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Palermo, giochi di ruolo e strategie: lotta intestina tra Mirri e Di Piazza, Ferrero alla finestra e l’ombra di Tacopina…

Una lotta intestina in seno al nuovo Palermo, braccio di ferro tra Mirri e Di Piazza: il binomio è destinato a scindersi, i possibili scenari...

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Giochi di potere.

L'idillio imprenditoriale tra la famiglia Mirri e Tony Di Piazza, che ha sancito la nascita della SSD Palermo la scorsa estate, sembra ormai essere uno sbiadito e lontano ricordo. Divergenze ed aspre frizioni tra le due anime in seno al club rosanero, perpetratesi durante tutto il corso della stagione, sono letteralmente deflagrate negli ultimi giorni. A rompere gli indugi, alzando il sipario sull'atmosfera di calma apparente, è stato proprio l'immobiliarista italo-americano, con la lettera di dimissioni dall'incarico di vicepresidente del club, decisione poi ratificata nell'ultimo CdA ed una serie di sfoghi, accorati e dettagliati, a mezzo social finalizzati ad esplicitare le ragioni della sua insofferenza. Motivi del contendere più volte scandagliati sul piano mediatico ed ormai di pubblico dominio: la rivendicazione di un maggior peso specifico a livello strategico e decisionale, il dissenso figlio di uno scarso coinvolgimento nella determinazione di linee guida e scelte topiche in ambito tecnico e programmatico, il confinamento del suo profilo fiduciario, Gianluca Paparesta, ad un ruolo marginale, l'egemonia dirigenziale di Rinaldo Sagramola, Amministratore delegato al quale Dario Mirri ha di fatto affidato le chiavi della società.

Dal canto loro, l'imprenditore pubblicitario palermitano ed il manager ex Sampdoria e Vicenza non hanno di certo apprezzato sovraesposizione mediatica e stile comunicativo di Di Piazza, le cui sortite nei confronti dei calciatori più rappresentativi, nonché verso gli esponenti istituzionali del mondo del calcio, a suffragio dell'autorevolezza della sua carica, avrebbero arrecato tensione ed imbarazzo.

Un socio di minoranza con una quota comunque di rilievo (40% delle azioni di Hera Hora SRL) che pretendeva maggiore voce in capitolo, un'azionista di maggioranza che agiva in autonomia forte della sua posizione dominante dando di fatto carta bianca al suo dirigente di riferimento. L'insofferenza reciproca,  a lungo covata e solo accennata con qualche punzecchiatura mediatica a stagione in corso,  ha ormai generato un vero e proprio braccio di ferro tra le parti. Sarcasmo, ironia, accuse circostanziate e sottili allusioni. Posizioni ormai antitetiche e conflittuali, il binomio è inevitabilmente destinato a scindersi ed il Palermo si appresta a vivere una nuova svolta.

L'ultima stilettata di Di Piazza via Facebook, tramite un post poi cancellato, in cui l'immobiliarista italo-americano attribuiva a Mirri un netto diniego al cospetto della sua proposta di versare, in proporzione alle rispettive quote, l'intero capitale sociale sottoscritto, è una mossa piuttosto significativa. I margini di ricucitura tra i due ormai sono ridotti ai minimi termini, se non del tutto inesistenti, e la permanenza di Di Piazza nel CdA nelle vesti di consigliere, così come l'intenzione di temporeggiare prima di cedere le sue quote come inizialmente palesato, costituiscono passaggi transitori in un regime di tregua armata in chiave imprenditoriale.

Secondo indiscrezioni raccolte dalla redazione di Mediagol.it, l'attuale contesa intestina in seno al Palermo di Hera Hora è oggetto di attenzione di vari soggetti potenzialmente interessati ad irrompere sulla scena qualora le contingenze lo consentissero.  Massimo Ferrero, nonostante le travagliate vicissitudini personali e le problematiche legate alla gestione della sua Sampdoria, non ha mai smesso di monitorare l'evoluzione delle vicende in casa Palermo. Dopo il boccone amaro ingoiato lo scorso luglio, quando in sede di avviso pubblico l'apposita commissione istituita dal Comune del capoluogo siciliano assegnò il titolo sportivo del club rosanero ad Hera Hora, bocciando di fatto la sua proposta per rifondare e rilanciare la società siciliana, l'imprenditore romano non disdegnerebbe affatto l'ipotesi di riprovarci.  Il profilo del noto avvocato statunitense, Joe Tacopina, già patron e presidente del Venezia, ha spesso incrociato, personalmente o indirettamente, il cammino del club rosanero. Prima nelle vesti di figura intermediaria a supporto di Maurizio Zamparini, all'epoca alla ricerca di nuovi soci o potenziali acquirenti del Palermo, a cui presento Frank Cascio protagonista di una lunga trattativa poi mai decollata con l'imprenditore friulano. Tra i consulenti del team Cascio in quella negoziazione vi era anche il trader di Chicago, Paul Baccaglini, che successivamente intavolò una trattativa in autonomia con Zamparini, fino a divenire il presidente del Palermo in attesa di un controverso closing che si dissolse tra proclami, società veicolo, tecnicismi finanziari e scadenze temporali sistematicamente posticipate. Lo strascico di astiose accuse reciproche, con annesse code legali tra l'ex Iena e l'ex magnate della grande distribuzione, è storia nota. Il Legale americano è stato protagonista della scalata del Venezia, capace di ritornare dalla Serie D alla serie B in pochi anni, fino a giocarsi la chance di promozione in Serie A in una semifinale playoff persa proprio contro il Palermo di Stellone. Il nodo stadio che non si è mai sciolto, tra criticità burocratiche e ostacoli di ogni sorta che hanno inibito il business della realizzazione del nuovo impianto, l'ultima stagione disastrosa da parte dei lagunari con i neroverdi che hanno evitato la Serie C proprio grazie al crack del Palermo di Arkus Network. L'avventura di Tacopina a Venezia si è di fatto conclusa lo scorso febbraio, quando un gruppo di investitori, già organici alla medesima proprietà americana, tramite la VFC Newco 2020 LLC ha rilevato maggioranza e controllo del club eleggendo Duncan Niederauer nuovo presidente. Il prestigioso avvocato americano, pur detenendo una piccola quota di minoranza, è di fatto sceso dal ponte di comando della società veneta. La sua smodata passione per il calcio ed il suo forte legame con l'Italia lasciano pensare che Tacopina vaglierà con attenzione ogni potenziale opportunità che si dovesse profilare al suo cospetto pur di rientrare da protagonista nel nostro calcio. Già lo scorso gennaio l'ex numero uno lagunare avrebbe tramite uno studio legale a lui vicino manifestato al binomio Mirri-Di Piazza l'intenzione rilevare le quote del club rosanero. Manifestazione di interesse rimasta tale al cospetto del fermo diniego da parte dell'azionista di maggioranza. I rapporti tra Joe Tacopina, rientrato in Italia proprio ieri dagli Stati Uniti, e Tony Di Piazza sono  molto cordiali e sarebbero recentemente stati rinverditi da alcune interlocuzioni oggetto di consulenza, in via del tutto informale, in merito all'attuale querelle tra l'immobiliarista americano e la famiglia Mirri. Al momento, non c'è nient'altro di sostanziale e di concreto, se non l'acclarata voglia di Tacopina di rientrare nel calcio italiano in grande stile. Nel caso in cui Di Piazza dovesse decidere di cedere le sue quote, per profilo, rapporti e levatura l'ex Venezia potrebbe certamente essere un soggetto papabile. Così come Tacopina potrebbe costituire un potenziale partner dell'ex vicepresidente rosanero nel caso in cui egli decidesse di formulare un'offerta per rilevare l'intero pacchetto azionario del club. Ovviamente qualsiasi scenario futuro dovrà passare dalla volontà della famiglia Mirri che detiene il 60% delle quote e non ha nessuna intenzione di arrestare sul nascere il suo ambizioso progetto a forti tinte rosanero. Tuttavia, la sensazione è quella di un'estate torrida e ricca di colpi di scena in casa Palermo. Comunque vada, si profila l'avvento di una nuova svolta, che potrebbe cambiare sostanzialmente, in un senso o in un altro, struttura, strategie e ambizioni della società di Viale del Fante.