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Jajalo: “Con Palermo rimarrà un legame fortissimo, ma c’erano difficoltà da tempo. Nestorovski? Ha fame e mentalità vincente”

Le dichiarazioni dell'ex centrocampista rosanero, Mato Jajalo, oggi in forza all'Udinese: "Mi mancherà il cannolo, dispiace che il Palermo sia finito così. Maresca mi ha insegnato molto, mi piace Pjanic ma mi è rimasto impresso Montolivo"

Mediagol97

Social? Non sono interessante. Le vacanze le ho fatte in Germania con la famiglia a Legoland, bellissimo. E a Europark. Famiglia? Siamo sei figli, cinque fratelli e una sorella

Adesso i figli li ha proprio lui, Mato Jajalo, quattro a soli trentun'anni. E proprio i suoi bimbi gli hanno regalato la "perla dell'estate" grazie a un video in cui cantano l'addio della "famiglia Jajalo" alla città di Palermo, che è entrata senza ombra di dubbio nel loro cuore: "La canzone l'ha scritta mia moglie Ivana, che è di Mostar, e i bambini la cantano".

Così si apre l'intervista all'ormai ex centrocampista del Palermo, Mato Jajalo, a La Gazzetta dello Sport. Nel corso del proprio intervento, il mediano bosniaco ha rilasciato le seguenti dichiarazioni per ciò che concerne la trattativa che lo ha portato al ritorno in Serie A con la maglia dell'Udinese assieme all'ex compagno di squadra in Sicilia Ilija Nestorovski, soffermandosi inoltre sul forte legame che manterrà comunque (così come la sua famiglia) con la piazza rosanero.

C'era un legame forte con Palermo dove è arrivato nel 2015.

"Fortissimo. Rimarrà. Anche se la casa la lasceremo. La scuola internazionale dei figli in centro era diventata una famiglia. Dispiace tanto davvero che il Palermo sia finito così. Ma da tempo avevo capito che c'erano difficoltà. Mi mancherà il cannolo, a Palermo ho cominciato ad apprezzarlo tardi poi ogni tanto di nascosto lo mangiavo".

Ed è arrivata l'Udinese. Prima di tutti.

"Sì, ho firmato un triennale. Sono contento, me ne aveva parlato molto bene Bubnjic. Mi piace tutto di questo club, la storia, innanzitutto. Da 25 anni l'Udinese è in A, qualcosa vorrà dire. C'è uno stadio bello e tutto quello di cui un calciatore ha bisogno per fare al meglio il suo lavoro. Neppure in Germania avevo visto una struttura del genere".

Torniamo al pallone: come si definisce?

"Un centrocampista box to box. Sono destro. Gioco davanti alla difesa, mi piace costruire, ma, se capita, vado al tiro. Ho fatto pure il trequartista".

Nel suo ruolo chi le piace?

"Pjanic, sarebbe facile, ma uno che mi ha sempre colpito è stato Montolivo. Mi è rimasto impresso. Se poi devo pensare a chi mi ha insegnato molto dico Enzo Maresca. Molto intelligente, lui è stato importante".

Lei viene dalla B, dovrà riabituarsi alla Serie A.

"La A è difficile, perché c'è tanta qualità. Ma in B ti aggrediscono sempre, c'è più fame e vince chi ha voglia davvero".

Da Palermo è arrivato anche Nestorovski, l'attaccante tanto atteso. Una garanzia per l'Udinese?

"Assolutamente, perché ha fame. Ha la mentalità vincente. Poi gioca per la squadra, sa tenere la palla e ha un tiro molto preciso. Abbiamo fatto tre anni insieme, garantisco per lui".

Chiudiamo con i suoi obiettivi.

"Normale che voglia far bene con l'Udinese. Ma tornare nella nazionale bosniaca sarebbe bellissimo, è il mio sogno".