Argentina, Caballero a pugni chiusi su Sampaoli: “Fossi stato un tifoso lo avrei mandato a fare in c**o”

Argentina, Caballero a pugni chiusi su Sampaoli: “Fossi stato un tifoso lo avrei mandato a fare in c**o”

Willy Caballero ha ricordato il trattamento ricevuto da Jorge Sampaoli durante i Mondiali di Russia 2018

Lo spiacevole ricordo di Willy Caballero.

Il racconto del portiere classe ’81 è ambientato due anni fa in Russia, precisamente il 21 giugno sul campo dello stadio Nižnij Novgorod: la partita in questione è dunque quella tra Argentina Croazia valida per i gironi del Mondiale di Russia del 2018. Dopo un primo tempo equilibrato in cui le due formazioni si erano limitate a studiarsi senza scoprirsi troppo, al minuto 53Vatreni riuscirono a passare in vantaggio: Caballero, con un errore clamoroso, consegnò la palla sui piedi di Ante Rebic, il quale con una volée precisa firmò la rete dell’1 a 0.

La gara si concluse poi con il risultato di 3 a 0 (andarono a segno anche Luka Modric ed Ivan Rakitic), un risultato molto duro da digerire per l’albiceleste che riuscì poi comunque a strappare il pass per gli ottavi di finale vincendo contro la Nigeria. Quella partita segnò anche la fine dell’avventura mondiale da titolare per Willy Caballero, il quale da quel momento fu sostituito in via definitiva da Franco Armani, portiere del River Plate. L’avventura della selección si concluse comunque al primo turno eliminatorio contro la squadra che sarebbe poi diventata Campione del Mondo (in finale proprio contro la Croazia), ossia la Francia che si qualificò ai quarti di finale dopo un pirotecnico 4 a 3.

Due anni dopo, il portiere del Chelsea è ritornato a commentare quanto accaduto durante i Mondiali di Russia, esprimendo la sua opinione circa le decisioni dell’allora ct Jorge Sampaoli. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di TyC Sports: “Le critiche erano sbagliate, ma è molto difficile cambiare questo aspetto perché è una questione di educazione. Per noi argentini non è questione di amore per i colori, ma di fanatismo, e attraverso quest’ultimo possiamo distruggere qualcuno in pochi secondi. Questo è sbagliato: attraverso l’errore possiamo migliorarci. E’ difficile essere l’allenatore, non posso dare commenti da questo punto di vista. Sampaoli credeva fosse giusto così, quindi lo faceva e basta. Se fossi stato un tifoso lo avrei mandato a fare in c**o ma non lo sono. Sono un calciatore, vivo di questo e provo a rispettare i miei compagni di squadra, e chi ha giocato al mio posto ha fatto ottime prestazioni. Nella mia carriera mi è capitato che molti allenatori hanno deciso di schierarmi in campo o lasciarmi in panchina: non ho mai chiesto nulla. Così, in quel momento, ho accettato la decisione e ho cercato di sostenere chi doveva giocare al mio posto. Spero un giorno di poter diventare un allenatore per ritrovarmi in quella stessa situazione“.

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