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Palermo, il biglietto da visita di Hera Hora: 15 milioni di capitale e Serie A in tre anni. I dettagli

Nel programma la valorizzazione del settore giovanile, così come la commercializzazione del nuovo marchio dei rosanero all'estero: il punto sul progetto di rilancio del calcio a Palermo

Mediagol97

Il piano iniziale di un Palermo targato Dario Mirri capace di camminare sulle sue gambe solamente fino alla Serie B è stato superato dalla nascita di Hera Hora

Attraverso queste parole l'edizione odierna de La Repubblica - Palermo spiega come adesso la società che vede unite la Damir al 50% delle azioni, Tony Di Piazza al 40% e Dario Mirri personalmente al 10%, per ammissione dello stesso staff di commercialisti del Comune di Palermo, sarebbe in grado di portare avanti il nuovo club siciliano almeno per i prossimi trent'anni.

La proposta di Hera Hora sarebbe stata infatti l'unica, fra quelle presentate, che si sarebbe candidata solo dopo aver già versato quasi 3,8 milioni di euro in contanti dei 15 milioni di capitale sociale già deliberato e sottoscritto. Una somma che si dovrebbe avvicinare a quella ritenuta adatta dagli esperti per ripartire dalla Serie D  e giungere al ritorno in A nel giro di tre anni. Un altro segnale indicante la forza imprenditoriale del gruppo sarebbe da riscontrare nei quattro assegni circolari da 250 mila euro intestati alla Figc per ottenere celermente l'affiliazione, già allegati alla candidatura presentata al sindaco Leoluca Orlando, che si è infine rivelata vincente:

"Del resto a mettersi insieme per fare rinascere il nuovo Palermo sono stati due gruppi che possono contare su lettere di patronage, fra le quali potrebbe esserci anche quella di Banca Igea di Francesco Maiolini in buoni rapporti con Rinaldo Sagramola, arrivate da banche italiane e americane. A sposarsi sono due gruppi che uniscono fatturati milionari: da una quarantina di milioni all'anno quello della Damir di Daniele e Dario Mirri, almeno il doppio il fatturato di Tony Di Piazza che ha fatto fortuna negli States con la compravendita di case fra New York e la Florida".

A tali capitali di partenza, raccolti all'interno del nuovo Palermo, potrebbero aggiungersi anche i proventi dati dagli eventuali accordi con le pay tv nazionali: come accaduto nel caso del Bari che la scorsa stagione ha affidato a Dazn la trasmissione in diretta delle proprie partite in Serie D, per una cifra che si aggirava attorno ai 200 mila euro. Scalando le categorie dovrebbero aumentare pure gli introiti della mutualità dei tornei superiori; per fare un esempio, la liquidità del club rosaneropotrebbe aumentare di circa 500 mila euro in caso di promozione in C.

Sempre secondo quanto riferito stamane dal noto quotidiano nazionale, però, l'arma in più sulla quale punterebbe la nuova società siciliana sarebbe proprio la commercializzazione a livello internazionale del proprio brand: "Senza contare che soprattutto nei primi anni un contributo potrà arrivare anche dall'azionariato popolare che assegnerà ai tifosi una fetta del 10 per cento della proprietà del Palermo. E a fare sognare i tifosi c'è anche l'aspetto sportivo, oltre che quello legato al tecnico che sarà chiamato a vincere subito il campionato, anche quello legato alla costruzione di un settore giovanile modello Bundesliga".

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