. Con le prestazioni e i gol ha trovato fiducia sia a livello personale che a livello di gruppo e tutto questo lo ha aiutato a migliorare. Peretti, con me, ha sempre giocato, un professionista serio. Marong no, perché mi davano più garanzie gli altri e quando sei costretto a vincere per forza non puoi permetterti il lusso di sbagliare”.

MINA VAGANTE – “Ben vengano i giovani, ma non si può pensare che riescano a fare la differenza dopo un anno in prima squadra. Bisogna aspettarli, altrimenti si rischia di bruciarli. Senza dimenticare che bisogna anche centrare i risultati. Il Palermo ha reso al di sotto delle sue potenzialità, per me era da terzo-quinto posto. Non ha nulla da perdere e avendo un organico importante può diventare una mina vagante. Se c’è un pizzico di fortuna tutto può accadere, anche la promozione in B”, ha concluso.

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