Mutti-Mediagol: “Palermo-Catania? Vi spiego il derby vissuto dallo spogliatoio. Addio Sforzini? Ho la mia idea”

L’intervista esclusiva concessa dall’ex tecnico di Palermo e Messina alla redazione di Mediagol.it

palermo

Bortolo Mutti ed il legame indissolubile con la Sicilia. I trionfi sulla panchina del Messina, le stagioni gratificanti su quella del Palermo.

Una carriera intensa e ricca di soddisfazioni, sobrietà, equilibrio e competenza al servizio di numerosi club tra Serie A, B e C.

Nel corso dell’intervista concessa alla redazione di Mediagol.it l’esperto tecnico nativo di Trescore Balneario ripercorre gli anni vissuti nel capoluogo siciliano e racconta i contorni emotivi e motivazionali che caratterizzano la settimana che precede il derby tra Palermo e Catania.

Le mie esperienze professionali a Palermo? La prima annata è stata dopo la promozione dalla C e ricordo ancora che mi contattò Giorgio Perinetti illustrandomi il progetto e proponendomi la panchina dei rosanero. In quel periodo ero a Cosenza, per me fu una novità cambiare sebbene stessi benissimo in Calabria. Accettai la proposta del club di Viale del Fante e posso solo dire che fu un’esperienza davvero bellissima perché tornare in B ed essere protagonisti fin da subito in campionato fu una grande cosa, c’è mancata forse un po’ più di convinzione e quel qualcosa che ci avrebbe potuto portare più in alto. C’è dare dire che quello fu l’ultimo anno di Sensi e c’era ancora in ballo il cambio di società, ci fu un po’ di abbandono dall’allora società verso la nostra causa visto che si era ormai materializzato Zamparini; qualcosa che non ci aiutò per nulla. Per me l’aspetto più difficile da gestire fu proprio questo. Per quanto riguarda la mia seconda esperienza a Palermo (in Serie A) subentrai a campionato iniziato e ricordo che trovai una situazione complicata con uno spogliatoio in preda a varie frizioni e marcatamente diviso. Situazione non ideale che siamo riusciti a ricomporre con pazienza e grazie anche alla disponibilità dei ragazzi, lì siamo partiti e abbiamo ricominciato a camminare togliendoci anche delle soddisfazioni facendo ottimi risultati, quello di San Siro tra gli altri con la storica tripletta di Miccoli sotto la neve (Inter-Palermo 4-4). C’era un gruppo di ragazzi stupendi, da Ilicic e Budan fino a Miccoli. È stata un’esperienza intensa e umanamente fantastica. Derby Palermo-Catania? Sono quelle partite che si preparano da sole, io l’ho giocato da calciatore anche a Catania nel 1976. Il derby in Sicilia è sempre vissuto bene con grande sportività, parliamo di tifoserie passionali ma intelligenti da cui dovrebbero prendere esempio in tanti.  Da allenatore rosanero ho guidato la squadra nel derby al Barbera contro gli etnei nel 2012, pareggiammo 1-1 grazie ad un gol di Miccoli dopo essere andati sotto nel punteggio Ho vissuto i derby anche a Messina, sfide indimenticabili. Spero che sarà così anche lunedì anche se lo stadio sarà vuoto, mi auguro che possa essere un bel derby con un Palermo deciso e con un buon Catania; sarà di certo una partita molto interessante. Affrontare un derby significa portare dentro delle situazioni territoriali e umorali pazzesche, ti senti più responsabile rispetto ad altre partite. Una gara che pesa, senti l’interesse e l’amore che ci sono per i tifosi che sperano di poter vincere per vantarsi in qualche modo della propria superiorità territoriale sportiva. Un senso di responsabilità che ti prende e che vivi dentro lo spogliatoio a volte con una pressione eccessiva che a volte ti toglie quella tranquillità e quella lucidità che certe sfide richiedono. È giusto così perché il derby va anche vissuto con questa ansia e con questa foga altrimenti non sarebbe tale. Ho avuto Nando Sforzini a Modena ed è una prima punta esperte, fisica e  strutturata, non so in che condizione atletica fosse l’anno scorso in Serie D, però direi che un giocatore del suo valore assoluto poteva anche starci in Serie C ,rappresentando un po’ l’Ibrahimovic di categoria.  Una guida tecnica e carismatica utile a far crescere serenamente i giovani prospetti del reparto avanzato”. 

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