Maradona, l’ex preparatore Signorini: “L’antidoping al Mondiale 94, la botta contro il muro e il pianto di Diego. Vi racconto l’addio al Napoli”

Fernando Signorini racconta Diego Armando Maradona

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Mondiale del 1994? Ecco cosa successe.

Così Ferdinando Signorini, ex preparatore atletico di Diego Armando Maradona, intervistato dal noto quotidiano argentino Olè, isi è soffermato sulla famosa squalifica ed al controllo  antidoping che pose fine al campionato del mondo del 1994 del Pibe de Oro . Ecco il racconto di Signorini soffermatosi proprio sui fatti di quell’anno, raccontando qualche curioso retroscena legato alla reazione di Maradona in seguito alla clamorosa sentenza:“Nel 1994 ci siamo riuniti per preparare i Mondiali del a La Pampa. Cosa è successo a quel Mondiale … Ricordo quando gli abbiamo dato la notizia della sua positività al test antidoping. Dovevo farlo perché era la persona che era sempre con lui, sera e notte, mi sentivo obbligato. Siamo andati con Ruggeri nella sua stanza per svegliarlo, mi sono seduta sul letto, gli ho dato la schiena, gli ho messo una mano sulla testa, ho detto: “Diego, siamo fuori, ti hanno portato fuori dai Mondiali, alzati, fatti una doccia e partiamo. Lo abbiamo lasciato solo e, nel giro di un minuto, abbiamo sentito un colpo infernale contro il muro. Un sollievo totale. Dopo un po ‘apparve con la faccia tutta gonfia per quello che aveva pianto. E dopo quel Mondiale non abbiamo praticamente avuto rapporti fino al 2008, quando Claudia mi ha chiamato per offrirmi se volevo andare con lui in Nazionale. Mi ha detto: “Professore, Diego dice se non osi accompagnarlo in Nazionale”. La addebito e le dico: “Da quello che vedo lavori ancora come segretaria”. Me l’ha passato e sento la voce di Diego che dice: “Cosa stai facendo, Diego?” Come se parlassimo tutti i giorni. Lui era così e io ero un po ‘così, ecco perché andavamo così d’accordo”.

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Chiosa finale riguardante l’addio del Pibe de Oro al Napoli, quando Signorini lo ha aiutato personalmente a trasferire tutti i suoi beni in giro per l’Europa:”Siamo stati insieme a Napoli, dall’84 al 91. E quando è stato ceduto, curiosamente, sono dovuto restare sei mesi solo per sistemare tutto: spedire tutto in container in diverse parti del mondo. Ad esempio, ho portato la Roll Royce a Sion, in Svizzera; Ho mandato le due Ferrari a Barcellona; Abbiamo portato le due BMW a Colonia, dove c’erano alcuni argentini. E così con tutto. Abbiamo tagliato solo quando ha lasciato Siviglia e io sono rimasto a lavorare in Europa”.

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