Coronavirus, la Sicilia vede rosso: i contagi preoccupano, si va verso una chiusura di tre settimane

La Sicilia verso la zona rossa: i nuovi contagi preoccupano

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La Sicilia verso la zona rossa.

Dopo le riunioni degli scorsi giorni, un giorno con altri 1.424 nuovi positivi e i primi segnali di forte stress del sistema sanitario il Comitato tecnico-scientifico propone al governo di Nello Musumeci misure durissime per il contenimento del contagio da Coronavirus nell’isola: tre settimane di serrata generale, una “zona rossa” sul modello di quella vista finora nei giorni festivi. La decisione non ancora è ufficiale, ma salvo clamorose sorprese da lunedì dovrebbe entrare in vigore.

Ancora non si sa di preciso se verranno rispettati i criteri del Dpcm Natale, dove la zona rossa era nazionale ma con parecchie deroghe, o quelle di novembre, dove le misure erano decisamente più strette. Di sicuro, rimarranno chiusi bar, ristoranti, palestre, cinema, teatri, pub, e così via. Continuerà ad essere consentito l’asporto fino alle 22 e la consegna a domicilio senza restrizioni. Con ogni probabilità rimarranno chiusi anche la stragrande maggioranza dei negozi, ad eccezione di supermercati e generi alimentari, edicole, tabacchi e librerie. Tuttavia, si potrà uscire per fare una passeggiata vicino casa con la mascherina e fare attività sportiva da soli.

Coloro i quali, dovranno uscire per motivi inderogabili, comprovate esigenze di lavoro, salute e necessità, tornare alla propria residenza o domicilio dovranno sempre munirsi dell’autocertificazione. Per quanto riguarda gli spostamenti nelle seconde case, gli incontri con amici e parenti ed eventuali deroghe, Musumeci e il Cts, stanno ancora, valutando e studiando il da farsi. I prossimi giorni, dunque, saranno decisivi per il futuro della Sicilia.

 

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