Catanzaro, orgoglio Martinelli: “Abbiamo carattere, vincere a Palermo non era semplice. Il gol…”

Le dichiarazioni rilasciate dal difensore del Catanzaro

Parola a Luca Martinelli.

Il difensore del Catanzaro, autore della rete del 2-1 che ha deciso il match del “Barbera”, è stato intervistato ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’. Diversi i temi trattati dal centrale milanese: dalla vittoria conquistata ai danni del Palermo di Roberto Boscaglia, alle prossime gare di campionato in programma contro Ternana, Avellino e Teramo.

“Abbiamo carattere. Non siamo perfetti, sennò giocheremmo in Champions, abbiamo i nostri difetti, ma anche tanti pregi. Io e altri miei compagni ne abbiamo vissute parecchie in carriera, quindi sappiamo come affrontare situazioni complicate: servono equilibrio e obiettività, senza drammi o superficialità. Dopo il 3-0 subito dalla Casertana ci siamo sentiti derubati, vincere a Palermo non era semplice, ma è stato fondamentale”, sono state le sue parole.

IL GOL – “Sui palloni inattivi lavoriamo molto ogni settimana, finora non avevamo avuto troppa fortuna da questo punto di vista così come in generale, perché penso che avremmo meritato vari punti in più. Io sono soddisfatto perché ho dato un contributo su tre punti essenziali per la classifica e il morale. Per carità, ho fatto centro in un grande stadio e contro un grande club, ma contava soprattutto per presentarsi al meglio alle prossime tre sfide”.

I PROSSIMI IMPEGNI – “Potremmo definirli scontri diretti. La Ternana sta facendo cose straordinarie, ci è rimasta in mente la sconfitta dell’andata (5-1). Abbiamo voglia di rifarci con una prestazione all’altezza, con spirito battagliero e positivo per provare a dare continuità alla vittoria di Palermo. Al di là della posizione, in cui mi trovo bene, stiamo acquisendo compattezza complessiva indipendentemente da chi gioca. Questo significa che il sistema funziona a partire dall’apporto di chi sta più avanti: se aiutano gli attaccanti ne beneficiano tutti gli altri. Il gruppo è la nostra vera forza, questa unità di intenti ci viene naturale e, magari, può essere sul serio l’arma in più”, ha concluso.

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