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Fiorentina, a tutto Commisso: “Non credo si ripartirà a maggio. I tifosi hanno paura che mi stanchi? O faccio o me ne vado”

"Non voglio fare della Fiorentina la Principessa delle squadre che lottano per salvarsi. Io voglio farne la Principessa delle sette sorelle"

Mediagol92

"Ripartire a maggio? Mi piacerebbe, perché vorrebbe dire che l’emergenza è finita, ma non saprei, non credo".

A dirlo è il presidente della Fiorentina, Rocco Commisso. Il numero uno del club  viola, intervistato da Il Corriere dello Sport, ha parlato di diversi argomenti, potendo dalla situazione legata al coronavirus, che ha fatto sì che venissero bloccati tutti i campionati: "Nessuno può dire cosa succederà tra due settimane, un mese. Se poi si ammala un altro giocatore, cosa facciamo? L’importante è non compromettere anche la prossima stagione. Noi abbiamo parlato dei nostri tesserati contagiati, ma gli altri?".

Terminata l'emergenza per Commisso il calcio cambierà parecchio: "Colpi da 150 milioni? Non ci saranno, non dico per sempre, ma il ridimensionamento sarà uno degli effetti della crisi. Salary Cup? Il tetto salariale sarà un tema importante. Negli Stati Uniti ci sono alcune limitazioni, ma esistono anche contratti di quindici anni. Non dico un salary cap come in America, ma qualcosa va fatto: se hai 100 milioni di ricavi, non puoi investirne 60 in stipendi. Bisogna trovare un modo per accorciare le distanze tra club ricchi e club più poveri".

"L’Atalanta sta facendo un lavoro eccellente, sono bravissimi, però in Champions hanno dovuto giocare a San Siro e non a Bergamo - ha spiegato il presidente viola -. E la Lazio sta portando avanti un lavoro che dura anni, mantenendo tutti i migliori. Datemi tempo. Con la mano destra lavoro per le infrastrutture, con la sinistra lavoro per creare una squadra importante. Non voglio metterci dieci anni per vincere, non aspetto lo stadio. Non voglio fare della Fiorentina la Principessa delle squadre che lottano per salvarsi. Io voglio farne la Principessa delle sette sorelle".

Andrea Agnelli spinge per la costituzione di una Super Lega, per Commisso è un progetto non attuabile: "La Juve è italiana, ha tifosi che vengono dalla Calabria e dalla Sicilia per vederla. Agnelli e la Juventus sono diventati quello che sono grazie all’Italia. Questa della Super Lega è un’idea sua, un’idea che ha lui ma non credo arriverà mai a realizzarla".

Tra i progetti dell'imprenditore italo-americano c'è anche quello dello stadio, ma fin qui ha trovato parecchi ostacoli: "I tifosi hanno paura che io mi stanchi? Questo concetto non è accettabile. O faccio o me ne vado. Io voglio investire. E come me, altri imprenditori stranieri. Se mi sono pentito di aver acquistato la Fiorentina? No. Anzi, se potessi, lo rifarei. Non sono venuto con l’intenzione di fare soldi. Certo, neanche di perderne, ma quando decidi di entrare nello sport sai che è un settore diverso. Sei mesi fa la Roma non era in vendita, oggi lo è. Friedkin sta trattando il club da mesi, io ho fatto tutto in dieci giorni. Ho sempre seguito l’istinto, e non mi sono mai pentito. Il calore dei fiorentini mi dà energia. Quando chiesi di smetterla con i cori razzisti e contro i meridionali mi hanno accontentato. Non lo dimentico", ha concluso Commisso.