Pirotecnico pari tra i rosanero e la compagine di Zeman. Palermo bravo a reagire allo svantaggio iniziale ma troppo distratto in fase difensiva. Annullato un gol a Chochev probabilmente regolare, Fiorillo salva nel finale su Nestorovski.
<strong>Primo-Secondo tempo</strong>
PRIMO TEMPO - Palermo per difendere e consolidare il primato. Pescara per riscattare le due sconfitte consecutive e provare a trovare un acuto che dia slancio al suo campionato.
Il tredicesimo turno del torneo cadetto offre un anticipo dai contenuti tecnici e motivazionali estremamente interessanti.
Tedino tenta di ovviare all'emergenza schierando il consueto 3-5-1-1. Posavec tra i pali, Cionek, Struna e Szyminski a formare la linea difensiva, Fiordilino adattato sul binario mancino, Rispoli a presidio della corsia di destra. Diga centrale composta da Jajalo, Chochev e Murawski in zona nevralgica. Coronado, con licenza di inventare, a supporto del bomber Nestorovski.
Zeman risponde con il solito 4-3-3 elastico e propositivo. Tornano Fiorillo in porta, Crescenzi sul versante destro. Bovo guida la coppia di centrali difensivi, l'altro ex rosa Brugman deputato a dirigere le operazioni in mezzo al campo, Capone, Mancuso e Pettinari gli aculei del tridente offensivo.
Dopo dieci minuti, il Palermo complica inopinatamente la sua partita: Cionek legge male ed in modo poco reattivo un lancio di quaranta metri, Posavec non esce su Capone il quale lo fredda con irrisoria facilità. Grave l'indecisione del centrale polacco, che non sa se salire o rinculare, su una palla lenta e facilmente leggibile. Altrettanto indeciso e goffo il portiere croato che non si fa trovare pronto a rimediare, uscendo con tempo giusto e cattiveria consona, all'errore del compagno.
Lo schiaffo scuote ma non tramortisce la squadra di Tedino. Il Palermo dimostra ancora una volta di avere la tempra ideale per reagire alle avversità.
Nestorovski approfitta di un rimpallo e premia l'inserimento di uno straripante Rispoli: puntata sul secondo palo corretta in rete dall'accorrente Chochev.
Il botta e risposta stappa la partita e ne elettrizza il ritmo. Il Pescara cerca di metabolizzare lo schock figlio del pari lampo dei siciliani. La compagine abruzzese attacca in modo organico cercando di pressare alto, giocare in verticale ed aggredire con voracità gli spazi.
Il Palermo sbaglia troppo nel giro palla difensivo, ma col trascorrere dei minuti pare prendere le misure e gestire le folate biancazzurre con minore affanno.
La sensazione è che gli uomini di Tedino possano far molto male in ripartenza quando il Pescara si protende in avanti con eccessiva spregiudicatezza.
Sensazione che diviene certezza quando Rispoli ara per l'ennesima volta la fascia destra e serve una splendida palla a rimorchio: velo di Nestorovski, controllo di Coronado e sinistro a giro stupendo del macedone. Giocata, e binomio, di qualità rara per il livello della categoria.
Rimonta completata e Palermo che sale in cattedra su un avversario a dir poco stordito.
Impressionante la capacità della squadra rosanero di non scomporsi dopo un avvio da horror, costellato da supponenza, superficialità ed errori in serie.
Il Palermo non ha perso lucidità, distanze e piglio, mostrando autorevolezza e grande consapevolezza dei propri mezzi. Con personalità, determinazione e qualità ha infierito sui difetti cronici del dispositivo zemaniano ribaltando le sorti del match in un nonnulla.
Il livello di attenzione in fase difensiva non è però settato al meglio: Posavec riscatta l'incertezza precedente con una parata, lodevole per istinto e reattività, su acrobazia di Pettinari.
Il primo tempo si chiude con il Palermo in vantaggio.
SECONDO TEMPO - L'avvio della ripresa ricalca la prima frazione. Difesa del Palermo molle e disastrosa: rimpallo sfortunato su una chiusura in scivolata di Szyminski, Posavec mura Capone in uscita disperata, rosa che giocano alle belle statuine sulla palla vagante e Brugman che sigla il pari a porta vuota.
Pescara che ritrova linfa ed entusiasmo ed inerzia del match che potrebbe nuovamente capovolgersi.
Bovo si iscrive al festival dell'errore con un retropassaggio suicida. Fiorillo in uscita salva su Nestorovski.
Struna non fa di meglio: lo sloveno perde una palla incredibile e Mancuso, servito da Capone, alza la mira davanti a Posavec.
Episodio fortemente dubbio poco dopo: Murawski pesca benissimo Chochev che, al volo, con il sinistro batte Fiorillo. Gol annullato per un off side che non pare proprio esserci.
Cionek salva miracolosamente su Capone. Adesso è un face to face senza esclusione di colpi.
Al bando ogni forma di speculazione tattica e di equilibrio tra i reparti. I capovolgimenti di fronte sono continui, ogni ripartenza diventa un'occasione da rete.
Tedino richiama Coronado e lancia nella mischia Embalo. Con tanto campo potenzialmente da divorare in progressione il numero 11 rosa potrebbe risultare devastante.
Crescenzi anticipa di un soffio Chochev su bel cross di Murawski.
Gnahoré rileva l'ottimo centrocampista polacco.
Il Palermo non corre più particolari rischi e difetta di precisione nell'innescare una serie di ripartenze potenzialmente molto pericolose.
Su entrambi i fronti comincia ad affiorare la stanchezza e, forse, anche un pizzico di appagamento.
La compagine di Tedino sembra averne di più: l'ultima ghiotta chance per conquistare l'intera posta in palio è infatti di marca rosanero: Chochev lavora splendidamente una palla sulla trequarti ed imbuca in modo geniale per Nestorovski, Fiorillo compie un miracolo sul sinistro del macedone.
La sfida tra Zeman e Tedino si chiude in parità.
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