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Torino-Shakhtyor, Mazzarri: “Vietato pensare ai playoff, lavoriamo a testa bassa. Izzo? Ecco il perchè del cambio”. E sulla Serie A…

Le dichiarazioni del tecnico granata, Walter Mazzarri, a margine della gara contro la formazione bielorussa

Mediagol93

Il Torino travolte lo Shakhtyor nell'andata del terzo turno preliminare di Europa League.

E' show granata allo stadio Olimpico Grande Torino dove, la formazione di Walter Mazzarri, si è imposta sulla formazione di Sergei Tashuyev imponendosi con un netto 5-0. Un risultato importante che permette alla compagine piemontese di mettere una seria ipoteca sulla qualificazione al turno successivo. Sfida, a margine della quale, il tecnico ex Napoli ha parlato ai microfoni di "Sky Sport".

"Non possiamo pensare già ai playoff, nel calcio se ne vedono di tutti i colori. Anche oggi sul 2-0 rischiavamo di concedergli il gol del 2-1. Chiaro che un 5-0 ci dà tranquillità ma guai ad andare lì e pensare di essere già arrivati, o si fanno brutte figure. Siamo ancora in preparazione e si è visto nel secondo tempo con qualcuno che è calato. Bisogna lavorare a testa bassa per arrivare con condizioni e testa giuste alle partite importanti. Troppe occasioni concesse? Ricordate anche a Debrecen abbiamo concesso palle gol senza motivo. La maggior parte dei ragazzi non ha esperienza europea ma queste cose non devono succedere, e dobbiamo crescere. Con squadre superiori possiamo pagarle".

L'allenatore si è inoltre soffermato su Bonifazi e sull'infortunio di Izzo: "Quelli a mia disposizione sono giocatori del Torino. Bonifazi è arrivato un po' più tardi in preparazione ma è bravo, e oggi ha fatto molto beneMi ha fatto preoccupare perché mi ha chiesto il cambio e dietro siamo contati. Izzo? Avevo paura si facesse male perché aveva i crampi. Queste partite si giocano sui 180', e toglierlo troppo presto poteva complicarci la situazione. L'ho levato perché me l'ha chiesto".

Chiosa finale sulla Serie A: "Non mi piace parlare di fasce. Non voglio che ci si esalti per una vittoria, ma non mi pongo neanche limiti. Mi interessa solo che questi giocatori crescano. Sette-otto mesi sembravamo un'altra squadra... Dobbiamo solo guardare a migliorarci, poi vedremo. Quando ho scelto di tornare ad allenare qua è perché il blasone del Torino mi affascinava. Volevo provare a ripetere quanto fatto nei primi anni di Napoli. E qualcosa di buono l'abbiamo anche già fatto vedere. Chiaro che in questo calcio è più complicato, ma io provo a migliorare i miei giocatori e quando giochiamo come ci succede a volte, dimostriamo anche di essere meglio di tanti altri. Voglio provare a toglierci delle soddisfazioni".