mediagol palermo La Repubblica: “Pohjanpalo “A Palermo il bello deve ancora venire, sto imparando il siciliano”
Rassegna stampa

La Repubblica: “Pohjanpalo “A Palermo il bello deve ancora venire, sto imparando il siciliano”

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Un anno fa il bomber finlandese arrivava in rosanero. Oggi è uno dei protagonisti della squadra che punta alla A “Inzaghi trasmette energia . Le nostre vittorie nascono dalle riunioni tecniche”

Su la Repubblica il protagonista è Joel Pohjanpalo, a un anno esatto dal suo arrivo a Palermo, diventato in pochissimo tempo un punto di riferimento tecnico ed emotivo della squadra. L’episodio che apre il racconto è quello di Bari: il gol segnato dopo una botta subita a centrocampo e la successiva richiesta di cambio hanno fatto trattenere il fiato a molti. Lo stesso attaccante finlandese rassicura tutti spiegando che si è trattato solo di una precauzione, una scelta dettata dalla necessità di ascoltare il proprio corpo in una stagione lunga e logorante. Il dolore, ammette, passa in secondo piano quando c’è da buttarsi in area e finalizzare per la squadra.

Pohjanpalo si racconta anche lontano dal campo, smontando l’immagine del nordico freddo e distaccato: la sua riservatezza è culturale, ma si definisce una persona aperta, curiosa e pronta a mettersi in gioco per crescere anche a livello umano. I numeri parlano chiaro – 13 gol in 22 partite in questa stagione, 22 reti complessive in rosanero – ma il bomber sottolinea come le statistiche non siano tutto. Più dei gol, dice, conta l’impatto sul gioco e sull’economia della squadra, motivo per cui rivendica con orgoglio anche gli assist messi a referto.

Non manca una risposta a chi mette in dubbio la sua dimensione da Serie A. Pohjanpalo ricorda il proprio percorso internazionale, i gol segnati in Germania e Turchia e quelli realizzati nella massima serie con il Venezia, in un contesto complicato. Le cifre, ribadisce, vanno sempre lette nel contesto: spesso raccontano solo una parte della storia.

Il bilancio del primo anno a Palermo è decisamente positivo. L’attaccante parla di un ambiente speciale, di una passione che si avverte subito e di una società strutturata come un top club. L’ambizione è alta e la sensazione, condivisa con convinzione, è che “il bello debba ancora venire”. Anche il mercato rafforza questa percezione: il ritorno di Magnani e gli arrivi di Johnsen e Rui Modesto aumentano le soluzioni a disposizione di Inzaghi, con cui Pohjanpalo ha un rapporto definito solido e stimolante. Del tecnico apprezza il carisma, l’energia e soprattutto la capacità di far sentire tutti importanti, al di là dei minuti giocati.

Lo sguardo si sposta poi sulla prossima sfida con l’Empoli dell’ex Dionisi. Nessun sentimento particolare, solo rispetto professionale e la consapevolezza della forza del gruppo rosanero. Forte è invece il legame con i tifosi: dopo il saluto “a distanza” di Bari, Pohjanpalo non nasconde la voglia di tornare a sentire il Barbera pieno, convinto che il calore della gente sia un valore aggiunto decisivo.

C’è spazio anche per il lato più leggero: la passione per il vino, con una menzione speciale per alcune etichette siciliane come l’Etna Rosso, e il rapporto con la città. Pohjanpalo racconta una Palermo accogliente, calorosa ma mai invadente, che lui e la moglie stanno scoprendo giorno dopo giorno, affascinati da una bellezza e da una storia millenarie. Infine, un sorriso sullo spogliatoio multilingue e sull’amicizia con Joronen, testimone di nozze e compagno di squadra, con l’obiettivo – scherzoso ma non troppo – di imparare presto anche il siciliano.

Il ritratto che emerge è quello di un leader silenzioso, profondamente legato alla maglia e alla città, convinto che a Palermo il meglio debba ancora arrivare.