Catanzaro-Palermo 1-1: cuore, emozioni e torti arbitrali! I rosanero in nove acciuffano il pari

Match rocambolesco al “Ceravolo”: il Palermo agguanta il pari in extremis in nove uomini

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In aggiornamento….

PRIMO TEMPO – Il Palermo di Boscaglia torna a calcare il manto erboso in campionato e prova a scacciare i cattivi pensieri.

Avvio stentato e criticità di ogni sorta hanno caratterizzato il primo scorcio di stagione, l’incubo Covid-19  ha falcidiato l’organico rosanero, causando il rinvio di ben quattro gare con conseguente inattività ed intasamento del calendario.

Anche al “Nicola Ceravolo” le scelte dell’ex tecnico della Virtus Entella sono fortemente condizionate dall’onda lunga del Coronavirus.

Contro i giallorossi il Palermo torna a schierarsi con il 4-2-3-1 al fischio d’inizio: Pelagotti tra i pali, Almici e Crivello esterni bassi con Marconi e Palazzi,  quest’ultimo adattato nel ruolo, a comporre il tandem di centrali difensivi. Odjer e Broh formano il binomio di interni in zona nevralgica, Valente e Kanoute sono gli estremi di un tridente offensivo che ha in Rauti il perno centrale, Saraniti agisce da unico terminale di riferimento del reparto avanzato.

Piace l’approccio al match della compagine rosanero: squadra alta, corta ed aggressiva che prende in mano le redini del gioco e fa la partita con personalità.

Un paio di azioni avvolgenti ed altrettanti corner legittimano una marcata supremazia territoriale degli ospiti nei primi minuti della gara.

Saraniti ha una buona chance nel cuore dell’area ma non trova il tempo della conclusione. L’occasione più nitida arriva al minuto venti: Broh alza la testa ed imbuca in verticale squarciando la densità giallorossa, il taglio interno di Kanoute è perfetto ma la sua conclusione risulta sbilenca ed imprecisa da favorevolissima posizione. Valente appare elettrico ed in grande spolvero sul binario mancino, punta regolarmente il diretto marcatore e lo sconcerta a suon di finte e sterzate, costringendolo spesso al fallo. Riccardi si becca il giallo per arginare l’incedere dell’ex Carrarese. Tutto sembra funzionare a meraviglia in casa rosanero, la manovra scorre fluida e lineare, si apprezzano dinamismo e coralità di tutti gli effettivi, le trame offensive risultano incisive e ficcanti sia in ampiezza sia in profondità. Il Catanzaro serra i ranghi e cerca di alzare intensità e vis agonistica per limitare i danni, tuttavia la formazione di Calabro pareggia alla mezz’ora il conto delle occasioni da gol: l’incornata di Evacuo su cross di Contessa chiama Pelagotti ad una parata prodigiosa.

Da un corner in favore della formazione di Boscaglia ha origine una clamorosa chance per il vantaggio giallorosso: Baldassin ara la corsia in ripartenza e trova Di Massimo sul fronte opposto, Palermo scollato e preso d’infilata complice l’assenza di marcature preventive: il calciatore del Catanzaro cerca un improbabile lob, alza la mira e grazia Pelagotti. Un bel primo tempo si chiude a reti bianche al “Nicola Ceravolo”.

 

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre con una svolta inattesa e negativa in casa Palermo: Broh, già ammonito nei primi quarantacinque minuti, commette un fallo evidente ma non cattivo su Baldassin, il direttore di gara, forse con eccessiva severità nella circostanza, sventola il secondo cartellino giallo all’ex Cosenza ed espelle il centrocampista rosanero. Compagine di Boscaglia in inferiorità numerica con praticamente tutto il secondo tempo da disputare. Calabro cerca di sfruttare la contingenza interagendo dalla panchina: Casoli e Carlini rilevano Baldassin e Garufo. Filippi, vice di Boscaglia, corre ai ripari. Accardi rileva Saraniti e affianca Marconi nel ruolo di centrale difensivo. Palazzi si riappropria del suo ruolo naturale in mezzo al campo, e la squadra si dispone con una sorta di 4-4-1-1 che diventa 4-2-2-1 in fase offensiva con Valente e Kanoute a supporto di Rauti unica punta. Valente si guadagna un calcio di punizione interessante, sgusciando ancora sul binario mancino: la parabola di Almici chiama Branduani ad un intervento non semplice.   Altri cambi in casa giallorossa: Altobelli e Riccardi lasciano il campo sostituiti da Curiale e Colapi. La partita rende una piega decisamente infausta per la formazione rosanero al minuto settantuno: Crivello chiude su Di Massimo coprendo la sfera con una spallata piuttosto energica e l’arbitro decreta il calcio di rigore in favore dei padroni di casa. Decisione a dir poco incomprensibile, così come l’espulsione diretta comminata al numero sei del Palermo. Evacuo non perdona dagli undici metri. e firma il vantaggio della compagine calabrese. Sotto di un gol, in preda a rabbia e frustrazione e con l’aggravante della doppia inferiorità numerica: per il Palermo è davvero notte fonda. Filippi richiama Marconi e si gioca la carta Lucca per un finale di gara in cui centrare il pari sarebbe equiparabile ad una piccola impresa calcistica. Il premio all’indomita caparbietà dei gladiatori rosanero arriva a due minuti dal novantesimo: la parabola di Almici su palla inattiva all’altezza vertice mancino dell’area trova la deviazione di Evacuo che beffa il proprio portiere. I quattro minuti di recupero scorrono via senza ulteriori sussulti. Al triplice fischio i giocatori rosa possono esultare, il punto conquistato in Calabria può costituire una significativa svolta sul piano psicologico e motivazionale per il prosieguo della stagione.

 

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