Un 2018 movimentato e per larghi tratti tortuoso quello vissuto sul campo dal Palermo: esoneri, polemiche e la sfida infinita dello "Stirpe" contro il Frosinone, poi protrattasi in sede di giustizia sportiva e non solo. Si riparte da Foschi e Stellone per centrare l'obiettivo beffardamente sfumato nella scorsa stagione...

<strong>IL CAMPO</strong>

Il Palermo, proprio come  oggi, aveva accolto il 2018 con un sorriso, guardando le sfidanti del campionato di Serie B dall'alto.

Alla chiusura del girone d'andata della stagione cadetta 2017/18, infatti, i rosanero guidati da Bruno Tedino si erano laureati Campioni d'Inverno, un viatico estremamente promettente per la squadra, che già sentiva l'odore di Serie A e sognava di tornare tra le grandi. I punti conquistati nelle prime ventuno giornate del campionato erano trentanove – due in più rispetto alla situazione attuale, ma con due gare in più previste dal vecchio format a ventidue squadre – e i rosanero avevano terminato l'annata con una sonora vittoria casalinga (3-0, con reti di Chochev, Monachello e Jajalo) contro la Salernitana.

US Citta di Palermo v Ascoli - Serie B

Il Palermo è la capolista con uno degli organici più attrezzati del torneo cadetto e il direttore sportivo Fabio Lupo si ritrova nei giorni successivi a dovere fare i conti con la sessione di calciomercato di gennaio: poche le operazioni in entrata, significative quelle in uscita, da parte del club rosanero, il quale, forte del primo posto in classifica nel campionato di Serie B, punta più che altro a mantenere l’equilibrio all’interno di un organico reputato di qualità e ben assemblato. Stefano Moreo e Corentin Fiore, rispettivamente in attacco e in difesa, sono gli unici innesti che il club di Viale del Fante si concede per colmare tre cessioni negli stessi ruoli (Embalo e Monachello in avanti, Thiago Cionek dietro). Non arrivano, dopo una serie di negoziazioni sostanzialmente definite dal ds dell'epoca ma vanificate dal decisivo placet del patron, il laterale mancino Cristiano Del Grosso ed il centravanti Samuel Di Carmine dal Perugia, pedine che avrebbero permesso alla rosa allenata da mister Bruno Tedino di compiere un ulteriore salto di qualità.

L'anno novizio, però, inizia male per il Palermo: dopo venti giorni di riposo, la squadra di Bruno Tedino non riesce ad ingranare nuovamente la marcia, perdendo punti di vantaggio indispensabili sulle dirette concorrenti. La prima squadra a mettere a freno la scalata dei rosanero è lo Spezia, che al “Picco” concede soltanto un punto alla capolista, rivelatasi sgonfia sotto il profilo atletico e psicologico e priva di brillantezza. Nella giornata successiva – la ventitreesima – si torna a vincere, in casa contro il Brescia, e i tifosi tirano un sospiro di sollievo. Il brodino gustato contro le Rondinelle, tuttavia, costituisce soltanto un'illusione per gli isolani, che pochi giorni dopo si ritrovano ad affrontare i titani dell'Empoli – che alla fine si riveleranno l'antagonista più solida e accreditata per il ritorno in Serie A – costringendo i siciliani a fare i conti con le loro difficoltà. Gli uomini di Aurelio Andreazzoli, infatti, destinati a raggiungere per primi la massima serie, tra le mura del “Castellani” annientano la compagine ospite, che non può far altro che subire il dominio toscano ed incassare ben quattro reti che danno inizio alla bufera. Il Palermo, vittima inconsapevole dei suoi errori, non riesce più a rialzarsi. Due sconfitte inattese, contro Foggia e Perugia, il pareggio contro la Pro Vercelli poi. I punti svaniscono, perduti, una giornata dopo l'altra. I rosanero precipitano, con 44 punti, al terzo posto della classifica, dietro Empoli e Frosinone, che durante il mercato di gennaio avevano provveduto a rinforzarsi. A 7 punti di distanza dalla nuova capolista, che aveva provveduto a febbraio a svegliarla dai bei sogni, la squadra di Bruno Tedino comincia a tremare. Il Palermo si perde nei meandri del tunnel di una crisi trasversale, fisica, motivazionale e tecnica. Zamparini elegge il ds Fabio Lupo inopinato capro espiatorio e gli dà il benservito, il dirigente abruzzese lascia, con non pochi rimpianti, la sua poltrona dirigenziale ad Aladino Valoti.  Nulla, però, sembra ancora perduto: in casa contro l'Ascoli, i siciliani, sotto la mano di due pilastri come Igor Coronado e Andrea Rispoli, ritrovano la retta via calando, in rimonta, un poker. Una scintilla vincente che pone fine a un disastroso febbraio e permette alla rosa di reagire. I calciatori di maggiore personalità, esperienza e caratura tecnica si caricano la squadra sulle spalle per trascinarla fuori dal periodo negativo. Il Palermo conquista la vittoria contro la diretta sfidante Frosinone, poi il pareggio in casa del Novara e altri tre punti contro Carpi. E i rosanero salgono nuovamente a -1 dalla seconda, mentre l'Empoli vola via, ormai capolista indiscussa, lasciando soltanto un posto libero per la promozione diretta. Alla trentaquattresima giornata la squadra di Bruno Tedino ottiene un pari contro il Pescara, mentre i ciociari vengono sconfitti in casa del Parma. Le due compagini si ritrovano così a pari punti al secondo posto in classifica. La situazione non cambia nella gara successiva, quando Frosinone e Palermo perdono un'altra occasione per volare via, racimolando un punto a testa. Nelle giornate seguenti le due squadre lottano testa a testa, senza che nessuna abbia la meglio tra errori, insidie e occasioni sprecate. Nel frattempo, però, a raggiungerle è il Parma. Il ventisette aprile, infine, i rosanero cadono, male e senza lottare,  per mano del Venezia. Mancano quattro gare alla fine del campionato: i siciliani si trovano al secondo posto a pari punti con i crociati, a +1 dal Frosinone, ma non basta. Le prestazioni sono ormai deludenti, la squadra appare molle e incapace di ristabilirsi. Il Palermo si guarda allo specchio, sa di dovere cambiare tutto. Il giorno seguente alla sconfitta contro i lagunari Bruno Tedino viene esonerato e a sostituirlo è Roberto Stellone, chiamato all'impresa. L'esordio del neo-allenatore, alla guida di una squadra disastrata, avviene nel turno infrasettimanale contro il Bari, terminato con un pari che fa scivolare i rosanero al quarto posto della classifica. Il Palermo si gioca tutto nelle ultime tre gare: la vittoria contro la Ternana ridona fiducia alla squadra, ma ormai questa è costretta, a causa dei numerosi punti persi per strada, ad inseguire le altre e sperare. È l'ora dei rimpianti. Se Parma e Frosinone non dovessero inciampare, anche sei punti in due gare potrebbero non bastare.

Il Palermo, però, questi sei punti a disposizione non li raccoglierà. Le ultime speranze si spengono tra le mura amiche del “Barbera”, contro il Cesena. I rosanero, che tanto avevano bisogno di un successo, maturano un pari a reti bianche che non ha valore, perché le altre non sbagliano. Il calcio di rigore calciato alle stelle da Igor Coronado peserà quanto una stagione intera, così come tutte le occasioni sprecate dai rosanero di giornata in giornata e ogni punto perso lasciato per strada. La vittoria, all'ultima giornata contro la Salernitana, non servirà a nulla. Ad andare direttamente in Serie A, insieme all'Empoli, padrone indiscusso del torneo, è il Parma. I rosanero si piazzano soltanto quarti, dietro anche al Frosinone. Bisognerà affidarsi ai play-off, tanto temuti quanto decisivi. Non è più tempo di rimpianti, bisogna rimboccarsi le maniche e continuare a lottare.

I play-off sembrano essere l'occasione giusta, nonché l'unica, a disposizione del Palermo per ritornare in Serie A. I rosanero sembrano i favoriti, per l'esperienza maturata negli anni e il nuovo approccio donatogli dal tecnico Roberto Stellone, ma sono stanchi, di testa e di gambe, e colpiti dagli infortuni. Da quarta classificata, la squadra debutta nelle semifinali, incontrando il Venezia di Pippo Inzaghi, che, – dopo il pari della gara d'andata – con un'autorete di Domizzi, cede il passo nel ritorno al "Barbera" e sancisce l'approdo all'ultimo atto dei play-off agli avversari. La classifica parla chiaro e traspone le sue gerarchie anche nell'ambito degli spareggi promozione: a scontrarsi in una doppia gara, in finale, saranno le due squadre che hanno totalizzato più punti: Frosinone e Palermo. Nella sfida d'andata, tra le mura amiche del “Barbera”, i rosanero assaporano già un po' di Serie A, ribaltando il risultaato con un grande La Gumina e vincendo con il risultato di 2-1. A Frosinone, tuttavia, ha inizio l'incubo che riporta coi piedi per terra la squadra di Roberto Stellone. Un incubo che nei mesi successivi, più volte, tornerà fresco nelle menti dei giocatori, dei tifosi e di chiunque abbia a cuore le sorti della compagine rosanero in quella sera calda del sedici giugno. Tra occasioni sprecate, rigori concessi e poi revocati e gesti di chiara matrice antisportiva, sfuma l'obiettivo del Palermo. Nessuna vittoria, nessuna Serie A. Il Palermo non vince, ma non vince neanche il calcio.

La stagione 2017/18 del Palermo si chiude così, in quel di Frosinone, tra rabbia e rimpianti. Con l'amara sensazione di essere stati defraudati, senza nulla tra le mani. Questo ciò che avviene sul campo, ma fuori si continuerà a parlare di cosa è giusto e di cosa è sbagliato, di dove debba stare la squadra di Roberto Stellone. Le discussioni sulla direzione arbitrale di Federico La Penna continuano, fuori dal campo e in sede di giustizia sportiva. Il “caso Frosinone” si fa spazio tra i giornali, tra indignazione e correnti di pensiero volte a minimizzare le condotte dei tesserati del club ciociaro, con la debole speranza in casa rosanero che qualcuno possa far giustizia. Il Palermo presenta ricorso, chiedendo che venga assegnato il risultato a tavolino di 0-3 per gli episodi accaduti durante la gara di ritorno, ma a nulla serve. Dopo una trafila di udienze, verdetti, ricorsi ed appelli, si innesca un'infinita contesa etica e legale, ma prevale la piena percezione che è definitivamente sfumato il sogno dei rosanero. Il Palermo dovrà riprovare un'altra volta, per un altro anno ancora, a conquistare la promozione nella massima serie sul campo.

L'obiettivo è mancato, la squadra è annientata. Il club di Viale del Fante congeda Roberto Stellone e Bruno Tedino è richiamato alla guida dei rosanero nel luglio seguente, a pochi giorni dalla partenza della squadra per Sappada, sede del ritiro. Il tecnico che ha guidato i rosanero nell'ultima parte della stagione nefasta, tuttavia, non è l'unico a saltare: anche il direttore sportivo Aladino Valoti dice addio alla società. C'è spazio per un altro ritorno: al suo posto, infatti, subentra Rino Foschi, nuovo direttore dell'area tecnica, che già dal 2002 al 2008 aveva brillantemente affiancato il patron Maurizio Zamparini.

Non c'è tempo per riposarsi per il Palermo, in questa lunga e tormentata annata. Mentre i rosanero riprendono, in quel di Sappada, la preparazione in vista di una nuova stagione in cadetteria, il direttore dell'area tecnica Rino Foschi mette a segno nuovi colpi di mercato. A fine agosto il bilancio è fruttuoso: sono molte le operazioni in entrata da parte del club di Viale del Fante, che ricostruisce la squadra con l’intenzione di ritornare nella massima serie. I fiori all’occhiello in questa finestra estiva di mercato sono sicuramente César Falletti, arrivato in prestito secco dal Bologna, e George Puscas, attaccante rumeno preso dall’Inter, nonché tra i pali l'estremo difensore Alberto Brignoli, protagonista col Benevento nella scorsa stagione di Serie A, e a centrocampo il giovane svizzero Nicolas Haas, di proprietà dell'Atalanta. Di rilievo anche gli arrivi degli esterni Alessandro Salvi, dal Cittadella, e Antonio Mazzotta, dal Pescara, così come i ritorni di Roberto Pirello e Simone Lo Faso e Carlos Embalo dai rispettivi prestiti. In uscita, invece, sono pesanti, ma remunerative, le cessioni di Antonino La Gumina, Eddy Gnahoré e Igor Coronado. Ad alleggerire il reparto offensivo anche il prestito di Norbert Balogh all'APOEL Nicosia. Le sostanziose operazioni di mercato, insieme alla conferma – a discapito di voci che ne lasciavano presagire la partenza – dei big come Andrea Rispoli, Haitam Aleesami e Ilja Nestorovski, hanno condotto alla creazione un organico equilibrato, coeso, solido, in grado di primeggiare in relazione al livello della categoria cadetta.

Il Palermo, rimessosi in sesto dopo il fallimento della stagione precedente, torna in campo il sei agosto nel secondo turno di Coppa Italia, dove batte senza preoccupazioni la Virtus Francavilla. L'avventura in Coppa Italia, tuttavia, ha brevissima durata in quanto gli uomini di Bruno Tedino escono dai giochi nella fase successiva, contro il Cagliari. È la prima delusione della stagione. In campionato si torna a lottare il ventiquattro agosto. Sono passati poco più di due mesi dall'ultimo atto dei play-off e a sfidare i rosanero è la Salernitana, che per ultima aveva incontrato la squadra nel finale della regular season della precedente annata. A guidare i rosa è ancora Bruno Tedino, riportato sulla panchina del club di Viale del Fante. La prima giornata, però, regala agli isolani soltanto un pari a reti inviolate. Un punto soltanto anche all'esordio casalingo, contro la Cremonese. La prima vittoria stagionale arriva al terzo tentativo, nel match contro il Foggia, grazie alle reti del neo-acquisto Alessandro Salvi e del veterano Aleksandar Trajkovski. Un'altra sonora vittoria arriva tra le mura amiche contro il Perugia, dove piovono fiumi di gol a favore dei padroni di casa. Il Palermo vince, ma non convince del tutto, tanto che alla quinta giornata di campionato arriva la prima sconfitta, nel match contro il Brescia. Il 2-1 del “Rigamonti” è fatale per il tecnico Bruno Tedino, che viene ancora una volta esonerato e deve dire addio al club di Viale del Fante. Alla guida dei rosanero, il 28 settembre, torna Roberto Stellone, che ha spalle larghe e la stima del gruppo e stavolta può davvero portare a termine l'impresa del salto di categoria

Roberto Stellone riabbraccia i suoi giocatori, ma deve attendere – poiché i rosanero riposano alla sesta giornata – un turno per il nuovo esordio. Il capitano Ilja Nestorovski regala i tre punti alla squadra nel match contro il Crotone, rendendo gioioso il nuovo inizio. Da lì comincia un percorso ricco di gioie e speranza, un continuo crescendo con Stellone che plasma la squadra sempre più a sua immagine e somiglianza sul piano concettuale e tattico. Percorso virtuoso ed esaltante che conduce i rosa a collezionare tredici risultati utili consecutivi. L'anno è terminato, il Palermo si trova davanti a tutte a quota 37 punti – a +5 dalla seconda in classifica – e si è laureato Campione d'Inverno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti