Diana: “La mia sul Palermo in C, vi racconto Zamparini. Io, Miccoli-Amauri e quella squadra…”

Le dichiarazioni rilasciate dall’ex calciatore del Palermo

“A Palermo ho giocato con Cavani, Miccoli, con Amauri”.

Lo ha ricordato Aimo Diana. Diversi sono stati i temi trattati dall’attuale tecnico del Renate, intervistato ai microfoni di ‘Footballnews24’: dalla sua lunga esperienza in quel di Palermo, con l’ex esterno che ha vestito la maglia rosanero dal 2006 al 2008, alle prestazioni offerte fin qui dagli uomini di Giacomo Filippi in Serie C. Ma non solo… “Palermo è stata un’esperienza bellissima perchè, al di la che era una terra bellissima, si viveva veramente bene. Eravamo una squadra di alto livello, un tridente d’attacco formato da Miccoli, Amauri, Cavani, avevamo Guidolin allenatore. Terminammo il campionato al quinto posto, a pochi punti dalla Champions. Peccato, ma onestamente è stata la squadra più forte in cui io abbia giocato perchè era fatta di talenti veri, lo stesso Bresciano, Simplicio a centrocampo, Corini, Grosso, Barzagli, Zaccardo, una squadra piena di talento”, sono state le sue parole.

DERBY – “Essendo bresciano il derby con l’Atalanta rimane sempre il derby con la D maiuscola, ogni volta sin dalle giovanili quando affrontavamo l’Atalanta era una guerriglia. Palermo-Catania è sempre un match infuocato, io purtroppo ne ho giocato uno in cui perse la vita l’ispettore Raciti. Fu un derby difficile, brutto, sospeso in continuazione, in più ci fu anche un dramma, quindi è stato un derby vissuto da parte mia e dei miei compagni in maniera negativa. Doveva essere una giornata di sport e si è trasformato in una tragedia. Però era un derby di alto livello, molto sentito in settimana”.

ZAMPARINI – “Com’erano vissuti dalla squadra i numerosi esoneri degli allenatori? Non è stato semplice, più che altro a volte ci mettevamo nei panni dell’allenatore che a volte, per colpe non sue, si trovava a perdere il posto. Era un dispiacere perchè spesso non si riusciva nemmeno ad entrare in sintonia con il nuovo tecnico che veniva mandato via. Però sapevamo chi era il nostro presidente, gli allenatori erano consapevoli di chi fosse Zamparini. Ha sempre fatto il massimo per noi calciatori, poi è chiaro che come ogni presidente doveva fare delle scelte, a volte le ha fatte bene, altre le ha fatte male. Mettendo in difficoltà l’allenatore, metteva in difficoltà noi, non si sapeva mai chi ci avrebbe allenato il martedì”.

I COMPAGNI – “Ci sono giocatori che ho incontrato con maglie diverse nelle mie esperienze? Sì è vero, con Corini a Palermo e Torino, con David Di Michele, Bresciano, Bonazzoli. E’ più facile sia per chi arriva, sia per chi va perchè ci si racconta le cose, poi tra noi calciatori si parla tanto, si cerca di aiutare il compagno che arriva. D’altronde il mercato è fatto di queste cose qua, a volte ci si ritrova a giocare con gli stessi calciatori con squadre e allenatori diversi. Si creano amicizie, rapporti umani che restano intatti, infatti, Bonazzoli è un mio collaboratore al Renate, un punto di riferimento per i miei attaccanti che possono confrontarsi con un calciatore di un certo livello, con una carriera importante alle spalle”.

PALERMO IN SERIE C – “Dispiace però la realtà è che per ritornare ai fasti di una volta ci vorranno tantissimi anni, tante squadre sono ripartite dalla Serie D e stanno arrancando ancora in Serie C. Al Sud ci sono piazza importantissime che giocano perchè sono anni che provano a risalire invano. Il Palermo avrà bisogno di una proprietà molto forte che riesca a fare investimenti importanti e non è nemmeno detto che risali subito. Il Palermo alla fine è il primo anno in Serie C, lo scorso anno era in Serie D, quest’anno faranno esperienza per essere più competitivi il prossimo anno. Il campionato di Serie C è difficile, paradossalmente è più facile vincere il campionato di Serie B. La speranza è che queste società magari ritardino l’appuntamento con la promozione a vantaggio del Renate? Guarda (ride, ndr) ci sono 28 squadre ai play-off, è praticamente un terno al lotto, ne vince solo una. E’ veramente complicato”, ha concluso.

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