Russia 2018, la difesa di Neymar: “Simulazioni? Mi buttano giù perché non riescono a fermarmi…”

Russia 2018, la difesa di Neymar: “Simulazioni? Mi buttano giù perché non riescono a fermarmi…”

Neymar si è difeso dalle accuse di simulazione ricevute durante il Mondiale di Russia

Neymerola.

Così era stato soprannominato Neymar dal Corriere dello Sport, una coesione del suo nome col cognome del Re della sceneggiata Mario Merola. Già dai tempi in cui un giovane ragazzino proveniente dal Santos esordiva con la maglia del Barcellona, le accuse relative alla sua particolare tendenza alla simulazione, precedevano anche la sua fama di giocatore fenomenale dall’incredibile bagaglio tecnico. Col passare degli anni e nonostante il trasferimento al PSG, il classe 1992 non è riuscito ad invertire questa tendenza, e durante il Mondiale di Russia è stato costantemente bersagliato da avversari e non. Oggi, con la competizione iridata giunta al termine, il fuoriclasse della verdeoro ha deciso di esporsi ai media brasiliani, per difendersi dalle parole pronunciate contro di lui: “A me piace dribblare e divertirmi, senza dimenticare che il mio obiettivo è sempre fare gol. Questo è il mio stile. Non posso mica chiedere agli avversari di scansarsi e farmi segnare. E’ logico che per fermarmi siano spesso costretti a buttarmi giù. Voi credete forse che mi piaccia buttarmi per terra e subire falli a ripetizione? Non diciamo fesserie, la verità è che fa male. Dopo ogni partita sono costretto a stare col ghiaccio per 4-5 ore per lenire il dolore delle botte che ricevo. Ma chi parla così è perché non ha mai giocato a calcio e non sa cosa significhi. Ad ogni modo non c’è problema so bene che devo caricarmi il peso delle critiche, ma ho le spalle larghe e ci sono abituato“.

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