Fiorentina, Toni: “Commisso non pensa al futuro, non c’è un progetto concreto. Ribery? Vi dico la mia”

Le parole dell’ex attaccante viola

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Il mercato attuale è volto a salvare l’immediato e la stagione, non al futuro. 

Queste le parole di Luca Toni, ex bomber di Fiorentina Palermo intervenuto in merito all’attuale momento della compagine viola in Serie A. Il club del patron Rocco Commisso non sta vivendo una situazione semplice,  con l’avvicendamento in panchina tra Beppe Iachini Cesare Prandelli che è stato il crocevia principale di una stagione che, fino a questo momento, ha riservato poche gioie e molti dolori. Secondo l’attaccante con un passato tra le fila del Bayern Monaco, la società di proprietà italo-americana non starebbe preservando in maniera ottimale il patrimonio fiesolano, con degli acquisti finalizzati sul corto periodo e non ad implementare il futuro del club. Ecco le sue dichiarazioni: “Adesso si compra per salvare il momento, non per un progetto. La rosa della Fiorentina non è più scarsa di quella del Sassuolo: l’anno scorso la squadra si è salvata con Iachini e hanno deciso di tenerlo per poi cambiarlo. Ora secondo me non sono sicuri di Prandelli. Dovrebbero scegliere un progetto e perseguirlo, comprare giocatori adatti. 

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RIBERY

“È venuto con tanto entusiasmo e ha avuto qualche problema fisico. Però non vorrei che con la scusa di un giocatore così gli altri si sentano giustificati. Non vedo altri giocatori che riescano a mandare in porta Vlahovic. So che a Franck piace molto partire dalla sinistra e accentrarsi, ma si mette a disposizione. In mezzo al campo ci sono pochi uno contro uno, dipende molto da dove lo vuol far giocare l’allenatore”.

VLAHOVIC

“Anche quest’anno la Fiorentina era partita con buoni programmi. Ma serve un progetto buono per essere al 7-8° posto. Secondo me ci sono giocatori importanti in maglia viola: Bonaventura, Amrabat, Castrovilli, ma non stanno rendendo per le loro potenzialità. È troppo riduttivo pensare solo al centravanti”.

L’AVVENTURA CON PRANDELLI

“Con me sono stati due anni stupendi, ha creato un bel gruppo ma ha trovato persone che andavano d’accordo. La mia annata è stata particolare ma tutti giocavano per me. Poi l’anno dopo sono arrivati giocatori importanti perché partivamo da -19: per me è stata la miglior Fiorentina. Lì il tecnico aveva fatto un gran lavoro. Ora vedo un allenatore non in difficoltà, ma che ancora non è riuscito a trasmettere le sue idee alla squadra. Quando manca qualcuno dei big la squadra non riesce a sopperire alle assenze”.

L’ARRIVO DI KOKORIN

 “Può fare bene, ma nella Fiorentina gioca solo un centravanti. Secondo me è meglio averne meno ma più funzionali. Per me più prendi giocatori importanti e più nello spogliatoio portano scompigliano l’ambiente se non giocano. Ci vuole collaborazione fra allenatore, DS e società. Ci sono tanti giocatori che non servono. Secondo me Kokorin deve giocare insieme a qualcuno, come Kouamé”.

IL RITORNO A FIRENZE

 “Quell’anno doveva arrivare Berbatov, ma poi sappiamo com’è andata. Mi chiamò il mio procuratore dicendomi che c’era la possibilità di giocare nuovamente in viola. Risposi che sarei tornato a piedi. Feci abbastanza bene, ma poi mi fu chiesto di allenare gli Allievi della Fiorentina. Risposi che volevo ancora giocare e accettai la chiamata del Verona”.

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