Italia-Finlandia, Sconcerti: “Sono mancati i leader. Kean? Deve difendersi da se stesso”

Mario Sconcerti bacchetta gli azzurri: “Ci aspettavamo di più. Qualche accenno di gioco rapido all’inizio, poi abbastanza confusione”

sconcerti genoa

Vittoria dell’Italia nell’esordio nel Gruppo J di qualificazione a Euro 2020.

Alla “Dacia Arena” di Udine, gli azzurri di Roberto Mancini hanno dominato con un secco 2-0 gli scandinavi con le reti di Niccolò Barella, realizzato nel primo tempo, e del giovanissimo Moise Kean, realizzata nella ripresa: entrambi alla prima gioia con la maglia della nazionale. Con questo gol l’attaccante della Juventus, che hla forza e il balbettio del gigante – racconta il noto giornalista Mario Sconcerti sulle pagine del Corriere della Sera -, è diventato il primo “Millennial”, ovvero nato nel 2000, a segnare un gol con la maglia della Nazionale e il secondo marcatore azzurro più giovane di sempre.

“Non c’è più l’avventura, ora esiste un gruppo, i giocatori sono stati scelti e sono quasi tutti ragazzi. Queste diversità, queste certezze, tolgono profondità alla partita, non c’è niente che debba cominciare, ci sono solo punti da fare. Sotto questo aspetto è andata bene, una vittoria netta, classica, contro un tipico avversario da torneo di qualificazione. È stato come pensavamo? No, un po’ peggio, qualche accenno di gioco rapido all’inizio, poi abbastanza confusione. Sono mancati i leader”.

“Bernardeschi è un giocatore vero ma è un solista, non una sponda morale. Immobile non si trova in Nazionale dove deve giocare quasi sempre spalle alla porta, lui che ama rimanere di fianco alla palla. Kean è rimasto 70 minuti fuori partita perché non è un’ala e non capiva cosa gli si chiedesse. Come si è messo al centro ha fatto gol. Jorginho è un buon professionista, non un maestro. Tutti in generale, anche Verratti, anche Bonucci e Chiellini, perdono qualcosa in una squadra che vuole attaccare sempre con il cuore e lo schema lasciando troppo spazio tra le sue stesse linee. Una squadra cioè ancora bambina, senza un riferimento centrale, un asse attorno a cui ruotare. (…). Kean è la notizia migliore: ha la forza e il balbettio del gigante, deve difendersi da se stesso e dare ai compagni la convinzione che passare a lui la palla è sempre un investimento (…) – scrive Sconcerti –“.

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