Fiorentina, Boateng: “Quest’estate Pradè mi chiamò e disse ‘Ti amo’, vi racconto. Razzismo? Lo voglio combattere così…”

Fiorentina, Boateng: “Quest’estate Pradè mi chiamò e disse ‘Ti amo’, vi racconto. Razzismo? Lo voglio combattere così…”

Sbarcato a Firenze quest’estate a titolo definitivo, Kevin Prince Boateng, ha raccontato un curioso aneddoto legato al suo trasferimento

Parla Kevin Prince Boateng.

Ceduto a titolo definitivo alla Fiorentina lo scorso luglio, il fantasista tedesco naturalizzato ghanese, intervenuto ai microfoni de ‘Il Corriere della Sera’ si è raccontato a 360°, svelando anche un piccolo ma curioso aneddoto legato al suo trasferimento a Firenze, alla corte di mister Vincenzo Montella: “Ero in procinto di avviare una conference call con l’Eintracht quando il direttore sportivo Daniele Pradè chiama il mio procuratore. Ha parlato a lungo con lui al telefono e dopo appena cinque minuti mi dice “io ti amo”. Dopo circa una decina di minuti il presidente Rocco Commisso ha dato l’ok al mio ingaggio”.

RIBERY“Siamo tutti e due pazzi uguali. Quando smetterà di giocare, sono certo di lui si dirà che è stato una leggenda. Mi piace perché davanti alle critiche non si nasconde, anzi ha le palle.” 

CHIESA – “Impossibile trattenerlo a Firenze? Nulla lo è. Sembrava improbabile che rimanesse anche quest’anno e invece. Poi chiaramente il futuro dipenderà dalla sua volontà. Se vorrà compiere un altro passo nella sua carriera, la società dovrà tenerne conto”.

RAZZISMO – “Non mi basta che dopo gli insulti a Balotelli venga impedito l’accesso a una parte di tifosi. Io spero sempre in comportamenti positivi e mi auguro che il pubblico qualcosa abbia imparato e non replichi più certi atteggiamenti. Serve la squalifica del campo. Le società devono pagare per il comportamento dei loro tifosi. Oppure, se necessario assegnare la sconfitta a tavolino. Non basta la campagna “No to racism’ in Champions”. Nel 2020 ci penso io. Sto organizzando una task force mia con eventi, coinvolgendo altri calciatori. Sono stufo, la gente non capisce come si sentono Balotelli, Boateng o Koulibaly quando tornano a casa. Noi siamo soli. Divento pazzo quando sento commenti del tipo “tanto guadagni 5 milioni”, addosso restano cicatrici che non si possono cancellare”.

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