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L'EX CATANIA

Lo Monaco: “Catania? Spero una cosa. Lucca nell’Italia, Insigne nullo nel ruolo”

Lo Monaco: “Catania? Spero una cosa. Lucca nell’Italia, Insigne nullo nel ruolo”

Le dichiarazioni dell'ex dirigente di Palermo e Genoa, tra le altre, Pietro Lo Monaco, sull'Italia di Mancini e sul caso societario in seno al Catania Calcio

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Vero e proprio totem dirigenziale del panorama calcistico nazionale, l'esperto manager campano, Pietro Lo Monaco ha costituito un riferimento imprescindibile sotto il profilo tecnico e gestionale per il Catania, un idillio professionale lungo ben nove anni quello con il sodalizio rossazzurro, ricco di intuizioni brillanti, successi e gratificazioni di ogni sorta. La parentesi breve ma intensa di Palermo si è sgretolata sui dissidi inconciliabili con l'allora patron Maurizio Zamparini, ma i tre mesi vissuti in qualità di amministratore delegato del club di viale del Fante occupano ancora un posto speciale nel cuore dell'ex dirigente del Genoa. L'attuale direttore generale dell'ACR Messina, Pietro Lo Monaco, è intervenuto a Stadio Aperto, format di approfondimento calcistico in onda su TMW Radio, parlando di vari temi, dal tabù della Nazionale di Roberto Mancini fino al caos societario in seno al Catania.

NAZIONALE - "Italia? La delusione c'è. Quando la butti via la qualificazione, con quel rigore sbagliato, quello ti crea angoscia, disturbo. Il rammarico aumenta e la delusione di Mancini è plausibile. Mi lascia interdetto se una partita decisiva per la qualificazione la si va a giocare in Irlanda con Insigne centravanti. Mi chiedo perché l'Italia esprima in quel ruolo solo Immobile. Mi è sembrato un gesto di chi non se la va a giocare pienamente. Non ricordo a memoria d'uomo insigne centravanti: non ha le caratteristiche né la capacità fisica per poter stare a combattere lì davanti. Una squadra che vince gli Europei ed è capace di esprimere come terminale offensivo solo Immobile mi lascia alquanto dubbioso. Abbiamo sentito anche la mancanza di Verratti, ma il nostro centrocampo per temperamento agonistico e qualità è un settore ben fornito, così come non credo ci siano problemi in difesa. Siamo mancati davanti".

SOLUZIONE LUCCA - "Chi potrebbe rappresentare la soluzione per l'attacco? Abbiamo giovani interessanti nelle categorie inferiori, come Lucca, che è un attaccante centrale atipico, con una grandissima struttura fisica e non affatto lento. Scamacca stesso negli ultimi tempi sta facendo abbastanza bene. Se si mette Insigne in quel ruolo è il niente, ci deve stare uno di ruolo davanti diventa difficile immagine una qualsiasi squadra senza un attaccante vero davanti".

CASO CATANIA -"Momento difficile sul piano calcistico? Sono in attesa della sentenza del tribunale sul fallimento. Fa male al cuore, se si pensa che sette, otto anni fa si parlava del Catania come di una realtà importante del nostro panorama calcistico. Una retrocessione dalla A alla B, nell'85% dei casi, porta gravi problemi alla società. L'ultima dirigenza doveva garantire la continuità aziendale, ciò non si è verificato e si paventa la possibilità che il club scompaia. Il Catania è stato l'ultimo club a non subire l'onta di un fallimento, mi auguro ce la faccia anche stavolta. La Sicilia ha vissuto tanti fallimenti negli ultimi anni? Mancano gli imprenditori che investano nel calcio. Gli imprenditori esteri mi sembra escludano le squadre isolane. La Sicilia ha sofferto un declino verticale. Messina è una società neopromossa, partita quest'anno costruendosi da zero: l'obiettivo è mantenere la categoria e buttare le basi per discorsi più stuzzicanti nel futuro prossimo".

 

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