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Italia, Locatelli: “Essere qui è un orgoglio, daremo tutto”. E sul futuro…

Italia, Locatelli: “Essere qui è un orgoglio, daremo tutto”. E sul futuro…

Parola a Manuel Locatelli. Diversi sono stati i temi trattati dal centrocampista del Sassuolo e della Nazionale italiana, intervenuto in conferenza stampa a poco più di quarantotto ore dall’esordio degli azzurri a Euro 2020: dalla sfida...

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Parola a Manuel Locatelli.

Diversi sono stati i temi trattati dal centrocampista del Sassuolo e della Nazionale italiana, intervenuto in conferenza stampa a poco più di quarantotto ore dall'esordio degli azzurri a Euro 2020: dalla sfida contro la Turchia, in programma venerdì sera allo Stadio "Olimpico" di Roma, al suo futuro. Reduce da una stagione esaltante, il classe 1998 può contare su un numero esoso di estimatori in Italia e non solo.

"Essere qui è un'emozione, è una cosa che sognavo da bambino. Non so che formazione sceglierà il mister ma cercheremo di farci trovare pronti. C'è responsabilità, vai in campo per gli italiani, è una responsabilità che tutti vorrebbero prendersi. E' un orgoglio. Il fatto che l'Europeo sia stato spostato mi ha agevolato, è stata una stagione dove sono maturato. Sono cambiato come calciatore, come persona, mi sento più maturo e responsabile", sono state le sue parole.

FUTURO -"Sono solo chiacchiere. C'è una competizione così importante da giocare che sono concentrato su questo. Non so se sia una rivincita per chi non ha creduto in me, penso al presente. E' normale che ci siano voci di mercato ma la maturità di cui parlo è lo step per cui non mi lascio condizionare. E' così importante che sarebbe sprecato pensare al mercato, anche se so che dopo l'Europeo dovrò prendere delle decisioni. Ho parlato con Carnevali, siamo consapevoli della strada da prendere".

IL RUOLO -"Abbiamo un'identità ben precisa. Le difficoltà? Se ci saranno, saremo pronti. Nasciamo così: abbiamo unità d'intenti, risalterà anche in queste occasioni. Rappresentare l'Italia è una cosa da raccontare ai figli. Guardavo queste competizioni all'oratorio sul maxi schermo. So quanto sarebbe bello giocare, daremo tutto per l'Italia. Mi trovo benissimo quando gioco a due, quando impostiamo. Posso dare equilibrio e andare avanti con la palla, cercare la giocata. Posso giocare anche davanti alla difesa, sono duttile".

L'ESORDIO - "La Turchia è una squadra importante, hanno giocatori bravi come Calhanoglu con cui ho giocato insieme. Non sarà facile ma dovremo dare tutto. Il pubblico? E' qualcosa di bellissimo, canterò l'inno come mai fatto prima. Sentirli sarà fantastico, avere i miei cari allo stadio sarà bello e determinante. Ora che le cose vanno meglio sarà tutto bellissimo".

DA DE ZERBI A MANCINI -"De Zerbi e Mancini sono tatticamente simili ma molto diversi. E' un peccato che il mister sia andato via dall'Italia, gli auguro le migliori fortune. Può diventare un top a livello internazionale, glielo auguro e lo merita. Daniele De Rossi è un esempio. Avevo anche soggezione a parlarci, ho vissuto come voi il Mondiale del 2006. Per me è un privilegio averlo qua, mi auguro di raggiungere i suoi livelli".

VERRATTI E NON SOLO -"Verratti? Lo studiavo su Youtube, ho visto quanto è forte. Ti sfida quando ha la palla, è fortissimo. Spero recuperi presto, dovessi giocare al suo posto, dico che posso dare quel che ho, poi vedremo in partita quale sarà il risultato. Jorginho è veramente forte, ha una dota che gli invidio: sa far giocare bene anche i compagni, sa dare equilibrio, fiducia. Ti fa giocare bene. Poi conosciamo bene Marco, io posso dare altre qualità ma non siamo simili", ha concluso.