Cairo: “Tavecchio non può andare avanti come se niente fosse. Ventura? Ecco la verità…”

Cairo: “Tavecchio non può andare avanti come se niente fosse. Ventura? Ecco la verità…”

Il presidente granata analizza il flop dell’Italia e suggerisce la formula giusta per far ripartire l’intero movimento calcistico nazionale.

Dalle colonne della Gazzetta dello Sport Urbano Cairo, presidente del Torino, è tornato a parlare di Italia e Ventura. Ha iniziato esprimendosi su Tavecchio“Quando fu eletto la prima volta non lo votai, poi gli ho dato il mio voto per la rielezione e ho gradito un certo lavoro svolto, andato al di là di quanto mi aspettassi. Il mio giudizio è positivo ma di fronte a questo fallimento deve trarre le conseguenze, non può andare avanti come se niente fosse”.

Su Gian Piero Ventura, che conosce bene per averlo avuto al Torino: Non ho visto neanche lontanamente il Ventura che conoscevo – ammette il presidente granata – Probabilmente avevo ragione quando, qualche estate fa, dissi che lo vedevo più come allenatore di club perché ha bisogno del lavoro quotidiano sul campo per inculcare i suoi eccellenti insegnamenti ai calciatori. Mi dispiace per lui e per l’Italia”. 

Ecco da dove bisognerebbe ripartire, secondo Cairo: “La Svizzera, con 8 milioni di persone, si è qualificata, il Belgio, che ne ha 11 milioni, lo stesso. Per la legge dei grandi numeri è più probabile che nascano in Italia i potenziali campioni, visto che siamo 60 milioni. Ma poi questi calciatori devi allevarli bene e in questi anni non è stato fatto, mentre in quei due Paesi, per esempio, hanno messo a frutto i centri di formazione. Bisogna ripartire dai giovani“. Continua parlando dei troppi stranieri in Italia: “Non è quello il problema. Il numero è simile a quelli delle altre nazioni europee di riferimento. Semmai va creato il contesto giusto per far emergere i talenti investendo nella loro formazione e in quella degli istruttori. Sono favorevole alle seconde squadre per far maturare i ragazzi. E poi sarebbe giusto introdurre una norma che obblighi i club a destinare una quota del fatturato agli investimenti nei vivai”. 

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