Lanzafame-Mediagol: “Rinaudo ok, quanti big nel mio Palermo. Tedesco tecnico rosa? Dico la mia. Kjaer al Milan…”

Lanzafame-Mediagol: “Rinaudo ok, quanti big nel mio Palermo. Tedesco tecnico rosa? Dico la mia. Kjaer al Milan…”

L’intervista esclusiva concessa dall’ex Juventus, Bari e Palermo, Davide Lanzafame, oggi all’Honved alla redazione di Mediagol.it

Un astro nascente del terzo millennio che non è riuscito a brillare in proporzione al suo immenso talento.

Davide Lanzafame, tra limiti, errori di gioventù e qualche infortunio, ha trovato diversi ostacoli sul suo percorso non riuscendo ad imporsi ad altissimi livelli nel calcio italiano. Gioiello del settore giovanile della Juventus, Lanzafame aveva ben presto destato l’attenzione di dirigenti ed operatori di mercato  per le sue notevoli doti tecniche e atletiche già agli albori del suo percorso calcistico. Tante le squadre cambiate nel corso di una carriera a singhiozzo, tra luci ed ombre, senza mai trovare la piazza che riuscisse ad esaltarne appieno le peculiarità. La scelta professionale e di vita, nel 2016, di tentare l’avventura nel calcio ungherese è stata premiante: Davide Lanzafame è ancora oggi un punto fermo dell’Honved, nonché uno dei giocatori più apprezzati del campionato magiaro. L’ex rosanero (stagione 2008-2009) ha rilasciato un’interessante intervista esclusiva ai microfoni di Mediagol.it ripercorrendo i suoi trascorsi nel capoluogo siciliano.

“Il nuovo Palermo e il ruolo dirigenziale di Rinaudo? Ho giocato con lui alla Juventus dove ha avuto un infortunio molto importante  ed è un ragazzo splendido; è innamorato della sua terra e del Palermo. Chi meglio di lui può fare il bene della società. Poi ha lavorato a Venezia con Perinetti che conosco molto bene e penso che possa fare molto molto bene. Poi il Palermo è una piazza che deve stare in una categoria come la Serie A e di questo tutti ne siamo certi. Spero di  riveder di nuovo la Favorita (il parco della Favorita) piena come ai tempi in cui c’erano Cavani, Miccoli, Simplicio, insomma tutti e tre grandi giocatori.AD Rinaldo Sagramola? Quando Zamparini è stato presidente era per così dire il “boss” assoluto; è chiaro, se posso dirlo, che gli altri dirigenti (compreso Sagramola) erano molto meno importanti. Zamparini decideva tutto. Sì, ho un ricordo dell’attuale Ad rosanero, ma non così importante. Cavani ed Hernandez? Cavani è un ragazzo con una fame incredibile, voglia di migliorarsi maniacale per cui mi aspettavo andasse al PSG. Anche se inizialmente voleva giocare da attaccante centrale e il Palermo non ci credeva tanto fosse idoneo a questo tipo di ruolo, Colantuono lo faceva spesso giocare defilato. Cavani non era convinto di questa scelta tecnica e poi ha avuto ragione. Hernandez è un fenomeno assoluto sudamericano con un carattere sensibile e particolare quindi ha trovato delle difficoltà andando in Inghilterra in un ambiente molto differente dalla sua cultura. Rimane un giocatore incredibile a livello di talento è un fenomeno assoluto. Giovanni Tedesco futurno allenatore del Palermo? Sì mi piacciono queste situazioni. Me lo ricordo ai tempi dei miei trascorsi in rosanero, ragazzo splendido e sono questi personaggi che danno qualcosa in più anche a livello di piazza perché sono attaccati e conoscono l’ambiente. Pergolizzi non è certo da meno, però Tedesco è un’istituzione al Palermo quindi se ci dovesse essere un cambio in panchina sicuramente su Tedesco ci metterei la firma. Come allenatore so che ha allenato a Malta da parecchi anni ma non lo conosco personalmente dal punto di vista tecnico in quel ruolo, ma conosco l’uomo e l’attaccamento alla maglia e questo è già molto. L’approdo di Simon Kjaer al Milan? Stiamo parlando di un giocatore che attualmente veste la maglia rossonera ed ha giocato al Siviglia e in club di grande livello anche in Turchia. Ragazzo serio. Ai miei tempi era all’inizio quando Carrozzieri ebbe un problema e giocò Kjaer e lo fece in maniera egregia. Si merita tutta la carriera che sta vivendo. Liverani? Fabio quando giocava era già un allenatore. Grande conoscitore in campo e una persona con qualità importantissime. Fare una scalata dalla Serie C alla Serie A e magari salvarsi quest’anno con il Lecce sarebbe una bellissima roba. Sforzini? Ferdinando Sforzini a Grosseto era un giocatore importantissimo e di categoria. La Serie D non l’ha mai fatta e se l’ha fatta è per vicissitudini particolari non a caso in due piazze come Avellino e Palermo che sono di massima serie. Ragazzo serio e grande professionista, goleador e grande uomo d’area. Per una squadra che attacca nell’area opposta alla propria, Ferdinando è un finalizzatore molto importante”.

 

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