Italia, parla Bernardeschi: “Vorrei essere un leader. Chiesa? E’ pronto, ho un consiglio per lui”. E su CR7…

Le dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa dall’esterno offensivo della Juventus e della Nazionale italiana

“Spero di diventare uno dei simboli di questa Nazionale come sono stati in passato i Rossi e i Baggio”.

Parola di Federico Bernardeschi. Il talentuoso esterno offensivo di proprietà della Juventus, salito meritatamente agli onori della cronaca dopo la prestazione offerta in occasione del match contro l’Atletico Madrid valido per il ritorno degli ottavi di finale di Champions League, è intervenuto questo pomeriggio in conferenza stampa dal ritiro di Coverciano.

Il classe ’94, infatti, è stato convocato dal commissario tecnico della Nazionale italiana Roberto Mancini per le sfide contro Finlandia e Liechtenstein, in programma rispettivamente il prossimo 23 e 26 marzo alle ore 20.45 alla “Dacia Arena” di Udine e allo Stadio “Ennio Tardini” di Parma. Di seguito, le sue dichiarazioni.

“Della mia Juventus che ha battuto l’Atletico Madrid vorrei portare in Nazionale la consapevolezza di essere forti, perché lo siamo e ci dobbiamo credere ogni giorno. Qualcosa questa Nazionale l’ha già fatta intravedere. Nelle quattro partite precedenti abbiamo fatto notevoli passi in avanti, mostrando un bel gioco, divertendoci in campo e facendo divertire i tifosi. Dobbiamo ancora prendere l’esperienza che ci manca, ma questa è la strada giusta per affrontare un Europeo nel migliore dei modi. Problema gol? E’ vero ma sono sicuro che alla fine, creando sempre tanto, i gol arriveranno. A questo stiamo lavorando con il mister. Credo che ci siano giocatori oltre la media, tantissimi talenti che però vanno aspettati e non vanno subito giudicati: ai giovani si deve dare il tempo di sbagliare e crescere. Compito di noi più esperti è far sentire meno la pressione della maglia azzurra e dell’esordio contro la Finlandia, pressione che però fa parte del gioco ed è giusto averla anche perché la maglia azzurra è importante. In questa Italia ci sono tanti leader, penso a Chiellini, Bonucci, Sirigu, io credo di essere fra questi. Rispetto al passato ho lavorato tanto sulla testa e sono più consapevole dal punto di vista personale prima ancora che sportivo”, sono state le sue parole.

CR7 – “E’ un campione assoluto e lo ha dimostrato in tutte le parti del mondo, che dire di più? In campo ci dà ogni giorno il suo carisma, standogli a contatto quotidianamente riesci a imparare tante cose. Cristiano Ronaldo potrebbe essere squalificato? Sarebbe folle, è stata un’esultanza e alla fine si chiuderà lì. Lo vedo sempre sereno e tranquillo, ma lo siamo tutti e sono sicuro che alla fine andrà bene la sentenza”.

STOP A MARASSI – “Una sconfitta non fa mai bene però arrivavamo da una partita che dal punto di vista fisico e mentale, quella contro l’Atletico, era stata davvero dispendiosa. Se dovevamo perdere, era proprio quella di Genova la partita per farlo. Ma la Juventus non va mai in campo per perdere. Abbiamo spinto tanto in campionato per arrivare ad avere una gestione delle cose che ci permetta di gestirci anche per la Champions. Ora l’obiettivo primario è vincere il campionato, poi penseremo al quarto di finale contro l’Ajax. Ho sempre creduto che sia fondamentale la testa di un giocatore e l’abnegazione al lavoro. Abbiamo fatto e scritto un pezzo di storia contro l’Atletico dimostrando il valore della Juve. Voglio sempre di più da me stesso e spero di prendermi ancora tante soddisfazioni in carriera. Questo momento è per me un punto di partenza. Mi ha fatto tanto piacere titolare contro l’Atletico in una gara così importante. La fiducia del mister mi ha fatto molto piacere”.

CHIESA – “E’ fortissimo, sta facendo molto bene. Gli auguro di fare ciò che vuole, deve sentirlo lui. Nessuno può permettersi di entrare nel suo privato e dirgli cosa è giusto fare per lui. A me questo ha aiutato molto in passato, nessun altro ha mai deciso per me. Federico è migliorato tantissimo sotto tutti i punti di vista, io lo vedo molto cresciuto. Oggi non vivo con lui il quotidiano come lo ero anni fa, gli posso solo consigliare, come gli ho già detto, di fare quello che vuole lui. Lo vedo maturo per il salto”, ha concluso Bernardeschi.

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