Bosnia-Italia, Acerbi: “Per me è un derby e vi spiego perché. Immobile? Potrebbe vincere il Pallone d’Oro se…”

Le dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa dal difensore della Lazio e della Nazionale italiana: “Cerco di dare sempre il meglio per me stesso, per migliorarmi”

Parola a Francesco Acerbi.

Il difensore della Lazio e della Nazionale Italiana, chiamato in causa dal commissario tecnico Roberto Mancini in vista delle prossime sfide contro Bosnia Erzegovina (in programma venerdì 15 novembre) e Armenia (in programma lunedì 18 novembre allo Stadio “Renzo Barbera” di Palermo), è intervenuto questo pomeriggio in conferenza stampa. Diversi i temi trattati dal classe 1988: dalla scelta da parte del CT azzurro di convocare Riccardo Orsolini, Andrea Cistana e Gaetano Castrovilli, al momento della compagine biancoceleste, reduce dalla vittoria in campionato conquistata contro il Lecce.

“Devo fare i complimenti a questi tre giovani, sono forti. Le prestazioni di Castrovilli sono sotto gli occhi di tutti, immaginavamo che potesse arrivare la sua occasione. Cistana l’ho conosciuto 2-3 anni fa, lo feci allenare con il mio preparatore Simone Loria a Forte dei Marmi. In due anni l’ho trovato in Serie A con il Brescia. Ha grande voglia, umiltà, perché ha avuto dei problemi andando in prestito e facendosi male. Questa è una convocazione più che meritata, sono proprio contento per lui. Poi deve andare avanti così, ha fatto poche partite in A e deve crescere. Di per sé abbiamo un’ottima difesa, poi si difende come squadra. Siamo in undici, tutti dobbiamo difendere, e si attacca in altrettanti. Giochiamo e ci divertiamo, tutti insieme. Il difetto è che bisogna sempre migliorare, non siamo tutti i giorni con il mister. Sappiamo tutti come si dovrebbe fare per difendere. Oramai siamo grandi. Non siamo tutti i giorni insieme, questa è probabilmente la cosa che manca“, sono state le sue parole.

MOMENTO – “Io faccio quello che mi dicono di fare, ci sono persone che devo rispettare, come nella società. Noi siamo pagati da loro, punto. La personalità la metto in campo, fuori decide il club: se fai il contrario sei libero di farlo, ma poi accetti le conseguenze. Io non ho problemi di personalità, ho una palla (ride, ndr). Giocare in Nazionale? Costruiamo a tre, mi piace il ruolo, lo faccio ogni tanto nella Lazio. Mi piace essere propositivo e stare nel vivo del gioco, ma il mio compito è cercare di difendere bene. Io non ho mai pensato al posto fisso, non ce l’ho. Cerco di dare sempre il meglio per me stesso, per migliorarmi. Per fare sì che l’allenatore non abbia idea di potermi cambiare, nella Lazio. In Nazionale ci sono tanti ottimi giocatori, manca Chiellini che è una colonna internazionale. Io con i piedi per terra penso che ogni opportunità sia una finale. Giocando gli errori ci possono stare. Il gol contro il Torino? Sirigu non mi saluta da tre giorni (ride, ndr). In quella partita avevo già pensato di tirare, ero molto libero nella zona di metà campo. Ho tirato ed è andata bene. Qualche anno fa calciavo di più, ora vedendo Luis Alberto, Milinkovic, meglio passarla, fanno loro la differenza. Poi dipende dagli avversari, ora anche le piccole pressano e ti fanno giocare poco: il Lecce ci ha messo in difficoltà”.

LAZIO E CHAMPIONS – “Stiamo facendo grandi cose in campionato, quattro vittorie di fila. Peccato per l’Europa League, ma non è detta l’ultima parola. Dovevamo e potevamo fare qualcosa di più, io in primis. Questo ci lascia l’amaro in bocca. Noi puntiamo alla Champions League perché abbiamo tanti giocatori forti, siamo amalgamati. Speriamo che a maggio sia così. La nostra squadra è forte, gli alti e bassi che c’erano erano preoccupanti. Queste quattro vittorie devono essere il punto di partenza, ci sono state delle partite in cui vincevi e poi andavi a perdere in malo modo. Questa è la strada giusta, abbiamo dimostrato continuità. Peccato ci fosse la pausa, meritiamo il terzo posto. La continuità ti porta ai risultati. Immobile? È un amico, un grande attaccante, ora bisogna preservarlo. Spero faccia ancora un sacco di gol, è importante per la Lazio. Se andasse avanti così sarebbe da Pallone d’Oro. Speriamo continui così, merita tante gioie”.

BOSNIA – “Andiamo in uno stadio piccolo di quindicimila spettatori. Non sono passati, ma hanno la Nations League. Noi vogliamo dimostrare e continuare a vincere. È un campo ostico, difficile: rischi di fare una brutta figura e non vogliamo. Dzeko? Per me è un derby. poi deciderà il mister. È uno dei migliori attaccanti in circolazione, ha destro, sinistro, colpo di testa, controllo, profondità. Da solo mette in apprensione i difensori. La Bosnia ha anche altri grandi giocatori, come Pjanic a centrocampo. È una partita difficile. Giocheranno per la vittoria e anche noi”, ha concluso.

 

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