Roma, Pastore: “Voglio restare in giallorosso, ho un obiettivo. Quando arrivai al Palermo successe una cosa…”

Ecco le dichiarazioni del centrocampista argentino

Roma

La Roma per me è una sfida molto importante, sono molto fiducioso delle mie qualità.

Queste le parole di Javier Pastore, centrocampista della Roma intervenuto a 360° sulla sua esperienza nella Capitale e sul suo futuro in giallorosso. Nato calcisticamente tra le fila del Palermo nel 2009, il classe ’89 non sta vivendo il suo miglior momento dal punto di vista del rendimento e della condizione fisica. La stagione dell’argentino, infatti, è stata fino a questo momento interamente condizionata dall’infortunio all’anca che per più di otto mesi lo ha tenuto lontano dai campi da gioco. Lo stesso Pastore – intervistato in esclusiva ai microfoni di AS – ha spiegato come tale problema fisico abbia compromesso seriamente la sua avventura tra i capitolini, con i quali ha collezionato soltanto ventisette presenze dal suo arrivo nel 2018.

Di seguito le dichiarazioni del numero 27 della Roma.

LA CONDIZIONE FISICA

“La verità è che dopo aver trascorso un anno e mezzo difficile, adesso sto bene. Ho avuto un infortunio all’anca a novembre 2019 e ho avuto molto dolore per otto mesi, non siamo riusciti ad alleviarlo con nessuna terapia. Niente mi ha permesso di  poter continuare ad allenarmi e giocare. Tutto questo fino a quando non è arrivato il momento in cui ho dovuto decidere e sottopormi a un intervento chirurgico. Mi ci sono voluti sei mesi e ho perso la prima parte del campionato, sono tornato a gennaio e ora mi sento bene, non ho il dolore all’anca che mi ha impedito di fare tante cose nei mesi scorsi. Siamo alla fine del campionato e non ho potuto partecipare quasi per niente, ma sono contento dell’operazione che mi permette di allenarmi al livello che desidero”.

L’INFORTUNIO ALL’ANCA

“Nell’anca è un po’ più complicato gestire un infortunio. Ci sono tante infiltrazioni come cellule staminali o acido ialuronico, tanti trattamenti da provare ma non garantiscono il recupero e in otto mesi stavo provando di tutto. Ogni due o tre settimane ho provato qualcosa di nuovo ma non ha funzionato per me, era molto complicato, molto difficile, soffrivo costantemente. Salivo in macchina per mezz’ora per tornare a casa ed uscire dolorante, piangendo perché non potevo giocare con i miei figli, seduto per terra, che mi causava grande sofferenza. Diversi medici mi hanno consigliato di non farmi operare perché se l’operazione non fosse andata bene avrei potuto terminare la carriera. Ho parlato con il club e ho detto loro che volevo operarmi. La Roma, i medici, mi hanno aiutato in ogni momento. Mi sono operato in Spagna ed è andato tutto bene, come ci aspettavamo”. 

LE OFFERTE DAI CLUB SPAGNOLI

“Ci sono stati degli interessamenti dai club spagnoli, soprattutto nei miei primi giorni in Europa, al Palermo. Ho avuto un’offerta sicura nel 2013 o 2014 dall’Atlético de Madrid, ho avuto diversi colloqui, stavo incontrando il presidente, ma stavo molto bene, molto bene al Paris Saint Germain e in quel momento non volevo andare via da Parigi”.

IL FUTURO IN ITALIA 
“Mi vedo qui. In tutti i club in cui sono stato ho sempre lasciato qualcosa, ho lasciato tutti i club bene, la gente ha riconosciuto il mio lavoro ed è un augurio che spero accada anche alla Roma. Fino ad oggi non l’ho avuto, non ho potuto contribuire come avrei voluto e previsto e avere un contratto qui è una grande sfida per me. Poi c’è il club e metterà le opzioni sul tavolo ma fino ad oggi voglio continuare qui, è un mio desiderio”.
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