Lucca e il futuro rosanero: “Palermo fidati di me, mi sono innamorato subito di questi colori”

Lucca e il futuro rosanero: “Palermo fidati di me, mi sono innamorato subito di questi colori”

L’attaccante rosanero e la sua avventura con la maglia del Palermo

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Lorenzo Lucca fa il punto della situazione in merito al suo futuro al Palermo.

Il giovane e promettente attaccante ex Torino, che ha firmato un contratto quadriennale con il Palermo, ha raccontato la sua scelta professionale attraverso le colonne de La Repubblica.

“La prima partita che ho visto, quella contro il Messina, ha lasciato il segno: ho visto dagli spalti pieni, c’erano tanti tifosi ed è stato in quel momento che è scoccato qualcosa che mi ha fatto pensare che questa è la piazza giusta. Palermo mi ha colpito sotto tutti i punti di vista: vivo a Mondello, c’è gente disponibile che ti aiuta se sei in difficoltà. Mi trovo benePerò per la verità la sera in cui sono arrivato qualche domanda me la sono posta. Sono arrivato all’una e mezza di notte, c’erano le strade deserte ed era tutto nuovo e strano. Ma dopo la prima settimana ero già ben inserito in città e in squadra. Io e il Toro non avevamo più le stesse idee e ci siamo dovuti separare. E poi quando mi hanno proposto Palermo non ci ho dovuto pensare più di tanto. Avevano un’idea sbagliata di me, ma ci può stare. Dai pulcini fino alla prima squadra è stato bello vivere il mondo granata. Ho ritenuto che il mio percorso nel Torino si fosse concluso. Ci sono tanti casi di calciatori che cambiano squadra e rendono meglio nel nuovo club. Non ho voglia di rivalsa nei confronti del Torino. Ho voglia di dimostrare tanto e non vedo l’ora di farlo. Sinceramente le persone che hanno creduto di meno in me le ringrazio lo stesso, mi hanno insegnato come si gioca a calcio e come ci si comporta fuori dal campo».

Rispetto alle partite viste in tv dice «Mi piace guardare le partite. E guardando quelle di serie A o della Champions si impara molto. Ma c’è sempre da imparare anche da una partita di B o di C. Gli spunti non mancano. Poi è chiaro che da un gesto tecnico di Caracciolo, Toni, Ibrahimovic o Dzeko che sono dei fenomeni e hanno esperienza da vendere non puoi fare altro che imparare. Sono stato accostato a loro, ma questa è gente che non ha nulla a che vedere con un giovane come me che sta iniziando adesso. Però mi piace provare a fare gesti tecnici importanti. E sono proprio come quegli attaccanti che magari fanno il gol più difficile e non quello facile».

Un idillio che sostanzialmente non è mai stato in discussione, in virtù della stima incondizionata e della fiducia mostrate dal club nei confronti dell’attaccante classe 2000 e la volontà palesata dallo stesso calciatore di voler sposare a lungo termine la causa rosanero, il tutto tradotto in quattro anni di contratto, compagni di reparto esperti con cui crescere, e la prospettiva di dovere segnare i gol per vincere la C «Sono sereno, non soffro più di tanto pressioni o responsabilità. Non vedo l’ora di giocare e aiutare la squadra, sia che giochi titolare sia che parta dalla panchina. Devo pensare a trovare spazio e crescere. Con i compagni andiamo d’accordo, siamo un gruppo unito. Però Palermo fidati di me, perché ci sono anch’io».

Sul dialogo avuto con il presidente Dario Mirri ha detto «Abbiamo parlato, ma non tanto e a lungo. Lui è una persona speciale: tutta la società mi ha accolto benissimo, Sagramola e Castagnini ci guidano tanto e ci danno consigli. Esattamente come fa Boscaglia: spiega in modo semplice cosa vuole. Per un giovane così è più facile imparare i trucchi del mestiere», si legge ancora.

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