Non riesce la clamorosa rimonta agli uomini di Inzaghi, che il prossimo anno giocheranno di nuovo in Serie B

di Dennis Rusignuolo

Si arena alla semifinale di ritorno il viaggio del Palermo. Si attendeva una reazione che è arrivata, ma il 2-0 finale non basta per staccare il pass per la finale. Passa il Catanzaro, che giocherà la finale contro il Monza, e per la squadra di Aquilani è una serata storica: per la prima volta il Catanzaro è in finale. Domenica l'andata al Ceravolo.

SS Lazio v Parma Calcio 1913 - Serie A

Primo tempo

Serve sbloccare la partita il prima possibile. Detto, fatto. Minuto 2, punizione tagliente di Palumbo, la difesa calabrese liscia e Pohjanpalo la mette di testa. Il Barbera ruggisce, ma rimane con il fiato sospeso per un paio di minuti fin quando il VAR non convalida la rete. Il Catanzaro reagisce alla sua maniera: giocando. La squadra di Aquilani ci tiene a ribadire il triplo vantaggio e in pochi minuti confeziona due palle gol, con Iemmello e Pittarello, solo un brivido per i tifosi. Si viaggia con una media di un'occasione al minuto, al decimo Joronen cala la prima gran parata della sua partita, in tuffo sul bolide di Pontisso. Da quell'azione esce contuso Peda, costretto ad abbandonare il campo per un problema fisico. Entra Magnani, il polacco esce in lacrime. L'ingresso del numero 96 certifica i sentori avuti alla visione delle formazioni: Bani non è in condizioni di scendere in campo. La partita è nevrastenica, si gioca a un ritmo da corrida e la palla va da una parte all'altra del campo. Il Palermo è abbastanza sgamato: palla lunga su Pohjanpalo ogni volta che si può, mentre il Catanzaro cerca di attirare i rosa per colpirli alle spalle. La squadra di Aquilani prova a gestire il risultato appoggiandosi sulle spalle sapienti dei giocatori cardine, e sono proprio Iemmello e Petriccione i volti che sembrano giostrare il nervosismo della gara come se fossero dei burattinai. Il Palermo attacca con più voglia che lucidità, e le maggiori sgasate arrivano da sinistra, da Johnsen. Si gioca a sinistra, ma l'altra occasione del primo tempo è a destra: Le Douaron crossa in mezzo, la palla sembra di facile lettura per Pigliacelli ma l'ex legge male la traiettoria. Pohjanpalo si prepara a colpire a porta vuota, ma Pigliacelli sfiora con le unghia e salva. Il primo tempo termina così, con il Catanzaro in 10 per un problema al naso di Favasuli che non riesce a ricevere l'ok del quarto uomo per rientrare. Nella via per gli spogliatoi, ancora qualche scaramuccia tra Iemmello e Inzaghi.

Secondo tempo

Subito due novità: nel Palermo va fuori Le Douaron - non al meglio, dentro Vasic; Aquilani toglie Liberali per l'ex Di Francesco. Nel primo tempo erano bastati due minuti per aprire le danze, nel secondo altri due minuti e i rosa vanno vicino al 2-0: Palumbo usa l'astuzia per mandare fuori giri l'intervento di testa di Cassandro, si coordina in acrobazia ma la palla si stampa sul palo. Sfortunato il numero 5, sfortunato il Palermo stesso perché Segre accusa un problema al flessore e Inzaghi è costretto a sprecare un altro slot dopo meno di cinque minuti dalla ripresa. Entra Rui Modesto, si abbassa Palumbo al fianco di Ranocchia. Il primo quarto è il momento di maggiore forcing del Palermo. I rosa spingono con tutto quello che hanno, e Pigliacelli è costretto a volare su un mancino al volo di Ranocchia ben indirizzato verso la porta. In quel frangente di partita la scena è dell'ex portiere del Palermo, che si ripete al minuto 59 quando esce a valanga su Johnsen, chiudendo lo specchio al mancino a botta sicura del norvegese. Aquilani capisce il momento di difficoltà e opta per un centrocampista in più in mezzo al campo. Va fuori un fischiatissimo Iemmello per Pompetti, intanto Di Francesco sfiora il gol dell'ex con un destro a giro che costringe Joronen al grande intervento. Al Catanzaro manca il ritmo per uscire palla a terra, come fatto nel primo tempo, ma il Palermo non riesce a sfondare come vorrebbe. Le occasioni da quel momento sono della squadra di Aquilani, capace di spingere in contropiede sfruttando la fatica accumulata dal Palermo per provare a rimontare. Favasuli ha la palla per chiudere la pratica in ripartenza ma arriva stanco e calcia altissimo. I minuti scorrono e il Catanzaro è sempre più vicino alla finale. I giallorossi sbagliano anche un clamoroso 2 vs 1, con Joronen provvidenziale nel chiudere su Pittarello. Nel frattempo Inzaghi ha terminato i cambi con Corona e Gyasi per Johnsen e Ceccaroni. All'88 il Palermo trova il gol: Ranocchia mette in mezzo un gran pallone, Rui Modesto si inserisce e piazza la zampata in porta. Basta un gol per andare in finale. Nei sei minuti di recupero assegnati si gioca poco, il Catanzaro sente il fiato sul collo come non ha mai fatto nelle due partite. Pierozzi viene espulso per un brutto fallo su Pittarello ed esce dal campo con le lacrime per il nervosismo. Volano un paio di gialli per perdite di tempo al Catanzaro. Un finale nervosissimo che sorride agli uomini di Aquilani.

Attimi di guerriglia urbana in campo al momento del triplice fischio finale, tra le proteste veementi del Palermo contro l'arbitro Marcenaro e la festa del Catanzaro che si intreccia con qualche scintilla di troppo tra alcuni protagonisti. I calabresi scrivono la storia e volano in finale per la prima volta nella loro storia. Affronteranno il Monza, e per sognare la A devono necessariamente vincere una delle due gare. Il Palermo esce a testa alta dopo una partita dove la reazione c'è stata eccome, e adesso serpeggiano rabbia e delusione per quel match d'andata che ha compromesso la partita - e la qualificazione - della squadra di Inzaghi.

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