Foschi-Mediagol: “Buon compleanno, Palermo! Si parla sempre di Cavani, Toni e Amauri, ma è un altro l’ex rosanero che vorrei incontrare”

L’intervista esclusiva concessa dall’ex direttore sportivo del Palermo, Rino Foschi, alla redazione di Mediagol.it

palermo

Ieri il Palermo ha celebrato 120 anni di storia dalla nascita del club rosanero.

Un compleanno suggellato dall’inaugurazione del museo rosanero, lodevole iniziativa volta a valorizzare tradizione, radici e senso di appartenenza nei confronti di una società tra le più gloriose e longeve del panorama calcistico italiano. Gioie e dolori, qualche caduta rovinosa, tanti rimpianti, un paio di rinascite ed una simbiosi profonda ed indissolubile con la propria tifoseria per un club che detiene colori sociali simbolici ed affascinanti che hanno fatto innamorare generazioni di appassionati. Rino Foschi è stato certamente tra i dirigenti che ha scritto durante i fasti dell’era Zamparini alcune delle pagine più belle e prestigiose nella storia del club di Viale del Fante. L’amore del ds romagnolo nei confronti della società e della piazza siciliana traspare ancora nitido, nonostante l’amarezza dell’ultima tribolata esperienza in rosanero conclusasi con il brusco addio ed il fallimento della vecchia società targata Arkus Network. Ecco le dichiarazioni rilasciate dall’ex manager di Genoa, Hellas Verona e Torino nel corso di un’intervista concessa alla redazione di Mediagol.it.

Ho più di 35 anni di carriera dirigenziale durante la quale ho girato davvero tanto, ma gli otto anni di Palermo per me sono un ricordo che non posso neanche descrivere per non rischiare di diventare patetico. Sono state fatte tante cose positive ma anche a Verona ho vinto un campionato, il fatto è che il lavoro che è stato fatto a Palermo mi riempie particolarmente d’orgoglio. Per me il lavoro più bello non l’ho fatto negli anni di Zamparini ma nell’ultimo anno, per me è stato qualcosa di di incredibile e nonostante tutto sono stato penalizzato e punito. Sono davvero rammaricato per non essermi mai potuto sfogare ma non mi sembra questo il giorno per parlare di questi argomenti. Oggi è una festa per questi colori e per questa città che ha lasciato un segno importante nella mia carriera. La qualificazione sfiorata alla Champions League? In qualche modo è come se ce l’avessero tolta. Colpi di mercato straordinari? Nel corso della mia carriera a Palermo ho sempre avuto un gruppo di lavoro importante mica sono stato il fenomeno del baraccone, una rete di scouting e collaboratori di altissima levatura, ricordiamoci anche che dietro c’era una società di notevole livello. Abbiamo messo a segno diversi colpi di mercato importanti, non bisogna dimenticare che abbiamo avuto cinque campioni del mondo in contemporanea. Si parla sempre di Cavani o Barzagli, dei campioni più celebrati dai media, ma non mi dimenticherò mai del momento in cui portai a Palermo giocatori del calibro di  Kjaer e Biava. Quest’ultimo era davvero un ragazzo di una serietà fuori dal comune che poi andò al Genoa perché non stava benissimo fisicamente. Gasperini all’inizio non lo voleva, poi divenne per lui un pilastro imprescindibile della sua creatura calcistica. Si parla sempre dei grandi goleador come Amauri o Toni e non vengono adeguatamente celebrati alcuni ottimi calciatori non sempre al centro dei riflettori, io di Biava ho un ricordo davvero particolare perché mi torna in mente la sua professionalità, la sua semplicità e lucidità quando ci confrontavamo sia dopo le vittorie sia dopo le sconfitte e non nascondo che mi farebbe piacere incontrarlo. Nel mio primo Palermo il mercato è sempre stato fatto con oculatezza e lungimiranza, con riscontri importanti sia nelle entrate che nelle uscite. Ricordo benissimo che nell’anno dei cinque calciatori campioni del mondo con l’Italia di Lippi al Mondiale di Germania, tutti gli addetti ai lavori stentavano a credere che questi giocatori avessero uno stipendio così basso. Zamparini aveva anche la possibilità di fare più uno sforzo quando serviva, ricordo che Kjaer potevamo pagarlo 2 milioni e invece ne sborsammo ben 4.per sbaragliare la concorrenza. Stesso discorso per Toni e Amauri, Cavani l’abbiamo pagato 3.9 milioni di euro e che è poi andato via a 18 scegliendo il Napoli. Ho comunque dei ricordi fantastici su tanti ex calciatori che hanno vestito la maglia del Palermo durante la mia era dirigenziale, come Fabio Simplicio o Alberto Fontana,  Sirigu e Zaccardo e potrei continuare all’infinito il mio elenco…”.

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