Catania, Lo Monaco: “Aggressione vile, io colpito alle spalle mentre la gente scappava”. E sul futuro del club…

Catania, Lo Monaco: “Aggressione vile, io colpito alle spalle mentre la gente scappava”. E sul futuro del club…

L’ad del Cartania, Pietro Lo Monaco, racconta l’aggressione subita lo scorso mercoledì: “Non ho mai considerato come tifosi chi decide di percorrere queste strade”

“Superata l’aggressione? Da un punto di vista fisico, ma certe cose ti lasciano l’amaro in bocca, descriverlo è impossibile”.

Parola di Pietro Lo Monaco. L’amministratore delegato del Catania, intervenuto ai microfoni di ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione in onda su Radio Punto Nuovo, ha raccontato l’aggressione subita lo scorso mercoledì mattina da un gruppo di supporters rossazzurri, mentre si trovava in viaggio sul traghetto per raggiungere Potenza, dove lo stesso pomeriggio è andata in scena la sfida di Coppa Italia, vinta proprio dagli etnei: “Ero al bar del traghetto e mi sono sentito colpire alle spalle, la gente scappava ed io sono stato per 25 minuti ostaggio loro fin quando la nave non attraccava. Come ho fatto a convincerli? Quando uno ha un modo di essere, una presenza, io ho sempre avuto questo modo di fare. Non ho mai considerato come tifosi chi decide di percorrere queste strade”.

“Ho fatto 9 anni di Serie A, facendo plusvalenze importanti ed abbiamo costruito il centro sportivo più bello d’Europa – ha proseguito Lo Monaco -. Abbiamo 5mila iscritti che quotidianamente partecipano alle attività del centro. Sono tornato dopo 4 anni di lontananza, semplicemente per amore: erano sull’orlo del fallimento. Ogni giorno si va a vanti per cercare di mantenere in piedi la baracca, ma con difficoltà”.

SITUAZIONE SOCIETARIA: “In conferenza stampa ho detto che l’unica persona che ha chiamato è Follieri, gli ho prospettato la situazione ed è stato messo in contatto con gli avvocati del Catania. Evidentemente le richieste fatte dal Catania, non sono state ottemperate”.

SGUARDO IN SERIE A: Napoli? Ha sempre avuto una rosa di buoni giocatori, guidati da un fuoriclasse. Ad un certo punto è andato via l’allenatore che aveva messo in piedi questo giochino. Si era pensato che sostituendolo con Ancelotti, si risolvesse il tutto. Il Napoli ha perso l’unico campione che aveva e adesso vive una situazione di criticità”.

 

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