Andrea Soncin, neo tecnico dell'Italia femminile, ha rilasciato dichiarazioni sul nuovo incarico e sulle prime idee

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La nazionale italiana femminile ha nominato Andrea Soncin come nuovo tecnico dopo le dimissioni rassegnate dall'ex tecnico Milena Bertolini. Così il neo ct ha parlato in un’intervista rilasciata a La Football a margine del Festival dello Sport di Trento partendo dai rapporti con i club con cui costruire un rapporto di stima e fiducia reciproca per far crescere il movimento nel suo insieme.

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DISPONIBILITA' - “Ho trovato grande disponibilità da parte di tutti a collaborare. Sono in contatto con tutti i club per cercare con loro una collaborazione perché penso che più noi siamo a conoscenza di quello che fanno le ragazze nei club più possiamo metterle nelle migliori condizioni nel momento in cui sono chiamate a indossare la maglia della Nazionale”. 

SQUADRE  - “Credo possa essere uno scambio molto utile per tutti, avendo noi il confronto con le altre nazionali e vedendo quello che succede fuori dai nostri confini. Non dimentichiamoci che la Nazionale raccoglie i frutti del lavoro dei club. La base di partenza è sempre il discorso meritocratico, indipendentemente dall’età e dalla nazionalità di una calciatrice. Bisogna dare valore e far giocare chi merita, se i club ritengono di dover andare a prendere delle straniere probabilmente questo può anche essere uno stimolo a lavorare di più nei settori giovanili. Per noi le straniere possono essere un handicap perché, soprattutto in certi ruoli, vanno a togliere molto alla Nazionale. Però voglio vedere anche il rovescio della medaglia, alcune delle calciatrici straniere giunte nel nostro campionato portano un arricchimento dal punto di vista della mentalità”.

CONVOCAZIONI - “C’è più lavoro da fare fuori dal raduno che nel raduno stesso. È un monitoraggio continuo, analisi delle partite, contatto quotidiano con i club e le ragazze. Nonostante la sconfitta, abbiamo vissuto l’emozione di una squadra che voleva fare l’impresa di battere le numero uno del ranking Fifa. Inutile nasconderci, abbiamo un 20% in meno di fisicità rispetto alle svedesi che però si può colmare a livello di prestazione. Le ragazze mi danno fiducia che si possa andare a fare qualcosa di unico anche contro le campionesse del mondo della Spagna”.

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