Italia, Sconcerti sentenzia: “Mancano attaccanti veri, il primo tiro al 72′ è poco. Insigne e Chiesa, ho la mi idea”

L’analisi sulla prestazione poco brillante contro la Bulgaria, da parte del reparto offensivo

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Le parole del noto giornalista, Mario Sconcerti.

Italia

E’ partita bene l’avventura dell’Italia nel girone di qualificazione per i prossimi mondiali che avranno luogo nel 2022 in Qatar. Gli azzurri allenati dal ct Roberto Mancini, dopo il successo sull’Irlanda del Nord arrivato nella serata di giovedì, ieri sera si sono imposti con un nuovo 2-0 in casa della Bulgaria, portandosi così a quota 6 punti dopo due partite giocate. Prestazione, quella fornita da Bonucci e compagni, che non ha comunque soddisfatto la critica italiana, che ha pensato ed evidenziare gli errori nonostante la vittoria e i tre punti portati a casa ieri sera. A parlare della Nazionale azzurra, il giornalista Mario Sconcerti che, nel suo editoriale per il “Corriere della Sera”, ha analizzato ai raggi x la prestazione della compagine del ct Roberto Mancini, mettendo sotto accusa soprattutto la fase offensiva della selezione azzurra. Di seguito le parole del noto giornalista ed opinionista.

“L’Italia isola la propria unica punta anche nei momenti di possesso palla. Non ci sono attaccanti veri, di pensiero. Non lo è ancora Chiesa, sempre confuso in Nazionale, non lo è mai stato Insigne che peraltro con Spinazzola sulla fascia finisce al centro dove si soffoca da solo. Insigne ha trent’anni e un suo gioco preciso, conviene usarlo per quello che sa fare. Il risultato è che tiriamo pochissimo in porta. Né aiutano i centrocampisti, portatori ognuno di pochi gol in carriera. La nuova lentezza chiude la fantasia che pure abbiamo a disposizione. A Sofia l’Italia ha tirato in porta per la prima volta su azione al minuto 72, quando Verratti ha trovato Belotti con un lancio lungo e Belotti ha colpito il palo. È poco”.

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