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Baldini: “Numeri del Palermo impressionanti. Padova? Non contava il risultato”

Palermo
Le parole live in conferenza stampa del tecnico del Palermo, Silvio Baldini, intervenuto all'indomani della promozione in Serie B

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Dopo tre anni di Purgatorio il Palermo torna in Serie B e lo fa al termine di una stagione lunga 46 partite, battendo il Padova di Oddo nella finale play-off di Serie C. A decidere un penalty trasformato da Brunori che fa esplodere i gioia i 35 mila tifosi del "Barbera", traghettando la squadra in serie cadetta. A parlare all'indomani della brillante prova offerta dai rosanero è il tecnico Silvio Baldini, intervenuto in conferenza stampa.

"Tutti i giocatori dovevano credere che chi li guida è una persona che non si sarebbe mai arresa. Dopo la sfida contro il Potenza tutti scrivevate cose negative sul Palermo. Il mental coach ha fatto un lavoro straordinario dopo essere stato deriso e preso in giro, queste cose mi facevano girar le scatole. Io apevo che il destino mi avrebbe messo difronte delle difficoltà, quel giorno ho rischiato la salute perchè in vita mia non ho fatto mai cose del genere: a Potenza sono andato oltre. Dal giorno dopo ho visto persone cambiate. Ai playoff abbiamo fatto un percorso netto, dopo belle prestazioni in campionato e 8 gare vinte. I numeri del Palermo sono impressionanti, la squadra ha fatto qualcosa di importante. Come ho già detto anche ieri sera io ho fatto capire a loro che nella vita ognuno ha un mezzo per raggiungere un qualcosa che va al di là della realtà. Io sono credente, so che mi devo appellare a questo perché altrimenti la mia vita non avrebbe un significato. Quando tu ti alleni e capisci che non stai facendo un allenamento per vedere se giochi titolare o no ma vai a cercare te stesso.

 I ragazzi non hanno dato al Padova modo di ragionare, esisteva solo la prestazione senza pensare al risultato. È questa la più grande vittoria. Futuro? Il problema mio non è avere il contratto o non averlo. Ho fatto un percorso con un gruppo di persone straordinarie. A Palermo ho trovato dirigenti e staff di primo livello, queste persone hanno dato tanto. Io non posso perdere nessuna di queste persone. Con Castagnini vivevamo dalle 8 alle 10 ore insieme, lui non era il mio direttore sportivo ma un amico del cuore, ha fatto un lavoro straordinario”.

 

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