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Ultimi posti, destinazione: America. Questa sera il mondiale conoscerà le ultime sei squadre che faranno parte della kermesse in programma in estate. Dai due spareggi intercontinentali fino alle finali europee, il mese di marzo si concluderà con verdetti, gioie e delusioni e una conferma: da domani conosceremo tutte le squadre del prossimo mondiale.
Spareggi europei
C'è anche l'Italia tra le squadre che questa sera vanno alla ricerca dell'ultimo biglietto per l'America. Superato l'ostacolo -non proprio insormontabile- dell'Irlanda del Nord, gli azzurri scendono in campo a Zenica contro la Bosnia. La nazionale bosniaca è reduce dal successo ai rigori contro il Galles, e sognano una qualificazione storica al mondiale, la seconda nella loro storia. Trascinata dall'eterno Dzeko, la Bosnia presenta una buona selezione, il giusto mix tra giovani e veterani. Le carte per sparigliare la squadra di Barbarez ci sono, e l'Italia adesso non può più sbagliare.
A novanta minuti dal sogno anche il Kosovo. Dopo l'epica vittoria in Slovacchia, con il più classico dei 3-4, i kossovari hanno l'opportunità di raggiungere il mondiale per la prima volta nella loro breve storia. L'avversario è la Turchia di Montella, che ha estromesso la Romania nel turno precedente. Si gioca a Pristina, e anche se i turchi hanno i favori del pronostico dalla loro parte, attenzione a sottovalutare l'orgoglioso Kosovo: squadra arcigna e compatta, con una grande assenza per la partita più importante. Non sarà della partita Amir Rrahmani, difensore del Napoli e capitano della nazionale. Ci saranno sicuramente altri due Serie A, Muric e Vojvoda, pronti a scendere in campo contro la qualità e la fantasia giovanile della Turchia. Che gara aspettarsi? Un match bloccato e spigoloso, più per volontà del Kosovo che per scelta della Turchia. Contro il blocco compatto e organizzato dei kossovari, fari puntati sulle stelle a disposizione di Montella. Yildiz, Calhanoglu, Arda Guler e compagni hanno l'opportunità di riportare la Turchia ai mondiali dopo 24 anni, e quella volta la nazionale turca chiuse addirittura al terzo posto. Tra Kosovo e Turchia, uscirà l'ultima squadra che completerà il girone D, dove figurano gli Stati Uniti, oltre l'Australia e il Paraguay.
A Stoccolma va in scena la gara più "equilibrata" e probabilmente spettacolare: Svezia-Polonia. Due eterne incompiute degli ultimi anni, selezioni capaci di sfornare grandi giocatori ma senza riuscire a fare il salto di qualità atteso. La Svezia sta provando a riemergere insieme al suo allenatore, Graham Potter. Dopo aver preso la strada sbagliata, Potter prova a ripartire da una Svezia in continua crescita, trascinata in semifinale da un Victor Gyokeres in versione "cannibale". I tre gol che ipotecano la finale non fanno pesare l'assenza dell'altro attaccante, Isak (fuori da mesi per infortunio), e contro la Polonia il pubblico di casa può risultare decisivo. Se la Svezia può contare sul suo centravanti, lo stesso si può dire per il centravanti polacco. E che centravanti! La sua avventura a Barcellona sembra destinata a terminare, ma Robert Lewandowski continua a segnare e incidere in maniera continua. Il suo timbro non è mancato contro l'Albania in semifinale, e anche nell'ultimo atto la Polonia si appoggia sulle sue spalle. In campo anche tanti Serie A, come Zielinski, Zalewski e Karlstrom, ma anche alcuni ex. Ci si aspetta una partita equilibrata, e non è da escludere un match molto lungo e dispendioso, che può anche terminare con i brutali calci di rigore. Chi vince ottiene il mondiale, e il girone F con Olanda, Giappone e Tunisia.
Tracce di Italia anche nella finale tra Repubblica Ceca e Danimarca. Da Praga uscirà l'ultima squadra del girone A, con Messico, Corea del Sud e Sudafrica. Arbitra il "nostro" Mariani, e le due squadre arrivano al confronto finale dopo una semifinale vinta in maniera completamente differente. La Danimarca si è sbarazzata della Macedonia del Nord con un netto 4-0, con un Isaksen in grande spolvero, anche se si è messa in mostra tutta la squadra con il solito dinamismo ma anche con qualità e raffinatezza. Discorso completamente diverso per i cechi, che al ventesimo erano sotto 0-2 contro l'Irlanda. La grande reazione, e la rimonta, hanno portato la gara ai rigori, dove il portiere Kovar, che in partita aveva pasticciato in occasione del raddoppio irlandese, si è fatto perdonare blindando la qualificazione. Adesso la finale, dove la Repubblica Ceca può approfittare della spinta del pubblico, ma di fronte ha un'ottima Danimarca alla ricerca di quel cinismo brutale che gli faccia fare il salto di qualità. Lo scontro diretto con la Scozia ha mostrato una squadra forte, ma fragile nella gestione emotiva della partita. A Praga c'è in palio il mondiale, quindi il viaggio verso l'America passa dalla consapevolezza di poter vincere anche le partite brutte, sporche e cattive. La vincente dello spareggio completerà il girone A con Messico, Sudafrica e Corea del Sud.
Spareggi intercontinentali
Nella storia da questi spareggi passò anche l'Argentina di Maradona. Interzona o intercontinentale fa lo stesso, ma le quattro squadre hanno l'opportunità di scrivere, o aggiornare, la loro storia sportiva. A Monterrey scenderanno in campo Iraq e Bolivia. I boliviani non potranno contare più su quel fattore campo che ha sempre inciso nei loro risultati, vista l'altitudine dello stadio di La Paz (4.150 metri s.l.m), ma l'occasione di andare al mondiale per la prima volta nella storia è ghiotta. Per conquistare il pass bisogna però superare l'ostacolo Iraq, che si è ben comportato nel percorso di qualificazioni contro le selezioni asiatiche. La gara è in programma per le 21.00 in Messico, quindi in Europa l'ultima qualificata al mondiale si conoscerà a partire dalle prime ore di domani.
Infine la partita di Guadalajara, dove scenderanno in campo Congo e Giamaica. Nel primo turno la Giamaica ha battuto la Nuova Caledonia e ha raggiunto la finale. Per gli africani corsia preferenziale nello spareggio, ma per avere un posto sicuro in finale la nazionale allenata da Desabre ha fatto un percorso incredibile: Camerun in semifinale e Nigeria in finale, due giganti del calcio africano sconfitti ed esclusi dal sogno mondiale, che adesso riguarda solo il Congo e la Giamaica. Alle 21.00 il Congo può scrivere per la prima volta il proprio nome nel mondiale, anche se si tratterebbe della seconda partecipazione. La prima? Il 1974. Allora si chiamava ancora Zaire, e va raccontata una storia di quel mondiale, perché gli zairoti si resero protagonisti di un gesto singolare, mai visto prima e mai più rivisto.
L'episodio
Dopo aver subito 11 gol in due partite, il dittatore dello Zaire, Mobutu, mandò i suoi uomini in Germania Ovest, e nel ritiro della nazionale i soldati dettarono le condizioni in vista dell'ultima gara contro il Brasile, non proprio la classica squadra cuscinetto. Poche parole, secche e spietate: "fino al 3-0 siete salvi, dopo fareste meglio a non tornare a casa, e i vostri parenti potete anche dimenticarli". Il Brasile segna i tre gol, e all'85' i verdeoro hanno una punizione a favore al limite dell'area. Sul pallone c'è Rivelino, probabilmente uno dei migliori tre mancini di sempre. In quel momento dalla barriera zairota si stacca il terzino Mwepu, che senza esitare calcia il pallone più lontano che può. La palla si alza, quasi sfiora in faccia Rivelino che non sa cosa pensare, ma in quel momento Mwepu, con un gesto bizzarro e assurdo, può dire di aver salvato la vita a tutti i suoi compagni e alle famiglie. Quell'episodio è ricordato oggi come "La punizione al contrario".
Dalla punizione al contrario alla gara contro la Giamaica, il sogno del Congo è più vivo che mai. Un sogno di riscatto, sportivo e culturale.
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